A R T G A L L E R Y37


       SPAZIO D'ARTE

       MODERNA    &

       CONTEMPORANEA






INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART PRIZE 2019

SCADENZA ISCRIZIONI  31 MAGGIO-NUOVA ISTITUZIONE "PREMIO SPECIALE DELLA CRITICA"

DEADLINE MAY 31th - NEW INSTITUTION "SPECIAL AWARD OF THE CRITICS"

 

SELEZIONE GRATUITA IN CORSO... 

 

Mostra-CONCORSO  “ INTERNATIONAL   CONTEMPORARY   ART   PRIZE 2019 ” NELLA SPLENDIDA LOCATION DI  PALAZZO BIRAGO DI BORGARO A TORINO IN VIA CARLO ALBERTO 16 

 

Esposizione opere in mostra da venerdì 21 a sabato 29 giugno 2019

Vernissage venerdì 21 giugno ore 18,30

Finissage con Premiazioni Ufficiali sabato 29 giugno ore 18,30

 

SEZIONI :

PITTURA ASTRATTO INFORMALE (Comprese tecniche miste)

PITTURA - FIGURATIVA (Comprese tecniche miste)

FOTOGRAFIA E DIGITAL ART

 

L’Associazione Culturale COLLETTIVO 37  e la GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TORINO ARTGALLERY37 che ha ospitato opere di artisti quali Marc Chagall, Emilio Vedova,Ennio Morlotti, Giorgio De Chirico, Luigi Spazzapan, ha indetto un premio di carattere internazionale, con la formula del concorso per artisti, al fine di promuovere  e valorizzare l’arte contemporanea e gli artisti  in grado di rappresentarne l'essenza e la molteplicità espressiva. Il Concorso  

“INTERNATIONAL   CONTEMPORARY ART   PRIZE 2019 ” oltre a godere del Patrocinio della Camera di Commercio di Torino, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte e della Città di Torino   è anche supportato dalla collaborazione del Centro Vitaliano Brancati e del Centro d'arte Mavie di Scicli (Sicilia). del Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut di Pietrasanta (Toscana) e del Gruppo Artistico Londinese The Artist's Pool .

 

Il concorso di carattere internazionale è rivolto a tutti gli artisti, pittori, fotografi, grafici e incisori, professionisti e non, provenienti da qualsiasi paese del mondo.L'obiettivo del concorso e della relativa mostra, è quello di promuovere gli artisti emergenti e di farli conoscere ad un ampio pubblico internazionale. Il tema è libero.

 

CRITERI DI AMMISSIONE

Il concorso è a tema libero . Possono partecipare alla selezione tutti gli artisti contemporanei viventi a prescindere dall’età e dalla nazionalità . Le opere partecipanti all’esposizione finale saranno selezionate in base a criteri di qualità tecnico-estetiche, originalità espressiva, capacità di rappresentazione del contemporaneo, sia attraverso una espressione di genere concettuale che con i codici dell’arte classica rivisitati in chiave moderna.

 

La fase di selezione al concorso è gratuita. 

 

Per iscrizione al Concorso e invio opere scaricare il bando sottostante.

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English version

 

BIRAGO DI BORGARO PALACE, TURIN (HEAD OFFICE OF THE CHAMBER OF COMMERCE)

 

Exhibition-CONTEST "INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART PRIZE"

 

Exhibition of the artworks on display: from Friday, June 21st to Saturday, June 29th.

Opening night:  Friday, June 21st, 6.30 PM.

Closing night with final award ceremony: Saturday, June 29th, 6.30 PM.

 

NON-FIGURATIVE/ABSTRACT PAINTING (mixed media included) 

FIGURATIVE PAINTING (mixed media included) 

PHOTOGRAPHY AND DIGITAL ART. 

 

The competition is open to every kind of artist, painters, photographers, graphic designers and engravers, both professional and non-professional, coming from anywhere in the world.

The goal of the contest and of the exhibition is to promote emerging artists and make them known to a national and international public. At the same time, the artists that will stand out for their peculiar accomplishments will have the opportunity to participate in a series of important national and international events, organized by Artgallery37 and Collettivo37 cultural association of Turin.

The general project is carried out in collaboration with Centro Vitaliano Brancati and Centro d'arte Mavie of Scicli , Sicilia (Italia). of Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut of Pietrasanta, Toscana (Italy) of Artistic Center The Artist's Pool of London(England).The event is sponsored by the Turin Chamber of Commerce,The Piedmont Region,the Metropolitan City and the Municipality of Turin.

 

CRITERIA OF ADMISSION

The contest has a free theme. All the contemporary artists currently alive can participate in the selection, independently from age or nationality. Artworks admitted for the final exhibition will be selected based on technical-aesthetic qualities, expressive originality and the ability to portray the contemporaneity, both by a conceptual expression or by revisiting classical art codes in a contemporary way.

Even if not explicitly forbidden by the rules of this contest, the artists that will not deliver their artworks to the venue, will have to try to avoid the use of glass protections as much as possible and, if they will use them, the organization will not take responsibility for any losses or damages of the artworks, both during the shipping phases (to and from the venue) nor during the staying at the gallery. Every artist can participate in a maximum of two categories at the same time, in accordance with the pertinent ways of admission of each category and, in this case, the total fee will be reduced.

SIZING OF THE ARTWORKS FOR THE NON-FIGURATIVE/ABSTRACT PAINTING CATEGORY AND THE FIGURATIVE PAINTING CATEGORY

 

In these categories will be admitted artworks made with any kind of painting techniques, including collage (mixed with painting) and multi-material applications. The maximum size accepted is 80x80 cm (31,49x31,49 in), including framing. The artworks have to be sent in with their hangers.

