SABATO 18 MARZO, 2017 ORE 7.OO PM

 

GALLERIA FUCINA DES ARTISTAS-L'AVANA.CUBA

 

INAUGURAZIONE MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA DEGLI ARTISTI DEL COLLETTIVO 37

TORINO - L'AVANA, ANIMA UNICA

 dal 18 al 31 marzo

 

IN ESPOSIZIONE OPERE DI

CARLO IORIETTI

ALESSANDRO MERLO

ROBERTO BORRA

ALBERTO BONGINI


Giovedì 9 marzo 2017 ore 18.00,

MUSEO COMMENDA DI PRE'-GENOVA

 

 

Inaugurazione della mostra di pittura, fotografia e scultura “Viaggi immaginari di cinque artisti contemporanei”

Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti, Alessandro Merlo e Michelangelo Tallone 

a cura di Lodovico Gierut e  Cinzia Tesio.

 

 

COMUNICATO STAMPA
"Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei"
mostra  di pittura, fotografia e scultura di Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti, Alessandro Merlo e Michelangelo Tallone
dal 9 marzo al 6 aprile 2017
Museoteatro della Commenda di Prè, secondo piano
piazza Commenda, Genova
inaugurazione giovedì 9 marzo ore 18.00

Artisti in esposizione:
Alberto Bongini (Pittore – tecnica mista) – "Carnet du voyage imaginaire"
Roberto Borra (Fotografo – tecnica mista pittura) – "Dal nulla all'ascesi" – Viaggio interiore alla Sacra di San Michele
Carlo Iorietti  (Pittore) – Auschwitz. Il viaggio non voluto
Alessandro Merlo (Pittore) – Migrantes: dagli abissi della coscienza alla nuda realtà.
Artista invitato:
Michelangelo Tallone (Scultore)

Curatori della mostra:
Lodovico Gierut, Cinzia Tesio

Giovedì 9 marzo 2017 ore 18.00, inaugurazione della mostra di pittura, fotografia e scultura di cinque artisti contemporanei Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti, Alessandro Merlo e Michelangelo Tallone “Viaggi immaginari di cinque artisti contemporanei” a cura di Lodovico Gierut e  Cinzia Tesio. Oltre 60 opere sul tema di un viaggio, un percorso che parte idealmente dalla Commenda di Prè e accompagna il visitatore alla scoperta delle sconosciute rotte della creazione artistica. Mostra con i patrocini della Regione Liguria, del Comune e della Camera di Commercio di Genova, organizzata da Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino, Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut e Artgallery37 – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, in collaborazione con Mu.MA e Cooperativa Solidarietà e Lavoro. Comitato artistico: Cinzia Tesio e Lodovico  Gierut. Catalogo con testi di: Cinzia Tesio, Lodovico Gierut, Roberto Borra
Ingresso libero fino ad esaurimento posti all’inaugurazione, visitabile fino al 6 aprile 2017.

Perché  il tema del viaggio ? come  riassunto dalle illuminate parole di Lodovico Gierut: il "viaggio" racchiude in sé significati metaforici ed emozionali a seconda del contesto storico, del percorso personale, delle aspettative e delle speranze di chi lo intraprende, ma senz'altro è sempre stato avvertito come un'esperienza decisiva nella vita dell'umanità, un'avventura per alcuni affascinante, per altri tragica, mai indifferente.
Certamente sensibili al tema, gli artisti in mostra che appartengono all'Associazione Collettivo 37 di Torino,  hanno intrapreso i loro personali viaggi immaginari affascinati dalla pregnanza storico-architettonica del museo della Commenda di Prè, luogo di intenso ed antico fascino, in grado di veicolare messaggi di straordinaria contemporaneità. Lo spazio suggerito al Collettivo con lungimirante intuizione dall'amica e artista genovese Graziella Gemignani Menozzi, ha da subito fatto breccia nel cuore e nell'immaginazione degli artisti torinesi. L'idea del viaggio come tema fondante del progetto nasce dalla funzione originaria di transito e sosta dei pellegrini e dei crociati  che dalla Commenda di Prè, la cui fondazione è risalente all'anno 1180, partivano o transitavano nel loro viaggio verso la Terrasanta.
Gli artisti del Collettivo 37, si presentano all'esposizione genovese con quattro distinte mostre personali: Alberto Bongini con "Carnet du voyage imaginaire" compie una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di luoghi, siti e culture per lo più a lui sconosciute ma filtrate nel crogiolo del suo vivido universo creativo-immaginario ed impresse in una variopinta e vigorosa "cartografia interiore". Roberto Borra con "Dal nulla all'ascesi" (Viaggio interiore alla Sacra di San Michele) esplora attraverso la sua fotografia di matrice pittorica, gli aspetti metaforici della propria esistenza compiendo un viaggio immaginario negli enigmi e nelle metafore impresse sulla pelle e nel ventre del Pirchiriano, monte sulla cui cima si erge il maestoso monastero della Sacra di San Michele, monumento simbolo della regione Piemonte. Carlo Iorietti con  "Auschwitz. Il viaggio non voluto" entra nel dramma più sconvolgente che l'umanità ricordi, con tutta l'originalità ed il vigore proprio della sua personalissima espressione pittorica, costantemente tesa all'esplorazione e alla sperimentazione cromatica e figurativa. Alessandro Merlo con "Migrantes: dagli abissi della coscienza alla nuda realtà" con i suoi dipinti immerge il visitatore nel dramma delle migrazioni compiendo un toccante "reportage artistico" espresso attraverso una coinvolgente serie di vibranti opere pittoriche.
Durante la mostra sarà presente lo scultore Michelangelo Tallone, artista di gran valore le cui significative sculture in bucchero, collocate nelle sei sale museali, non solo dialogheranno con le opere pittoriche in esposizione ma faranno da trait d'union in chiave concettuale fra i singoli viaggi immaginari dei 4 artisti torinesi.
Ogni artista del Collettivo 37 (Bongini, Borra, Iorietti e Merlo) ha realizzato espressamente un'opera che sarà donata al Museo come segno tangibile della possibilità che l'arte offre di concretizzare l'immaginario e di rendere ai posteri l'emozione...altrimenti dissolta.