 

SIZING OF THE ARTWORKS FOR THE PHOTOGRAPHY AND DIGITAL ART CATEGORY

In this category will be admitted digital artworks and digital and analogic photographies (colors or black and white).  The maximum size accepted is 70x70 cm (27,55x27,55 in), including framing. The artworks have to be sent in with their hangers.

 

PARTICIPATION PROCEDURES

Artists interested in participating can send for free a maximum of 4 photos (jpeg) of their artworks by TUESDAY, APRIL 30th, 2019 (except in case of an extension of the deadline)  to artcollectionpress@virgilio.it.

 

Within ten days, the selected artists will receive an email, a message on Whatsapp or a phone call with the name of the artwork selected for the exhibition. After the official communication, the artist will confirm the participation by sending, within seven days, a copy of the following form filled out and signed, with the payment receipt attached to it, to: artcollectionpress@virgilio.it, or delivering it directly to Artgallery37 during a previously arranged meeting with organizers, made by writing an email to press.artgallery37@gmail.com.

 

 

DEADLINE MAY 31th - NEW INSTITUTION "SPECIAL AWARD OF THE CRITICS"

Bandi di Iscrizione - Registration form

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Modulo iscrizione dall' Italia
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Location Palazzo Birago
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Location Birago Palace
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ARTGALLERY37

HUMAN CONDITION

A cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci

 

Dal 4 al 25 maggio 2019

Vernissage 4 maggio ore 18,30

 

Denis Houlihan-Janet Lynch-Shân Monteith Mann

Diana Savova-Lily Taylor-Renee Rilexie-Weir Nicola

 

 

Le esposizioni artistiche della Artgallery37 di Torino, dopo la mostra di fotografia di Elena Perrone, proseguono con un'esposizione d'arte quasi tutta al femminile, ad eccezione dell'artista irlandese Denis Houlihan  . Sette artisti di varia provenienza  (Inghilterra,Scozia,Irlanda,Bulgaria e Sud America) si confrontano sul tema della condizione umana attraverso opere che ci riconducono ad un caleidoscopio di rilevanti personalità artistiche  unite da una comune sensibilità che rende l’esposizione ricca di inaspettate suggestioni ma al contempo piacevolmente armonica. La mostra curata da Alessandro Merlo, direttore artistico della Artgallery37  e Valeria Macci responsabile della comunicazione  internazionale, nasce nell’ambito di una consolidata collaborazione con “The Artist’s Pool”, il gruppo di artisti che hanno a Londra il loro punto di riferimento organizzativo ma che negli hanni hanno sviluppato  interscambi artistici e culturali con artisti italiani, scozzesi, spagnoli, statunitensi e sudamericani. L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 4 maggio alle ore 18,30 presso la sede della Artgallery37  che sorge nel Palazzo Antonelliano di via Buniva 9/ter/f a Torino a due passi dal centro storico,dall'Accademia Albertina,dalla Mole Antonelliana e dai più importanti musei torinesi. La mostra sarà aperta fino al 25 maggio in orari di galleria dalle ore 15,30 alle 18,30 dal martedi al sabato.L'inaugurazione è prevista per sabato 4 maggio alle ore 18,30 con la presenza degli artisti.

 

ARTISTI IN ESPOSIZIONE:

 

Renee Rilexie è un’artista di origini sudamericane, cresciuta a New York, residente da anni a Londra. Dotata di sinestesia, mischiando i sensi riesce a tradurre i suoni in colori. Rilexie è particolarmente interessata alla pratica del silenzio, della meditazione e al potere dell’arte di promuovere una trasformazione personale.Fin dove ci spingiamo per tenere aggiornata la nostra identità virtuale, essere parte di un battage pubblicitario... fin dove arriviamo per rassicurarci e sentire di essere importanti? Da qui parte la riflessione su quanto soffrano i nostri io interiori, mentre passiamo ogni minuto libero ad aggiornare il nostro profilo online.

 

Janet  Lynch parlando della sua arte afferma: amo il mio lavoro e un giorno non passato nel mio studio è un giorno deludente. Ogni dipinto, o disegno, deve avere la sua verità. I miei temi derivano da una combinazione di osservazione e sentimento. Per me è fondamentale filtrare le idee nel mio linguaggio visivo, e la mia speranza è che questo linguaggio possa essere compreso dallo spettatore.L'artista inglese esplora l'interazione che lega gli esseri umani attraverso il piacere del fare o ascoltare la musica,sull'importanza delle relazioni quotidiane tra le persone, sulla proporzionalità ed equità delle retribuzioni lavorative.

 

Denis Houlihan nasce in Irlanda nel 1966 e si  laurea in Farmacia nel 1989 alla Strathclyde University di Glasgow. Sono un farmacista, artista ed alchimista. La mia società Houlihan pharmacy ltd. ha fornito assistenza alle comunità di Glasgow per vent’anni. La passione per l’arte, il disegno e la pittura è stata una costante nella mia vita. Ho iniziato a dipingere nel 2006, concentrandomi sulla figura umana attraverso classi di disegno dal vivo e ore passate nel capannone della ditta usato come studio. A seguito di un incidente grave in bici nel luglio 2013, il mio recupero fisico e psichico è stato aiutato dal desiderio di dipingere. Il colore, l’energia e i significati nascosti sono le chiavi essenziali della mia arte.

 

Shân Monteith-Mann è un'artista scozzese affascinata dalla natura narrativa ed evocativa dell’arte. Shân   nel 2018 ha partecipato alla mostra annuale sugli acquerelli della Royal Scottish Society of Painters  . Esibisce regolarmente sia a Londra sia a Edimburgo e non vede l’ora di prendere parte alla mostra “Human Condition a Torino . Le opere presenti alla mostra The Human Condition sono ispirate da un ciottolo lanciato lontano per creare increspature sulla superficie dell’acqua, le opere si focalizzano sulla ruota della vita e di come l’esistenza umana sia connessa in cerchi. Il cerchio, nel senso di eternità, amore, unità e vita stessa, simboleggia l’umanità, come in natura sono la terra, la luna e il sole.Attualmente l'artista fa parte della Society of Scottish Artists.

 

Diana Savova e’ un’artista di origine bulgara, residente a Edimburgo, in Scozia. Ha conseguito un Master in Restauro e Conservazione dei Beni Culturali all’Accademia Nazionale delle Belle Arti di Sofia, Bulgaria 1997-2003. Del suo percorso artistico afferma:“nella mia famiglia sono tutti artisti e la pittura ha fatto parte della mia vita da sempre. Per me l’arte è in modo di pensare, il senso della realtà e un rifugio per l’anima. Al momento la luce, il colore e la magia sono le mie fonti di ispirazione. Trovo eccitante stimolare l’immaginazione del pubblico nel vedere storie e sentirsi commossi quando guardano i miei quadri. La luce, il colore, l’amore e la metafora – queste sono alcune delle mie parole chiave. La commistione tra mondo reale e fantastico dei miei quadri acrilici è influenzata dal fascino delle favole e dei racconti.

 

Lily Taylor è una giovane artista che vive a Londra ma è originaria di Edimburgo, Scozia. La sua arte è uno studio esplorativo della propria femminilità e come influenza la sua prospettiva del mondo. Le sue opere sono soprattutto a tecnica mista, un mix di inchiostri, vernici così come ricami a mano e lavoro di cucito. Usando colori audaci ed enfatizzando temi sia attraverso i materiali sia attraverso il soggetto, il suo lavoro può essere descritto come astratto, esplorativo, intimo e dettagliato.

 

Nicola Weir è un’artista scozzese. Sul suo lavoro hanno avuto grande influenza i corsi dell’Edinburgh Art College e il coinvolgimento con l’Edinburgh Printmakers. L’incisione in qualsiasi forma è sempre incorporata nelle sue opere, un collage – giocando con la tangibilità e diversi materiali, che siano carta, tessuto o altro. Ha ottenuto diversi premi, tra cui l’Andrew Grant Award che l’ha portata a lavorare a Londra, nel resto del Regno Unito e all’estero.Recentemente i suoi lavori delicati sono stati esposti alla Royal Scottish Academy, alla Edinburgh Printmakers, International Print Symposium, oltre alla Menier Gallery di Londra nel 2016 con la collettiva “Frida Kahlo; Lust for Life” e la collettiva “Threads” prima all’Espacio Gallery e poi alla Dundas Street Gallery di Edimburgo.

 

 

Human Condition

 A cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci

 

Artisti in esposizione:

Denis Houlihan-Janet Lynch-Shân Monteith Mann

Diana Savova-Lily Taylor-Renee Rilexie-Nicola Weir

 

 

Sede  Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Artgallery37

           Via Buniva 9/Ter/f – Torino

Periodo 4-25 maggio 2019

Vernissage 4 maggio ore 18,30

Mostra promossa da Associazione Culturale Collettivo 37 e  Artgallery37

Partner organizzativi : The Artist's Pool (Londra)

Allestimento e direzione Artistica  Roberto Borra, Carlo Iorietti , Alessandro Merlo 

Ufficio stampa Marialaura Lattaruolo

Orari di apertura mostra dal martedì al sabato dalle ore 15,30 alle 18,30

Domenica e Lunedì chiuso

 

Info su: artgallery37@virgilio.it

Website: www.artgallery37.com

 

 



PROROGA MOSTRA "IL TEMPO SOSPESO" FINO A GIOVEDI 18 APRILE

 

 

ELENA PERRONE

“Il tempo sospeso”

Fotografie 1982-2015

a cura di Roberto Borra

 