Roberto Borra



"Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" è il titolo di un'opera di Gauguin del 1897, nella Tahiti in cui aveva cercato quell'armonia uomo-natura alla quale aspirava fuggendo dalla convulsa vita occidentale. Tre grandi interrogativi esistenziali che riassumono il concetto stesso di viaggio, la partenza, il viaggiatore, la meta e che sono stati affrontati e declinati nella letteratura e nell'arte da grandi figure alla ricerca costante di un superamento di se stessi. È un'esigenza radicata nell'inconscio collettivo dell'Uomo che si è esplicata in ogni tempo, sia che si sia trattato di volontaria o coatta dislocazione, sia che si tratti di un percorso interiore, un viaggio simbolico per soddisfare la sete di conoscenza di sé e dell'altro da sé. E i risultati che ha prodotto in ambito artistico sono ancora una fonte sorgiva alla quale si disseta chi non fu creato " ... a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza...": parole di Dante Alighieri.


Lodovico Gierut

 


La mostra è completata da un catalogo a colori. Oltre ai testi critici e alle opere riprodotte il progetto prevede una sezione in cui sono pubblicati alcuni schizzi e i disegni preparatori dei lavori.
La carta sempre nell'arte è stata sinonimo di abbozzo, disegno o segno preparatorio. Nella storia dell'arte, proprio perché è una storia delle assenze, quanti cartoni di straordinaria bellezza abbiamo perso perché facilmente deteriorabili, se solo si pensa ai grandi maestri del Rinascimento e se poi si scorge il Settecento o il secolo successivo, dal Grand Tour in avanti, i taccuini dei pittori stranieri che sostavano dinanzi ai ruderi della Roma antica e a Venezia o a Napoli in riva al mare, non esistono più, se non per qualche rara eccezione. Fogli dispersi nell'oblio e deliberatamente appartenenti alla seduzione dell'impalpabile, ed è per tale motivo che il catalogo della mostra "Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei" vuole essere un documento che riproduce alcuni schizzi e abbozzi che precedono le opere prime, quasi a voler ridare vita a quei cahiers des voyages in chiave contemporanea.
Questo perché si sa che la rassegna finisce ma il catalogo rimane.
Dai fogli in cui tutto ha avuto inizio si procede alle opere realizzate in stili e tecniche diverse: dal figurativo, all'espressionismo, all'astratto l'arte di Bongini, Borra, Iorietti, Merlo e Tallone respira magia fatta di luce, ritmi, sentimenti e metafore del nostro esistere.
D.ssa Cinzia Tesio



COMITATI ORGANIZZATORI

 


Associazione Culturale “Collettivo 37” di Torino


L'associazione culturale no profit "Collettivo37" nasce a Torino nel maggio del 2015 su iniziativa di quattro artisti torinesi: Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo. La mission del Collettivo è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte e di creare uno spazio di confronto artistico e culturale sostenuto dal concetto di riscoperta delle proprie radici (Arte Moderna) e dell'innovazione, elemento ispiratore dell'arte contemporanea. Il successo di critica e di pubblico della mostra inaugurale dal titolo "Frammenti di arte moderna e contemporanea" curata da Cinzia Tesio è stata significativa e per molti versi innovativa, soprattutto per il coraggioso connubio instaurato tra i grandi nomi dell'arte moderna internazionale (Chagall, De Chirico Vedova, Morlotti) e gli artisti rappresentativi, a vari livelli, dell'arte contemporanea. Il principale punto di forza che anima i progetti e le iniziative del Collettivo37 è sostanzialmente basato su una filosofia di gruppo fortemente sentita, vissuta e condivisa. Per realizzare i propri progetti l'Associazione si avvale attualmente di due luoghi d'arte differenziati: lo storico Atelier 37 sito in Via Sant'Ottavio 37, laboratorio di idee e di produzione artistica, e Artgallery37 in Via Buniva 9/ter/f, luogo espositivo per eccellenza ma al contempo oasi di riflessione e spazio di confronto artistico, sociale e culturale.
Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
"Questa non è una galleria", affermerebbe Magritte. Artgallery37 è infatti il luogo fisico dal quale sgorgano gli elementi essenziali di un grande sogno collettivo. È dunque un concreto spazio dell'immaginario che manifesta la sua intenzione di essere così razionale, direi, così essenziale da avvolgere chi lo abita in un abbraccio protettivo, quasi materno. Eppur questa creatura così formalmente perfetta, nasce e si sviluppa nel grembo multiforme di artisti avvezzi al guizzo anti naturalistico, al riordino non seriale del caos, all'affermazione dell'estasi quasi primigenia della libertà del gesto ed al contempo della libertà del pensiero. Prima ancora che simulacro dove esporre opere d'arte, Artgallery37 è infatti un luogo dove costruire rapporti, un centro dove sviluppare progettualità e innovazione con i ritmi e con le cadenze di un'umanità perduta che perciò ha necessità urgente di ritrovarsi. Qui il gergo innovazione passa attraverso un nuovo approccio filosofico che non focalizza la sua attenzione sull'opera d'arte, sui materiali utilizzati o attraverso banali dissertazioni tecniche, ma sulla capacità propulsiva dell'arte di agire in un contesto, di destare le coscienze, di essere rivoluzionaria nell'essenza dei suoi contenuti. Nello spazio esiguo di una galleria d'arte ed in quello apparentemente ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali, esistono  energie vitali straordinarie ed inesplorate che riattivano straordinarie fonti rinnovabili interiori. L'arte è in grado di attivare queste potenzialità inespresse e dunque in epoche di crisi esistenziali ed economiche come quella che stiamo vivendo essa assume un vero e proprio ruolo sociale. Consci che l'arte possa "abitare" ogni luogo, abbiamo edificato il nostro spazio immaginifico e qui si compie il nostro atto d'amore verso l'arte e verso gli artisti che non trovano palco ideale sul quale presentare degnamente il frutto del sudore della loro anima inquieta. Forse, non esiste un luogo ideale in cui proporre l'arte, ma Bongini, Borra, Iorietti e Merlo lo hanno immaginato ed il frutto di questo delirio collettivo è oggi visitabile ed accessibile a tutti... Artgallery37, è uno spazio reale e definito di un sogno collettivo. Un punto di vista del pensiero che decide di tradursi in spazio fisico per dare visibilità all'invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente ogni istante ci pervade e ci rende parte dell'infinito...