Ci sono due tipi di domande che Elena Perrone detesta sentirsi rivolgere – in effetti, sono domande piuttosto sciocche. Il primo è quello che verte, in varie formulazioni, su “cosa vuole esprimere” nelle sue fotografie. Probabilmente ribalterà cortesemente la domanda, di certo non si produrrà in una disquisizione piena di articolate banalità sul senso dell’arte e della vita. Il secondo è quello tipico degli “esperti” che vorrebbero coinvolgerla in discussioni su tecniche e attrezzature, obiettivi ed elaborazioni e che lei si diverte a spiazzare con risposte come “non so, faccio tutto in automatico”, oppure “il mio obiettivo preferito è quello più leggero”. Il fatto è che Elena Perrone non usa filtri, se ci si passa la facile metafora. La persona e la fotografa evitano accuratamente ogni sovrastruttura retorica, artificio, ricerca di effetto, autopromozione. È la personificazione dell’understatement in salsa sabauda: consapevole delle proprie capacità ma schiva, fiera del proprio lavoro ma estremamente restìa a parlarne. Che è anche il motivo per cui le esposizioni dei suoi lavori, la partecipazione a mostre e pubblicazioni, si contano sulle dita di una mano o poco più. Elena Perrone vive tra Regina Margherita e Sestiere Castello a Venezia. Dopo gli ottimi risultati conseguiti nel concorso nazionale “Collection Art 37”, e il successo della mostra collettiva omonima, torna dal 30 marzo al 15 aprile negli spazi torinesi di Art Gallery 37 in via Buniva 9 con una personale che ripercorre buona parte della sua opera proponendo fotografie scattate – ma sarebbe più corretto dire create – fra il 1982 e il 2015. Quello che fotografa sono oggetti, persone, luoghi reali che il suo obiettivo trasforma in potenziali epifanie in cui tempo e spazio si uniscono e vibrano all’unisono. Sta all’osservatore cogliere o inseguire l’attimo sospeso, il fleeting glimpse, la percezione fugace ai limiti dell’intuizione di un oltre su cui l’immagine si fa possibile affaccio. Elena Perrone non ha un soggetto prevalente o preferito, con la parziale eccezione, forse, delle piume, nelle quali vede la perfezione intesa come coincidenza totale di estetica e funzione. Le piume rappresentano anche una sfida tecnica nella quale Perrone si cimenta con successo. Se liquida con una battuta le domande “tecniche” questo non significa che si affidi al caso o all’approssimazione: l’annoia parlare dell’argomento, ma non ne è certo ignara. Non dimentichiamo che ha iniziato a fotografare in epoca analogica, quando una certa competenza tecnica era indispensabile perfino ai fotografi della domenica, e nel corso degli anni ha usato ogni tipo di fotocamera professionale con risultati brillanti. La sua è una tecnica interiorizzata che non si traduce in compiacimento virtuosistico ma è uno strumento prezioso al servizio dell’espressione. Ne sono prova evidente queste immagini, tutte realizzate con luce naturale. Dove tuttavia “naturale” non va confuso con “casuale”: non sono stati impiegati illuminatori esterni, ma è stato meticolosamente studiato e valutato ogni possibile dettaglio, ogni variazione di luce, ogni ombra, ogni gradazione di chiaroscuro e di contrasto. Ed è proprio la luce il fulcro di queste fotografie: la luce naturale adattata e “addomesticata” per gli studi e le immagini in interno – i fiori, le nature morte, i panneggi, le piume – e la luce inseguita, corteggiata, attesa e catturata negli esterni, dalle opalescenze della laguna ai contrasti affilati dei ferri di gondola alle morbidezze turgide delle fragole e delle erbe carnose. Assieme alla luce, la composizione. I riferimenti alla pittura sono evidenti: si colgono echi preraffaelliti e impressionisti, un paio di nature morte sembrano voler evocare atmosfere post-caravaggesche, e la stessa Perrone esprime tutta la sua ammirazione per la pittura spagnola fra XV e XVII secolo, che proprio nella composizione aveva uno dei suoi punti di forza. Elena Perrone usa la composizione e la luce per dare a ogni soggetto, al ogni elemento, verità e necessità: i volumi delle foglie, la tridimensionalità delle piume, le trasparenze di ombre che sembrano drappeggi. C’è una concretezza in queste fotografie che non è in contraddizione con le suggestioni epifaniche che possono suscitare. L’ispirazione è per definizione istintiva, un sogno può dare l’idea per un soggetto, ma poi non c’è nulla di improvvisato: che si tratti delle fragole del proprio giardino o di percorrere centinaia di chilometri per fotografare uno scalo merci o un deposito di ferraglia, ad ogni immagine è dedicato il medesimo studio certosino. Ogni immagine sembra nascere dalla volontà/necessità di capire “come funzionano” le cose, procedendo per eliminazione o per accumulazione. La definizione del dettaglio è una sineddoche, permette di cogliere l’essenza senza affollare lo spazio; il riempimento dello spazio – come nel caso delle fragole e delle foglie – non è horror vacui ma un modo per individuare e studiare delle sequenze, dei ritmi, delle strutture, delle regole. La mostra propone una trentina di fotografie in un ricchissimo bianco e nero, con sporadiche concessioni a un colore essenziale, scarno, eloquente. I soggetti sono piante, ombre che disegnano drappeggi finissimi, riflessi, nature morte. E non poteva mancare Venezia: una bella prova, non foss’altro perché è di certo il luogo più fotografato al mondo e il rischio di ritrovarsi uno scatto-cartolina è concreto. Ma lei non se ne lascia condizionare, l’affronta con il medesimo approccio che riserva agli altri soggetti: farsi guidare dal suo infallibile istinto per l’inquadratura e dalla quieta, implacabile curiosità di scoprirne e rivelarne i meccanismi.

 

Lucilla Cremoni

 

Titolo  “Il tempo sospeso”Fotografie 1982-2015

 Autore Elena Perrone

A cura di Roberto Borra

 Sede  Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Artgallery37

           Via Buniva 9/Ter/f – Torino

 Periodo 30 marzo- 13 aprile 2019


 Vernissage 30 marzo ore 18,30

 Mostra promossa da Associazione Culturale Collettivo 37 e Artgallery37

 Allestimento e direzione Artistica  Roberto Borra, Carlo Iorietti , Alessandro Merlo

 Catalogo edito da  AG37 Art Editions

Testi in catalogo di Lucilla Cremoni e Roberto Borra


 Stampe fotografiche a cura di Giorgio Morello

Partner tecnico: Axtra Digital Art

 

Ufficio stampa Marialaura Lattaruolo

 

Orari di apertura mostra dal martedì al sabato dalle ore 15,30 alle 18,30

Domenica e Lunedì chiuso

 

Info su: artgallery37virgilio.it

Contact Mobile : +39-338.8300244

Website: www.artgallery37.com

 



SETTE SEGNI E SETTE COLORI BIPERSONALE DI ILLUSTRAZIONE ARTISTICA                      sabato 23 marzo dalle 15,30 alle 18,30 incontro con gli artisti                                                   Samantha Scuri e Massimiliano Gissi

Artgallery37

via Buniva 9/ter/f  - Torino

“Sette segni e Sette colori”

Esposizione bipersonale di due illustratori contemporanei.

 

a cura di Roberto Borra

 

SAMANTHA SCURI Viaggio attraverso Shaytan

MASSIMILIANO GISSI Visioni metafisiche ed esoterismo

 

dal 20 al 27 marzo 2019

 

Testi di Roberto Borra

 

Dal  20 al 27 marzo, la galleria di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino, propone al pubblico l'esposizione bipersonale degli illustratori Samantha Scuri e Massimiliano Gissi a cura di Roberto Borra e  dall’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino.

Seppur il progetto sia contraddistinto da un tema univoco, quello del viaggio nei misteri  della

coscienza individuale, attraverso un percorso archetipico, la personalità dei due artisti induce i visitatori a percorrere sentieri  assolutamente distinti, uniti dalla presenza costante di un numero, il sette. Ci sono parecchie cose in natura riconducibili a questo numero : le sette stelle dell’orsa maggiore, le sette torri di Shaytan, i sette giorni della settimana, i sette colori dell’arcobaleno, i sette cieli dell’antichita’ corrispondenti ciascuno ad un pianeta.

In Viaggio attraverso Shaytan , Samantha Scuri porta il visitatore dentro al suo mondo poetico e visionario. Osservando con attenzione le sette tavole a penna su carta, ci si immerge in un percorso introspettivo che evoca richiami archetipali riconducibili all’essenza delle questioni della coscienza individuale, sottesa ad una perenne ricerca di instabile equilibrio, tra il bene e il male, tra l’inconscio e la realtà presunta. La tecnica  basata sull’utilizzo di una semplice penna a sfera e realizzate spesso a due mani,  rivela quanto l’arte stia nella visionarietà dell’artista e non nelle presunte qualità del medium utilizzato. Le opere di Samantha Scuri si distinguono per la capacità di descrivere la profondità dei temi affrontati, attraverso  l’efficace tratto, cellula basale di un di-segno, complesso alla stregua delle sue  magiche “pre-visioni interiori”, elementi generativi  delle sue splendide composizioni.

In Visioni metafisiche ed esoterismo, al contrario del segno Massimiliano Gissi afferma la forza del cromatismo : noi siamo solo i mediatori tra l’invisibile e il visibile, il resto e’ semplicemente colore...Il sette, numero delle tavole in mostra, ci riconduce alla sintesi perfetta della rappresentazione del saggio quale soggetto pervaso da una successione di fasi evolutive che l’artista sviscera con vigore e passione, nelle tavole del suo progetto. Un richiamo a Pitagora che sceglieva i suoi discepoli tra quelli che avevano il 7 nel loro profilo numerologico, in quanto persone introspettive, con un  forte intuito e una predisposizione al misticismo. Nel suo prezioso percorso,  l‘artista edifica attraverso matite, tempere, acrilici e gessetti, parabole irreali di un universo interiore fantastico che si materializza nell’incanto trasognato dell’arte illustrativa, in  fauni, draghi e streghe.

Dal lavoro dei due artisti affiora tra le righe, il concetto che  l’elevazione della coscienza individuale passa attraverso lo scardinamento del dogma della verità assoluta, nel cui nome storicamente si sono compiuti scempi irreversibili. L’unico punto essenziale che consente di ritrovare la saggezza perduta sta nel passaggio dalla mente al cuore.

Tavole che nell’impianto del progetto dei due illustratori, affermano come l’arte possa essere materia viva dell’essenza del pensiero interiore, del dialogo infinito tra il bene e il male, tra conscio ed inconscio. Due artisti, Gissi e Scuri che propongono progetti differenziati ma uniti dall’intento  comune di svelare pur nel parziale gioco delle parti l’innocenza delle cose perdute e la speranza degli enigmi che verranno, tutti racchiusi in un’unica realtà impalpabile, quella della nostra coscienza. Coscienza che essi ci insegnano và curata e sviluppata con attenzione, costanza  e passione. La stessa che anima i percorsi ancestrali del loro affascinante e singolare progetto.

 

A R T G A L L E R Y 37

Galleria Arte Moderna e Contemporanea

 Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 www.artgallery37.com 

artgallery37@virgilio.it  

artcollectionpress@virgilio.it  -

 

 


 

di Roberto Bianchi e Daniela Cuatto

 

Venerdì 15, Sabato 16 e Domenica 17 marzo

 

testo di Roberto Borra

 

 

Perchè la geometria è spesso descritta come fredda e asciutta?  Una ragione sta nell’incapacità di descrivere la forma di una nuvola,  di una montagna, del profilo di una costa o di un albero.  Le nuvole non sono sfere, le montagne non sono coni,  le coste non sono cerchi e la corteccia non è piana,  né un fulmine viaggia su una linea retta.

Benoit B. Mandelbrot

 

La galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37, nelle sale del Palazzo Antonelliano di via Buniva 9 a Torino, presenta Arbor, un progetto che nasce da un’idea di Daniela Cuatto architetto e realizzata da Roberto Bianchi, falegname e minusiere valsusino.

Il progetto Arbor, non a caso,  nasce da una valle in fondo al vento, per citare Giorgio Cattaneo dalla quale i confini delle montagne si stemperano per dissolversi nel nulla della pianura.