Roberto Borra

 

 


Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut


Il Comitato Archivio artistico - documentario Gierut, legalmente costituito nel settembre 2006, ha sede a Marina di Pietrasanta (Lucca) in Via G. Marino n°8. Presieduto dal critico d'arte e scrittore Lodovico Gierut, non ha fini di lucro e si è proposto di ricordare e onorare sia dal punto di vista umano che professionale la figura di Marta Gierut, poetessa e artista. Il Comitato ha messo in essere sin dai primi mesi del 2007 proprie Edizioni, al fine di diffondere l'arte e la cultura in genere, destinate – mediante la stampa di pubblicazioni cartacee e di altro tipo – sia a Biblioteche Pubbliche e ad Archivi che abbiano all'interno documenti d'arte, sia a critici e storici d'arte, giornalisti, letterati ecc. È stato altresì creato un Centro di documentazione che collabora con  persone che trattano l'arte sia a livello professionale, sia come semplice passione ed è ovviamente in contatto col mondo della scuola.  Il Centro accetta in donazione (anche come scambio) cataloghi relativi a pittura, scultura, fotografia, conservandoli e facendoli utilizzare evidenziando la consuetudine della citazione bibliografica. Il Comitato organizza mostre, conferenze – anche con la partecipazione diretta del proprio presidente – con analoghe Associazioni e Organizzazioni, Fondazioni ecc.; promuove incontri socio – culturali e partecipa a iniziative fatte da soggetti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale, dando anche gratuito patrocinio.  Aiuta soggetti svantaggiati e organizza a Pietrasanta il "Premio Marta Gierut" consegnando sia borse di studio o altri aiuti, sia riconoscimenti a persone che si sono distinte in ambito socio – culturale e del lavoro in genere (tra i vari nomi Vittorino Andreoli, Manlio Cancogni, Vando D'Angiolo). Il Comitato è inserito nell'elenco delle Associazioni Comunali di Pietrasanta

Orari Mu.MA - Museoteatro della Commenda di Prè
martedì a venerdì, 10-17
sabato, domenica e festivi, 10-19
lunedì chiuso
biglietteria tel. 010 5573681 www.museidigenova.it

Informazioni

Ufficio Stampa Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Valeria Macci
Via Buniva, 9/ter/f 10124 Torino
cell. 340 2923295
press.artgallery37@gmail.com
Ufficio Stampa Costa Edutainment spa
Eleonora Errico
tel. 010 2345322
stampagalata@costaedutainment.it

Mu.MA - Relazioni Esterne - Comunicazione
Marina Mannucci
tel. 010 2512435, cell. 339 7150439
mmannucci@muma.genova.it
www.muma.genova.it

 

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ARTGALLERY37

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

VIA BUNIVA 9/TER/F, TORINO

 

Divergenze Parallele

 

mostra bipersonale di:

 

Italo Cammarata e Christian De Marco

 

a cura di Roberto Borra e Alberto Bongini

 

 

dal 11 febbraio 2017 al 4 marzo 2017

 

Inaugurazione con rinfresco:

sabato 11 febbraio alle ore 19,00

 

 

Orario Esposizioni: da martedì a sabato ore 16,00-19,30

Giorni di chiusura: domenica e lunedì

Per visite fuori orario: +39 338/8300244

Contatti:

artgallery37@virgilio.it

press.artgallery37@gmail.com

+39 338/8300244

Website:

www.artgallery37.com

 

Organizzazione: Associazione Collettivo 37 di Torino e staff Artgallery37

Coordinamento artistico: Carlo Iorietti e Alessandro Merlo

Testi: Roberto Borra

Ufficio stampa: Valeria Macci

Social media: Alessandro Santi

“Divergenze Parallele”

 

mostra bipersonale di:

Italo Cammarata e Christian De Marco

 

a cura di Roberto Borra e Alberto Bongini

 

dal 11 febbraio 2017 al 4 marzo 2017

 

Dopo il successo di critica e di pubblico della mostra dell’artista informale Marco Vigo, la galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino inaugura sabato 11 febbraio alle ore 19,00 la mostra bipersonale di Italo Cammarata e Christian De Marco dal titolo “Divergenze Parallele” a cura di Roberto Borra e Alberto Bongini.

Come si intuisce dal titolo, l’esposizione “Divergenze Parallele” offre uno spaccato diversificato, direi quasi antitetico dell’espressività di due artisti contemporanei, Cammarata e De Marco, accomunati da un percorso professionale a tratti parallelo ed uniti da un forte legame di amicizia e stima. Il comune lavoro di Cammarata e De Marco per prestigiose agenzie pubblicitarie e la successiva confluenza nell’universo del design industriale sono stati elementi essenziali per l’inevitabile approdo nel mondo dell’arte. Troppo stretti i confini per chi dall’arte è pervaso. Troppo inique le linee di demarcazione delle proprie “ambizioni espressive” non più degnamente rappresentate dai canoni insiti nella pubblicità né dai connotati concettuali espressi nel design. Il parallelismo del percorso umano e professionale di Cammarata e De Marco viene stravolto con l’ingresso nel mondo dell’arte che in essi si manifesta in tempi diversi  e con modalità espressive fortemente divergenti. Il rapporto umano e di stima non solo rimane inalterato ma diviene unificante pur nell’estrema differenziazione delle modalità concettuali ed espressive. Cammarata intesse con l’arte un rapporto totalizzante dagli inizi dell’anno 2000, sviluppando un personalissimo discorso pittorico di taglio figurativo capace di cogliere  il “mondo perduto” dell’infanzia con una sottile ironia ed una raffinatezza d’altri tempi. Cammarata osserva dall’alto ed evoca  le profondità del suo mondo interiore con una giocosità e con venature quasi felliniane. Al contrario, Christian De Marco entra nel mondo artistico con la ferrea volontà non solo di creare un proprio modello espressivo, ma di stravolgere attraverso una pittura scarna ed essenziale quelle strutture dettate da canoni e concrezioni acquisite in decenni di rigoroso ed eccelso percorso professionale. Lui stesso parlando della sua arte afferma: ho la necessità di "spogliarmi" delle contaminazioni acquisite nei decenni per fare spazio all'interiorità ancestrale più cruda e atavica. Il risultato è un’esposizione bi personale che si dipana sul filo di una espressività tecnica ed artistica oggettivamente antitetica ma al contempo vissuta dai due artisti con una intensità umana ed una energia introspettiva  davvero unificante.

 

Roberto Borra

 

 

Biografie degli artisti

 

Italo Cammarata

Nato a Marina di Massa nel 1947, vive e lavora a Torino. Inizia l’attività professionale presso alcune delle migliori agenzie pubblicitarie di Torino e approda in seguito, negli anni ’80, nel campo del design, ottimizzando le due esperienza e creando progetti industriali per aziende come Yamaha, Subaru, Piaggio, JVC, Seiko, Barilla, Porsche ecc. Tali attività gli valsero, nel 1984, il prestigioso premio internazionale “Compasso d’oro”, conferito dalla ADI (Associazione Design Industriale). Dall’inizio degli anni 2000 si dedica a tempo pieno alla pittura sviluppando un’analisi introspettiva delle comuni problematiche dell’esistenza umana.