 

Con Arbor, l’albero di Pitagora entra in una galleria d’arte, portando con sé l’estro di un architetto, plasmato dall’amore per la natura e dal bello dell’architettura monumentale torinese, curata e restaurata negli anni, e la visionarietà di un minusiere contemporaneo, nel quale pulsa la sapienza del fare antico ma che è al contempo un passo avanti nella sintesi, tra l’espressione concettuale e quella costruttiva. Cosi l’albero progettato e realizzato in legno massiccio, totalmente a mano senza una vite, un chiodo o un tassello, decontestualizzato, acquisisce una nuova funzione, si trasforma quasi in un dispositivo di dilatazione del tempo in antitesi con una realtà contemporanea che sempre più aspira a liberarsi dalla lentezza. Il progetto di Roberto Bianchi e Daniela Cuatto è il risultato di una gestazione durata circa tre anni, tempo utile a  verificarne la solidità e l’affidabilità strutturale.

La straordinarietà di Arbor sta nel fatto di possedere fisicamente un'area circoscritta e, al contempo, un perimetro infinito. L’albero di Pitagora infatti, pur non essendo un frattale in senso stretto, costituisce un’interessante applicazione delle trasformazioni geometriche che sono gli elementi fondanti dello studio costruttivo di Arbor.

L’albero è l’icona perfetta della sintesi tra il passato (le radici) il presente (il tronco) e il futuro (la chioma) in totale accordo con le comuni linee filosofiche e concettuali della Artgallery e del Collettivo 37 che hanno creduto fin da subito nella validità del progetto, sostenuti anche dall'autorevolezza e competenza dell’ Architetto e Designer Carlo Leonardo Rosa che al vernissage del 15 marzo intratterrà una stimolante conversazione con gli autori del progetto. Ulteriore stimolante interesse desta la presenza dell’artista Anne Cécile Breuer che sabato 16 marzo offrirà al pubblico una live performance dove l'albero immaginario si materializzerà in un’opera d'arte pittorica.

Definirei Roberto Bianchi un illuminato e un alchimista capace di trasformare la visionaria tensione concettuale in un oggetto di design multifunzionale dall’apparente precario equilibrio che crea nell’osservatore dapprima incredulità e stupore, in seguito ammirazione e volontà di scoperta.

Perché anche un "oggetto" può possedere un'anima quando è grande lo spirito di chi lo concepisce. 

 

 

SCHEDA INFORMATIVA

 

ARBOR

di Roberto Bianchi e Daniela Cuatto

 A cura di: Roberto Borra

 Sede:  Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 - Via Buniva 9/Ter/f – Torino

 Periodo: 15-16-17 marzo

 Vernissage: 15 marzo ore 18,30. Maria Zingarelli, chef del Ristorante il Giardino (Via Barbaroux 25 Torino)

 Presentazione del progetto ARBOR

 Carlo Leonardo Rosa (architetto e designer) Roberto Bianchi e Daniela Cuatto: design o artigianato?

Futuro e tradizione a confronto.

Sabato 16 marzo ore 18,30 live performance Il bosco liquido dell’artista Anne Cecile Breuer

Mostra e progetto promosso da Associazione Culturale Collettivo 37 e Artgallery37.

Allestimento e direzione Artistica  Roberto Borra, Carlo Iorietti , Alessandro Merlo

Ufficio stampa Arbor: Antonella Beggiatoantonellabeggiato@soloa.it

Ufficio stampa Artgallery37 :Marialaura Lattaruolopress.artgallery37@gmail.com

Apertura mostra venerdì dalle ore 18,30 (vernissage) alle ore 21,00

Sabato 16 marzo e domenica 17 marzo dalle ore 15 alle ore 19

 

Per informazioni: artgallery37@virgilio.it

Contact Mobile Artgallery37 : +39-338.8300244

 Website: www.artgallery37.com

 


  BORRA - GELLINI - LUBATTI - MAGRI - PILLITTERI - REDOLFINI -  REGE CAMBRIN - ROETTO - TOZZOLI 

The Dundas Street Gallery 6 Dundas St., Edinburgh EH3 6HZ

ARTISTI DI ARTGALLERY37 in esposizione a Edimburgo

 

BORRA - GELLINI - LUBATTI - MAGRI - PILLITTERI - REDOLFINI -  REGE CAMBRIN - ROETTO - TOZZOLI 

 

Con un  appassionato gruppo di artisti provenienti da tutto il Regno Unito, Europa e Sud America, trovare, collegare ed esprimere i fili che ci tengono in connessione attraverso le nostre esperienze umane, di genere, di relazioni, di salute, di ambiente, di provenienza culturale e  linguistica e molto altro ancora.
Featuring a passionate group of artists from across the UK, Europe and South America, finding, linking and expressing the threads that connect us through our human experiences, gender, relationships, health, environment, country, culture, languages and more. 
Opening Hours Mon - Fri  12-6 pm  Sat  11-3 pm  Closed on Sundays 

ARTGALLERY 37- MARIO FIOR-LISBONA PERSPECTIVES

Fotogrammi d’ arte contemporanea

 

Comunicato stampa

di Roberto Borra

   

E’ in noi

che i paesaggi hanno paesaggio.

Perciò se li immagino li creo;

se li creo esistono;

se esistono li vedo.

 

Fernando Pessoa

 

 

Dopo la grande esposizione collettiva dal titolo “Poetiche d’arte contemporanea” la Artgallery 37 di Torino presenta  la mostra personale di Mario Fior “Lisbona Perspectives” curata da Roberto Borra.