Oltre che a Torino, ha esposto al Gildo Pastor Centre di Montecarlo nel 2009, allo Spectrum di Miami nel 2014, all’Artexpo di New York e all’Art Palm Beach di Palm Beach nel 2015, alla Galleria Kerstan di Stoccarda nel 2016.

 

Christian De Marco

Nato a Torino nel 1969. Si dedica agli studi di Arte prima e Architettonici poi.Si specializza nel settore della comunicazione iniziando in DWA come visualizer, per poi approdare in IDEAWORK come creativo e designer. Inizia la carriera indipendente intorno al 1997, seguendo quelli che erano gli imprinting da subito percepiti, vale a dire illustrazione e creatività.In quel periodo conosce Italo Cammarata, che De Marco definisce il suo grande punto di riferimento nonché mentore artistico.Si susseguono anni intensi e con molte collaborazioni professionali. Lavora con aziende ed agenzie come Testa, Bgs, Inadv e Robilant dove mette a disposizione progetti e realizzazioni per clienti di spessore internazionale come Unicredit, Birra Moretti, Torino FC, Sammontana e Ferrero.Ora, con una maggiore consapevolezza e un solido background, De Marco esprime “la necessità di ‘spogliarmi’ delle contaminazioni acquisite nei decenni per fare spazio all'interiorità ancestrale più cruda, atavica e spoglia”.

 




14 gennaio - 4 febbraio 2017

"l'Informale Contemporaneo"

mostra personale di Marco Vigo

a cura di Roberto Borra

 

inaugurazione

sabato 14 gennaio ore 18

IMMAGINI VERNISSAGE "L'INFORMALE CONTEMPORANEO" DI MARCO VIGO



ARTGALLERY37

 

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

 

VIA BUNIVA 9/TER/F, TORINO

 

“L’informale Contemporaneo”
mostra personale di Marco Vigo

a cura di Roberto Borra

 

 

 

 

 

 

Dopo il successo di critica e di pubblico della mostra degli artisti cubani  di Fucinas des Artistas, la galleria d’arte Moderna e Contemporanea Art Gallery37 di Torino inaugura sabato 14 gennaio alle ore 18,00  la stagione artistica 2017 con la mostra personale di  Marco Vigo dal titolo“L’informale Contemporaneo” a cura di Roberto Borra.

 

 

 

Dalla fine della seconda guerra mondiale ai primi anni sessanta, l’impeto dell’arte “senza forma” irrompe sulla scena artistica italiana ed internazionale, decretando la fine di quel rigido razionalismo portatore di ineluttabili devastazioni. In sintesi, lo shock della guerra induce l’umanità sconvolta ad una  negazione della forma e, a una  riconciliazione con l’essenza del contenuto. Questo rifiuto fisiologico si ripercuote nel mondo artistico dell’epoca che interiorizza il concetto  decretando una nuova prospettiva di arte oltre la forma . Con l’avvento dell’arte informale il dogma leonardesco che da secoli poneva il disegno alla base di ogni forma pittorica decade, provocando nel mondo artistico e culturale una vera e propria rivoluzione epocale.  La potenza dell’opera informale si manifesta con vigore nel fluire dei gesti dell’artista che nella sua fase creativa è in grado di tradurre la purezza dell’emozione in arte. L’osservatore stesso, posto di fronte alla tela rivive in modo quasi subliminale la fase estatica del processo creativo, assecondando mentalmente ed in parte fisicamente, il ritmo delle movenze e la gestualità che l’artista ha utilizzato nell’esecuzione dell’opera. Questo processo quasi simbiotico che l’arte informale è in grado di instaurare tra l’artista e  il fruitore, in parte spiega l’amore viscerale che questa forma artistica ancor oggi è in grado di provocare nonostante dinieghi e resistenze di parte del mondo accademico contemporaneo . 

 

 

 

Quella dell’artista Marco Vigo è un’arte di approdo e, al contempo,  una profonda ricerca di origine. L’artista vive le tensioni della sua isola e del mare intorno animato da  una convulsa gestazione  identitaria.. Nella sua arte, colma di intensi reflussi creativi, le linee di demarcazione materica e tonale tendono a dinamizzarsi seguendo le imprevedibili rotte dell’acqua colta nell’ infrangersi sulla costiera. Il rapporto di incontro – scontro tra l’acqua e la roccia sono elementi fondanti nell’arte di Vigo così come il suo stretto rapporto con l’elemento naturalistico . Metaforicamente la sua ricerca appare come sintesi di un’avventura speleologica vissuta con forte partecipazione emotiva e al contempo con rigore quasi scientifico. Le strutture dei paesaggi fisici in cui vive a loro volta lo abitano interiormente inducendolo a compiere un profondo  viaggio intimistico cui la sua arte colta e vigorosa sa dare opportuna  voce. Le sedimentazioni inconsce depositate nella memoria e nel vissuto, si addensano   ed emettono una luce che pare intessuta nella struttura stessa della materia che compone l’opera. L’Arte di Vigo si manifesta e prende forma quasi per stratificazione geologica imponendo un linguaggio intenso e viscerale che spesso precipita nell’armonia, con una capacità visionaria di indiscutibile valore. Il non essere del tutto terra, il non essere del tutto mare, è l’aspetto generativo di quel conflitto interiore che si placa e si esteriorizza attraverso l’arte della non forma di cui l’artista Marco Vigo è degno rappresentante. Ancora una volta l’arte informale dimostra di abitare le sconfinate terre del nostro sentirci liberi, del nostro vivere le emozioni oltre le partiture imposte dalla razionalità di confini quotidiani…. troppo stretti, forse, per cogliere il senso di ciò che siamo nella nostra reale essenza…..

 

 

Roberto Borra

 

Articolo di Angelo Mistrangelo pubblicato il 13 gennaio 2017 su Torinosette - La Stampa



 

 Artisti in esposizione:

 

 Alejandro Gomez, esplora l’unicità di ogni essere umano che  pur immerso nella massa, svela una positiva tensione emotiva che si traduce in  “estetica collettiva”frutto di  una  nitida pittura gestuale.Un affresco sociale dunque costituito dal complesso mosaico delle vibranti energie individuali. Daniel Collazo, utilizza le icone architettoniche proiettate spesso come meteore nell’infinità dello spazio e del tempo. Egli suggerisce attraverso una dimensione surreale il valore della storia e delle radici dell’umanità proiettandole negli spazi sconfinati di un futuro di cui l’uomo è protagonista quasi occulto. Eric Al faro, è un artista che attraverso il paesaggio svela l’infinito delle luci e dei chiaroscuri che lo accompagnano nel cammino della sua profonda interiorità. Il giovane artista nato a Mosca, ha trovato a l’Havana il luogo ideale in cui vivere e dove esprimere la sua pittura impressionista fortemente materica e dunque al di fuori dei canoni espressivi dell’ arte cubana. Nelson Jalil, pone al centro della sua arte, oggetti di uso comune svelandone il fascino attraverso una pittura dove la luce, il colore e l’inquadratura denotano una chiara ricerca di essenzialità.

 Roberto Borra

 

 

Fucina des Artistas è uno spazio artistico culturale fondato dall'artista Leonardo Salgado  per promuovere progetti legati alle arti plastiche e figurative, a Cuba e a livello internazionale. Negli spazi di Fucinas del Artistas, diversi artisti cubani condividono uno spazio di lavoro e di esposizione, attraverso un progetto di coworking a rotazione che dura circa sei mesi per ogni artista. Guido Corbellini è membro fondatore del progetto . La giornalista  Lisandra Diaz si occupa della comunicazione e del  coordinamento degli eventi. Onedys Calvo è la curatrice artistica.

 

Le immagini dell'inaugurazione della mostra TORINO - L'AVANA ANIMA UNICA

ARTGALLERY37

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

 “TORINO - L’AVANA, ANIMA UNICA”

 

Fucina Des Artistas in esposizione all'Artgallery37 di Torino

 a cura di Cinzia Tesio

dal 10 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017

Inaugurazione:

sabato 10 dicembre 2016 ore 18,00

 

 Artisti in esposizione: Alejandro Gomez, Daniel Collazo, Eric Alfaro, Nelson Jalil.

 

Orario Esposizioni in Galleria: da martedì a sabato ore 16,00-19,30

Giorni di chiusura domenica e lunedì

Per visite fuori orario: +39 338/8300244

Contatti:

artgallery37@virgilio.it

+39 338/8300244

Websites:

www.artgallery37.com

www.collettivo37.com

www.fucinadesartistas.com

 

 

COMUNICATO STAMPA

a cura di Roberto Borra e Lisandra Diaz

“Torino - L’Avana, Anima unica”

Fucina des Artistas in esposizione all’Artgallery37 di Torino.

 

La mostra di arte contemporanea “Torino - L’Avana, Anima unica” a cura di Cinzia Tesio nasce da uno stretto connubio artistico e culturale tra “Fucinas des Artistas” de L’Avana e l’Associazione “Collettivo37” di Torino, due realtà artistiche contemporanee operanti in realtà “fisicamente” lontane ma accomunate da una filosofia artistica ed umana per molti versi quasi speculare. Il progetto prevede una prima esposizione dei quattro artisti cubani Alejandro Gomez, Daniel Collazo, Eric Alfaro e Nelson Jalil di Fucina des Artistas alla Art Gallery37 di Torino dal 10 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017 a cura della storica dell’arte Cinzia Tesio. La seconda esposizione dal titolo, “L’Habana - Torino, Anima unica” è prevista dal 16 marzo 2017 al 31 marzo 2017 negli spazi di “Fucinas des Artistas” a Plaza de la Revolucion  a l’Avana e sarà curata da Onedys Calvo. Protagonisti dell’evento saranno gli artisti del Collettivo 37, Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo.

 

 

 

 

 

Organizzazione: Associazione Collettivo 37 di Torino e Fucina des Artistas l’Avana

Testi e comunicazione : Roberto Borra e Lisandra Diaz

Coordinamento artistico: Carlo Iorietti e Alessandro Merlo

Presentazione: Alberto Bongini

Ufficio stampa: Valeria Macci

Social media: Alessandro Santi

 

 

 

ARTISTI   FUCINA  DES  ARTISTAS IN ESPOSIZIONE

           Daniel Collazo                             Eric Alfaro                      Alejandro Gomez                                Nelson Jalil


MOSTRA DI GUIDO CAGETTI A CURA DI LODOVICO GIERUT E MICHELA CAGETTI PATROCINATA DA ARTGALLERY37.

PALAZZO MEDICEO DI SERAVEZZA-PATRIMONIO UNESCO

Guido Cagetti “Memoria d'arte. Il simbolo e il messaggio”

Mostra a cura di Lodovico Gierut e Michela Cagetti

Il Comune di Seravezza rende omaggio al pittore Guido Cagetti (Seravezza 1935-Viareggio 2013) tramite una retrospettiva che si terrà sia nel prestigioso spazio di Palazzo Mediceo (Patrimonio Mondiale Unesco), sia nel Palazzo Civico di Querceta. L'esposizione, arricchita da un catalogo realizzato dalle Edizioni Comitato Archivio artistico-documentario Gierut, curato dal critico d'arte e giornalista Lodovico Gierut, ha testi dello stesso Gierut e interventi di Riccardo Tarabella e di Giacomo Genovesi (rispettivamente Sindaco e Presidente della Fondazione Terre Medicee, e Assessore alla Promozione e valorizzazione del Territorio), di Michela Cagetti, figlia dell'artista, nonché di Marilena Cheli Tomei, Gian Paolo Giovannetti, Alvaro Matteucci, Paolo Marafetti, Marco Martini, Mauro Vannucci, Giancarlo Costa, Fabrizio Vizzoni, Franco Vizzoni e Francesco Franceschini. La pubblicazione, con realizzazione Grafica e supporto fotografico di Marco Costa, propone – come globalmente nelle due sedi espositive – un centinaio tra le tante opere pittoriche e grafiche di Cagetti, persona riservata che, per scelta, ha esposto solo in pochissime occasioni, e i cui lavori erano stati conservati dal medesimo in una stanza della sua abitazione. Con “Guidone illumina Querceta” il 27 ottobre si aprirà a Querceta l'anteprima (inaugurazione ore 17,30) con esposizione sino all'8 gennaio 2017 (aperto tutti i giorni, ingresso libero, dalle 8,00 alle 19,30), mentre il Palazzo Mediceo di Seravezza ospiterà “Memoria d'arte. Il simbolo e il messaggio”, inaugurazione sabato 29 ottobre 2016, ore 17,30, sino all'8 gennaio 2017 tutti i venerdì, sabato e domenica (festività comprese) dalle 15,00 alle 19,00. Ingresso libero.