L’artista Mario Fior reduce da importanti eventi artistici nazionali ed internazionali, presenta, nelle sale della galleria torinese, una serie di 34 opere fotografiche fine art di vario formato, riguardanti Lisbona, la capitale del Portogallo.

Scorrendo tra le  immagini in esposizione, si coglie quel rigore tecnico espressivo che mai sfocia in inutili leziosismi ma che, al contrario tratteggia con efficacia i contorni reali e gli spazi immaginari  di una città dove le  indelebili tracce del passato affiorano tra la modernità delle architetture contemporanee. Fior non coglie l'attimo, non è interessato all'istantanea che svela in un microsecondo aspetti quasi subliminali dei luoghi visitati ma, si limita in prima istanza a raccogliere attraverso il mezzo fotografico gli aspetti e le suggestioni che successivamente svilupperà attraverso un meditato e sapiente processo di elaborazione artistica. In sintesi egli tende a dar voce ai luoghi e non agli istanti, utilizzando lo scatto fotografico come una bozza primigenia dal quale l’affresco definitivo maturerà filtrato da modalità tecniche ed espressive frutto di anni di studi e di intense sperimentazioni nel campo della fotografia e dell’arte digitale.

Le prospettive concettuali dello sguardo di Fior appaiono molteplici. Con la stessa naturalezza genera ora fotografie di taglio documentativo, ora opere d’arte intrise di suggestioni al limite della metafisica . Parlerei di istanti nei quali la sua fotografia soggiace ai dettami del più puro astrattismo e momenti nei quali il realismo estremo del mezzo fotografico restituisce più nitidamente il senso figurativo delle cose. Il mix tra la pregevole sensibilità artistica e la tecnica illuminata di Fior, permette ai visitatori  di apprezzare  una Lisbona ricca di molteplici volti  rendendo stimolante e variegato l’approccio alla mostra. . Una sala della galleria è deputata all’esposizione delle intense fotografie in biancoenero  mentre i restanti spazi immergono il visitatore nell’intensità vibrante dei colori delle architetture di una città che l’artista torinese ama particolarmente e che ha saputo cogliere e interpretare con sensibilità ed estremo vigore. Fior con coerenza a quanto asserito da Fernando Pessoa  “A melhor maniera de viajar è sentir”, tendenzialmente ci restituisce una sequenza di “fotogrammi”  che sintetizzano l'intima percezione che egli ha del rapporto tra la Lisbona reale e di quella immaginaria dove,  passato e presente, dialogano in una sorta di perenne continuità .L'esposizione infatti, oltre all’incanto di prospettive  moderne  di una città vitale ed armonica proiettata nel futuro, presenta immancabili  cenni  al passato. Le foto ai “quartieri vecchi” e il mitico tram electrico 28 che faceva fermata di fronte all’ultima abitazione di Fernano Pessoa in Rua Coelho da Rocha al n° 16, sono il doveroso tributo ad un passato che come dicevamo, appare indelebile nella coscienza e nel cuore non solo dei portoghesi. La mostra di Mario Fior è dunque importante poiché ci consente  di viaggiare con lo spirito del moderno esploratore, nel cuore e nell’anima di una città straordinaria dalla quale come asseriva Pessoa non partono strade. Oltre Lisbona v’è solo l’oceano, in alto il cielo blu cobalto e dietro il fiume Tago.

  


Le opere degli artisti della Artgallery37 in mostra a Edimburgo


 

 

“L’arte non rappresenta il visibile ma l’invisibile che si annida nell’essere e nell’esistere”.  

(Paul Klee)

 

Dopo il grande successo della mostra personale di Emanuele Tozzoli dal titolo “Contemporary Archetypes”, la galleria di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 di Torino in chiusura della stagione espositiva del 2018  propone “Poetiche d’arte contemporanea” un’esposizione artistica collettiva di carattere nazionale che annovera la presenza di alcuni artisti internazionali. La mostra organizzata dall’Associazione Collettivo 37 di Torino è curata da Roberto Borra con la direzione artistica di Carlo Iorietti e Alessandro Merlo. Durante il vernissage l'attore teatrale Guido Tonini Bossi,reduce dallo spettacolo “Processo a Giulio Andreotti” al Teatro Carignano di Torino che ha visto la partecipazione di Carlo Caselli, Pif, Marco Travaglio e Bruno Gambarotta, reciterà alcuni brani letterari a sorpresa del suo repertorio. La varietà di linguaggi e le diversificate tecniche proposte dai 31 artisti, consentono al pubblico di compiere un significativo anche se  frammentario viaggio nel caleidoscopio dell’arte contemporanea. Dall’espressione concettuale alla pittura classica, dalla fotografia all’incisione, dalla ricerca del più puro astrattismo alla figurazione iperrealista,  le opere proposte costituiscono un efficace sunto delle personalissime poetiche artistiche individuali riunite in un suggestivo unicum espositivo. Evidente appare il confronto tra le diverse modalità di approccio all’arte, tra chi la ritiene pura espressione dell’istinto e chi  come ricerca esasperata del realismo oggettivo e chi,  ancora, come rappresentazione del proprio libero pensiero. Nella più classica tradizione della Artgallery37 è evidente anche il confronto tra le più svariate generazioni di artisti che convergono in questa esposizione a conferma dell'importanza rivestita dalla comunicazione transgenerazionale e dai processi insiti nell'arte collettiva. Poiché risulta fondamentale entrare in sintonia con i flussi gestuali e con le stimolazioni percettive indotte dalle opere consigliamo di concedersi il giusto tempo di osservazione di fronte ai lavori in esposizione per poter godere appieno della bellezza dell’arte e delle stimolazioni vitali che da essa si possono trarre. A prescindere dalla forma della quale è rivestita, l’opera d’arte è materia pura dell’inconscio e/o del pensiero e la poliedricità nella quale si manifesta in “Poetiche d’arte contemporanea” rende giustizia a quel profondo bisogno di conoscenza  tipica di chi ama l'arte e che da essa puo' trarre prezioso  nutrimento per  dare un  senso più profondo  al  proprio percorso umano ed esistenziale.