“... Lo ricordo fiero del suo lavoro, della sua figura di agente di polizia provinciale all'interno del palazzo ducale di Lucca in Piazza Napoleone, con un sorriso di compiacimento del suo ruolo in cui potevo immaginare affidasse tutto se stesso e invece eccolo qui, all'improvviso e non solo con sorpresa mia, a ritrovarlo silenzioso e riservato pittore della contemporaneità, ricco di colori e di affermazione dell'essere presente con la propria assidua testimonianza”. (Riccardo Tarabella)

“La scelta della doppia location rientra perfettamente nel progetto che l'Amministrazione vuole portare avanti nel quinquennio al fine di far conoscere l'attività culturale, non solo nei luoghi preposti a tale scopo, ma anche nei luoghi di afflusso e di lavoro posti sul territorio.
Sono certo che questa attenzione posta all'attività “diffusa” porterà ancor più a valorizzare le opere, la diffusione e la memoria di Guido Cagetti (...)”. (Giacomo Genovesi)

“I dipinti di Guido Cagetti sono luminosi nei rossi d'amore e di sacrificio, nei gialli-luce della preghiera genuina, nei blu della serenità; parlano ancora, vivi, di un territorio olivato, marino e montuoso; i suoi segni sono diventati uno scenario ben distinguibile, autonomo e non cancellabile, in cui ha concretato il tempo delle proprie stagioni”.
Dire di lui non è facile, come è arduo entrare nell'Io di ogni artista, soprattutto quando, per scelta, uno antepone il pensare e l'agire e conseguentemente il creare, al resto, e cioè all'apparire ad ogni costo e al guadagno economico.
Oggi, ripensando a quanto fosse riservato, lo definirei “fuori del tempo”, giacché in quegli anni vissuti con onestà operosa senza sgomitare per un istante, diversamente da altri s'è espresso artisticamente più per il piacere di raccontare, di interpretare il viaggio della propria vita delineando suoi accadimenti intimi, come quelli d'altri, fatti di grandi e di piccole cose. 
Dalla sua tavolozza, come dalla penna, nascevano elementi paesaggistici con case e con alberi, frutta, fiori e farfalle, e donne e uomini al lavoro.
In lui sono ben visibili ferite lancinanti, dolori di singoli e di gruppi, la fede e l'amore espressi con l'intenzione sempre raggiunta di selezionare i valori che il raziocinio stesso ha voluto portare, cioè di condurre a termine, levando alla materia il superfluo e usando l'essenza per concretizzare una autonoma “comunicazione””. (Lodovico Gierut)

“Sono belle e apparentemente serene queste immagini, anche se gli occhi conservano parte di quelle ombre di vita che li avevano segnati e continuano il percorso obliquo del loro sguardo.
La via di luce intrapresa da Cagetti si è consolidata nella produzione dal Duemila in poi con esterni luminosi, bucolici o marini, contro i quali il nudo giganteggia accompagnato dai soliti oggetti-simbolo, un nastro, un fiore, un frutto, come la melagrana dalla buccia fessurata, delicata metafora dell'intimità femminile”.  (Marilena Cheli Tomei)

 

 Informazioni:  www.guidocagetti.it

www.palazzomediceo.it     www.gierut.it 

 

(0584-757443 Palazzo Mediceo, Via Leonetto Amadei n°230).

 

 



EVENTO INAUGURALE NUOVA GALLERIA ARTGALLERY37

arte moderna e contemporanea



ARTGALLERY37 MICROMUSEUM

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Catalogo Mostra -

per ordini e prenotazioni :

e-mail artgallery37@virgilio.it

Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea

PERCEZIONI E STATI D'ANIMO

di  Roberto Borra

Preservare la memoria, vivere il presente, aprirsi ai confini di un orizzonte futuro. Lavorare ogni giorno come se fosse l’ultimo con amore, con abnegazione contro tutti i venti che spirano a tempesta e paritariamente contro le correnti usuali che portano al silenzio dell’anima.Siamo esseri umani e nel cercare il prima e il dopo di questo strano viaggio che è la vita dimentichiamo di vivere il presente o percorriamo sentieri di un’esistenza che spesso non ci appartiene. L’arte, la musica, la scrittura possono far rifiorire quel senso di libertà e di appartenenza al genere umano di cui abbiamo in gran parte perso coscienza ma di cui abbiamo necessità per vivere, come il respiro,. Essere artisti è dunque un privilegio per l’anima, talvolta una privazione per il corpo poiché come ben ci insegna la storia dell’arte, spesso la pecunia è un vento che spira lontano dalle tasche dell’artista. Ma è indomabile la forza, la potenza estrema che essa esercita su chi ne è pervaso e praticarla è espressione della propria volontà di esistere, di poter coniugare in un unico gesto, la memoria, il vissuto presente e il futuro immaginato. Quale privilegio dunque per noi artisti del Collettivo37 che amiamo l’arte come la vita, poter ricomporre in un solo istante “Frammenti di arte moderna e contemporanea” in un’esposizione che spazia dalla pittura alla fotografia, alla scultura in un unico evento da vivere e condividere con i visitatori della mostra. Il concetto ispiratore è quello di coniugare il recente passato (le radici) al presente (i rami) attraverso un variegato excursus di espressioni artistiche e temporali. L’esposizione curata dalla storica dell’arte Cinzia Tesio, vanta artisti straordinari che hanno lasciato segni indelebili nell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Giorgio De Chirico, Ennio Morlotti . Al contempo propone opere di artisti contemporanei ormai storicizzati quali Marco Lodola, Mario Ceroli, Michelangelo Tallone. All’esposizione partecipano Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo, gli artisti del Collettivo 37, ideatori e fautori di quest’avventura nel mondo dell’arte che trova un fulcro ideale negli spazi di Artgallery37  una galleria-micromuseo  che nel più ampio contesto dei progetti del Collettivo aspira a diventare  un luogo d’arte ed un centro di cultura attiva, all’ombra della Mole Antonelliana. Nella città sabauda di Torino, a due passi dall’Accademia Albertina e dagli straordinari musei del centro storico, con l'apertura di Artgallery37 si configura un  nuovo concreto orizzonte aperto ad ogni forma di espressione artistica, un

luogo dove imparare a vivere l’arte (e la vita) nel segno della libertà e nel rispetto delle altrui coscienze, degli altrui pensieri.

 

 

….E cercarla quest’anima, che è il misterioso declivio del quale abbiamo timore. Sognare il nostro sogno, è possibile! Qui c’è il vivere la nostra vita. Nelle trame della tela, del legno, del bucchero alberga l’essenza tessuta di noi esseri umani, finalmente attraverso l'arte…..liberi di essere.

 

Roberto Borra

 

 

 


 

TITOLO : “FRAMMENTI DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA”

CURATELA: CINZIA TESIO

LUOGO: ART GALLERY37  - VIA BUNIVA 9/TER/F  TORINO

PERIODO: Dal 17 settembre al 9 ottobre 2016

INAUGURAZIONE: 17 SETTEMBRE 2016 ORE 18,30

ARTISTI IN ESPOSIZIONE: GIORGIO DE CHIRICO, MARC CHAGALL, EMILIO VEDOVA, ENNIO MORLOTTI, MARCO LODOLA, MARIO CEROLI, MICHELANGELO TALLONE, ALBERTO BONGINI, ROBERTO BORRA, CARLO IORIETTI, ALESSANDRO MERLO.

 

 

 

“FRAMMENTI DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA”

ART GALLERY37  - VIA BUNIVA 9/TER/F  TORINO

          PROMOSSA DA

Associazione Culturando Insieme

Associazione Collettivo37

 

 

CURATELA: Cinzia Tesio

TESTI: Cinzia Tesio – Roberto Borra

DIRETTORE ARTISTICO: Carlo Iorietti

DIRETTORE EDITORIALE: Roberto Borra

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Loredana Frisoli

UFFICIO STAMPA:  Sara Giacomini,  Gaia Furxhi
ILLUMINOTECNICA : Marco Burger, Vasile Chirita

 

 

 

 

 

La curatrice e gli organizzatori della mostra ringraziano tutti i prestatori e i collezionisti senza la cui disponibilità l'esposizione non sarebbe stata possibile. 

Si ringraziano gli sponsor i collaboratori e chi ha patrocinato l’evento: Associazione Culturando Insieme, Associazione Collettivo 37, Comune di Torino,Comitato Artistico Documentario Gierut, Reale mutua Assicurazioni Torino Castello sede Centrale di Torino, Les Auters Associes de la Savoie et de l’Arc Alpin, Axtra digital Art di Torino, La Buta Stupa di Torino, la rivista mensile Archivio di Mantova, Colombo Art Design di Torino.

    

 

 

Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea

QUANDO L’ARTE INCONTRA L’UOMO

Cinzia Tesio

 

 

L’arte è rivoluzione e rivelazione: questo è il concetto chiave della rassegna “Frammenti di arte moderna e contemporanea” che apre le porte al nuovo spazio espositivo Art Gallery 37. Un luogo di incontro artistico e di confronto atto a valorizzare l’estro, il genio, il sentimento e l’anima ovvero quel luogo di passaggio dove tutto ha inizio. Questa prima mostra mette a confronto l’arte moderna con indiscussi maestri che hanno segnato la storia dell’arte e che sono stati l’ispirazione di contemporanei dall’alto valore artistico. Interessante è il lavoro che Carlo Iorietti presenta in mostra dal titolo”Rita”, Capolavoro avvicinabile all’arte di due maestri presenti in mostra: Morlotti e Vedova. Analizziamone le ragioni. Il percorso di Morlotti è stato influenzato da grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte: Morandi, ad esempio, degli anni trenta. Il Morandi espressionista, molto materico e, poi, dai successivi anni quaranta con opere molto colorate. In questi anni il modello a cui guarda Morandi è Corot. Come per Morandi anche i mondi di Iorietti hanno una prospettiva interpretata, non reale, la realtà della natura non è indagata in senso descrittivo. Ciò che l’artista torinese vuole raggiungere è la realtà della pittura.  Per alcuni aspetti può sembrare astratto ma non lo è; come per Morlotti anche Iorietti crea una pittura legata ad una “realtà astratta”. Come afferma Elena Pontiggia: “Nei quadri di Morandi ci sono sempre oggetti riconoscibili finalizzati al racconto di una realtà altra, una realtà della pittura”. Parte del lavoro di Iorietti, così come lo sfondo del fotografo Roberto Borra, perdono il confronto con la realtà e varcano la soglia dell’informale. Cercano di conquistare un’altra dimensione, quella della forza espressiva della “non forma”, più liberatoria e viscerale. Per Iorietti il gesto, per Borra l’intervento fotografico digitale o pittorico diventano “gestualismi esistenziali”: un fare arte come una teatralizzazione dei propri sentimenti, concetto ben espresso da Borra che lo rappresenta con vigore nell’opera inedita“ 24 agosto 2016,ore 3,36”  dedicata al terremoto del centro Italia. Caratteristiche queste fondamentali nella produzione di Emilio Vedova, l'artista veneziano, protagonista di spicco dell'informale europeo presente in mostra con l’opera ”Spazio opposto n°17”. Per Roberto Borra sarebbe però limitativo il collegamento con l’arte caratterizzata dalla mancanza di forma. E’ fondamentale analizzare i suoi scatti fotografici su cui interviene successivamente in modo profondo con un occhio antinaturalista. Da qui il collegamento con la metafisica: cosa sarà il soggetto che l’artista cerca con la sua macchina fotografica alla mano? De Chirico, Nietzsche alla mano, risponde: sarà un “non soggetto”. Ciò non significa che nei lavori di Borra non ci siano degli oggetti o delle forme, ma solo che il loro soggetto vero sarà diverso, la rappresentazione del “cambio di senso” .Dalla metafisica giunge anche un altro concetto molto importante: la rivelazione. E’ il momento in cui un artista, come aveva intuito Schopenhauer, diventa “soggetto puro della conoscenza” ricevendo dall’esterno un impulso che si traduce in opera plastica per mezzo di linee e di volumi. E’ il lavoro di Alberto Bongini dal titolo: Taz.@love.nov.it concesso per l’occasione dalla Collezione della Casa Museo Sartori di Castel D’Ario in provincia di Mantova, cui appartiene. Per il maestro torinese tra la cosa che ha provocato la rivelazione e l’opera finita non vi deve essere somiglianza diretta; per abolire tale somiglianza interviene la ragione, che guida l’artista a definire le nuove forme rinunciando a tutto ciò che è superficiale.  Il tutto è arricchito dal colore a dal concetto di comunicazione tipico delle Pop Art. In mostra il suo lavoro può essere avvicinato al mondo luminoso di Marco Lodola. Entrambi hanno la capacità di trasformare i loro soggetti in icone pop. Il linguaggio artistico di Bongini risulta estremizzato nelle forme e nei contenuti pur mantenendo sempre una notevole attenzione all’estetica della forma ed è caratterizzato da colori brillanti e vitali.Proseguendo è interessante analizzare l’unione e il collegamento che Michelangelo Tallone ha trovato nel lavoro di Mario Ceroli, presente in mostra con una interessante opera dal titolo: “Profili”. I discorsi dei due maestri sono avvicinabili alla fluidità sintattica.  P. Bonfiglioli collega il tutto alla scuola glossematica: “come sostanza dell’espressione o materialità, fisicità del segno; come sostanza del contenuto o valore sociale, comunicativo e in definitiva ideologico del segno”.Come nel discorso del grande scultore abruzzese, anche il lavoro di Tallone che si presenta in mostra con l’opera: “Dualismo” appartenente alla serie delle Putrelle, consiste in una sorta di sintesi linguistica dell’immagine a segno e del segno a sostanza dell’espressione o materialità segnica.Le putrelle mostrano, quindi, la consistenza fisica del segno. Un codice dell’edilizia che si sottrae alla propria specifica funzionalità ed è costretto a trasformarsi in arte dal profondo valore concettuale. Ed è a questo punto che Tallone incontra l’uomo: le putrelle attraverso la loro forza rappresentano il bisogno, l’istinto, il desiderio. Ma attraverso il filo il soggetto è abbandonato dalla forza della parola. Tallone non crede che l’uomo possa trovare la propria forza in solitudine ma è consapevole che ha bisogno di comunicazione; quando questa però si limita a una buona linguisticità è indice di una comunicazione bloccata, che costringe l’uomo a ripiegarsi su se stesso e l’unità diventa solo idea.  Da qui deriva il fulcro dell’opera di Tallone che, come i lavori di Ceroli, sottolinea la natura contraddittoria e doppia dell’uomo in ceramica o in legno. E l’uomo è anche il perno del lavoro di Alessandro Merlo. Uomo inteso come persona viva che può afferrare qualcosa di inafferrabile ovvero il fascino e la profondità di tutto quello che caratterizza il suo cuore. In quest’ottica indubbiamente il punto di arrivo dell’artista torinese è sicuramente il mondo di Marc Chagall. Evoluzioni di tecnica e percorsi hanno portato il grande maestro a reinterpretare in modo del tutto personale le tendenze artistiche del tempo: tagli geometrici, scomposizioni, intersezioni, simultaneità di motivi, che hanno mantenuto il loro sapore di fiaba e si sono sovrapposti ai ricordi infantili della terra natia. Merlo crea un lavoro attuale ma vicino al mito: realtà e illusione si confondono, invenzioni personali e tecnica si intersecano creando affetti di grande armonia e un racconto ricco di metafore ed allusioni. In occasione della mostra “Frammenti di arte moderna e contemporanea” l’artista torinese presenta  “Fu questione di una selva oscura” un ‘opera già apprezzata nella bipersonale con Borra,“Natura Mundi” presentata da Francis Buffille nella suggestiva location della Casa degli affreschi di Novalesa(To).

 

Per usare le parole di Chagall: “L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo”.

 

 

 


La rivista mensile di arte e antiquariato

"ARCHIVIO" di Mantova distribuita a

livello nazionale ha dedicato

due pagine all'inaugurazione della mostra

"Frammenti di arte moderna e contem-

poranea" alla Galleria d'arte Artgallery37 

curata dalla D.ssa Cinzia Tesio confermando

l'attenzione dei media nazionali non solo verso le grandi iniziative istituzionali ma anche attraverso  gli

eventi e le  iniziative organizzate e promosse come in questo caso da Associazioni Culturali in grado di strutturare grazie ad una interazione di qualificate professionalità progetti di buon livello senza budget eccessivi.

 

                                                                                        Ufficio stampa C37





….E cercarla quest’anima, che è il misterioso declivio del quale abbiamo timore. Sognare il nostro sogno, è possibile! Qui c’è il vivere la nostra vita. Nelle trame della tela, del legno, del bucchero alberga l’essenza tessuta di noi esseri umani, finalmente attraverso l'arte…..liberi di essere.

Roberto Borra

 

 

 

PROJECT

Con Art Gallery 37 nasce a Torino un nuovo luogo di aggregazione artistica e di confronto culturale. Al contempo lo spazio si pone quale centro  d'eccellenza per grandi eventi artistici . I criteri di allestimento e i meccanismi organizzativi sono definiti da uno staff tecnico artistico specializzato che segue tutte le fasi dei progetti in essere. Riteniamo che la costante attivazione e aggregazione  di  professionalità e competenze diversificate di alto profilo, sia  un fattore importante ma al contempo percepiamo come fondamentale al di la delle qualità professionali dei  singoli  far emergere una filosofia di gruppo fortemente sentita, vissuta e condivisa.

Dunque le qualità di coesione dello staff tecnico - artistico basate su una comune percezione del valore dell'arte e dell'umanità sono elementi essenziali per un sano sviluppo dei progetti in divenire. Art Gallery 37  dunque, non è una semplice  galleria  d'arte ma, il fulcro attivo di un concreto e strutturato  progetto d'arte in costante evoluzione. La mission è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte attraverso il confronto  abbattendo le le frontiere fisiche, sociali e culturali che frammentano e disgregano il "sistema delle opportunità".  Al contempo riteniamo essenziale dare supporto e visibilità  all'arte ed agli artisti di spessore che  non sempre trovano gli ideali interlocutori in grado di "storicizzare" e far emergere le qualità  del loro lavoro. Art Gallery37 nasce come concreta espressione di un ideale connubio tra gli artisti Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo che con la creazione nel 2015 dell’Associazione Collettivo37 di Torino hanno posto le basi per l'apertura di questo ulteriore spazio dedicato all'arte moderna e contemporanea e allo sviluppo dei loro progetti nel mondo dell'arte. L'Associazione Collettivo 37  si avvale attualmente di due luoghi d'arte  differenziati: lo storico Atelier 37 laboratorio di idee e di produzione artistica, sito in Via Sant'Ottavio 37 e Art Gallery 37 in Via Buniva 9/ter/f  luogo espositivo per eccellenza ma al contempo oasi di riflessione e spazio di confronto artistico, sociale e culturale.

 

 


ARTGALLERY37 - Via Buniva 9/ter/f - Torino

e-mail: artgallery37@virgilio.it

orario MOSTRE :

da martedì a sabato ore 16,00-19,30

giorni di chiusura domenica e lunedì

per visite fuori orario  contact +39- 338/8300244