 

Testo di Roberto Borra

 

 

 

 

 

 

“Art does not reproduce what we see; rather it makes us see” (Paul Klee)

 

At Artgallery37 – Modern and Contemporary Art Gallery of Turin, that boasts the exhibition of artists like Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan, Ezio Gribaudo, from November 17 to December 8 hosts the solo exhibition of the young artist Emanuele Tozzoli. About twenty mixed media paintings from his latest production. The exhibition is curated by Roberto Borra, with the artistic direction of Carlo Iorietti and Alessandro Merlo.

For this occasion, a full colour catalogue has been published by Edizioni d’arte Ag37, curated by the Collectionart staff.

 

BIOGRAPHY

 

Born in Italy in 1989, Emanuele discovers painting in the very first years of age together with his father Dario, an artist who has been painting and creating sculptures with all types of material for over 40 years.

At the age of 7, he created his first small sculptures by assembling objects and painted his first informal abstracts, discovering a side of creative and fascinating art.

Deeply attracted by the most intimate nature of artistic research, in the following years he extended his studies to the field of music, forming adolescence as a sound engineer.

From 2007, he began composing electronic music, carrying out his research in the field of sound.

In the following years, he studied musical composition and played his productions in clubs in Italy and Europe, also publishing on various underground record labels.

He learned the restoration of antique woodworking in his grandfather's workshop and, for about 10 years, he also worked as a decorator and restorer of wall paintings together with the Turin art master Silvio Scarafiotti.

In these years of learning and work, he refines his manual skills, learns the peculiarities of color and probes the depths of the composition.

Emanuele elaborates a unique working method that summarizes all the experiences gained in the artistic and working field.

In his paintings, he uses an instinctive and visceral worklfow, through which he creates a deep connection between his inner part and the present moment.

He lives his art as a deep path of openness and knowledge, in which each painting becomes the materialization of an introspective, dreamlike and extravagant world.

He uses a recurring symbology characteristic of his style that recalls the original forms of childhood.

In 2018, he signed a contract with the Saphira and Ventura Gallery in New York, which boasts works by timeless masters such as Keith Haring, Jackson Pollock, Salvador Dali, Andy Warhol, Frida Khalo, Diego Rivera and Alberto Giacometti.

 

ARTIST STATEMENT

 

A journey through archetypes, visions and nightmares of childhood.

Attracted by the most hidden parts of human nature, it descends in its depths in search of the original figures.

Emanuele Tozzoli lives his art as a deep path of openness and knowledge, investigating the subtle nature of artistic composition.

With an instinctive and visceral workflow, it lets loose what comes from the unconscious, using a recurring symbology.

Each work is the result of a primitive flow where the painting becomes the materialization of a dreamlike and extravagant interior world.

From 2018 Tozzoli is part of the project “Top Artists 37” by the cultural association Collettivo 37 of Turin that in 2019 will involve him in relevant national museum exhibitions and from 4-17 March 2019 in an international exhibition at the Dundas Street Gallery in Edinburgh to represent Italian Art.

 

EXHIBITION

 

2018 - Van Der Plas Gallery, New York (USA)

2018 – Artgallery37, Turin (ITALY) “Contemporary Archetypes” curated by Roberto Borra.

2018 - Galleria Accorsi, Venice / Turin (ITALY)

2018 - Le Dame Art Gallery, London (UK)

2018 - Saphira e Ventura Gallery, New York (USA)

2018 - Daville Baillie Gallery, Johannesburg (SOUTH AFRICA AFRICA)

2018 – Canvas Tube / Canvas Museum, Vancouver (CANADA)

2018 – 19Karen Gallery, Mermaid Beach (AUSTRALIA)

 


 

EMANUELE TOZZOLI
“CONTEMPORARY ARCHETYPES”
A cura di Roberto Borra
 
Dal 17 novembre all’8 dicembre 2018
Vernissage 17 novembre ore 18,30
 
"L'arte non riproduce il visibile, rende visibile"(Paul Klee)
 

Alla galleria di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino che vanta l’esposizione di artisti quali Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan, Ezio Gribaudo, dal 17 novembre all’ 8 dicembre il giovane artista Emanuele Tozzoli espone nella sua mostra personale, una ventina di dipinti a tecnica mista frutto della sua più recente produzione. L’esposizione è curata da Roberto Borra, con la direzione artistica di Carlo Iorietti e Alessandro Merlo.

In occasione della mostra  è stato pubblicato dalle Edizioni d’arte Ag37 un catalogo a colori curato dallo Staff Collectionart.

 

BIOGRAFIA

Nato in Italia nel 1989, Emanuele scopre la pittura nei primissimi anni di eta’ insieme al padre Dario, artista che da piu’ di quaranta anni dipinge e crea sculture con ogni tipo di materiale. A 7 anni crea le sue prime piccole sculture assemblando oggetti e dipinge i suoi primi astratti informali, scoprendo un lato dell’arte creativo e affascinante.

Profondamente attratto dalla natura piu’ intima della ricerca artistica, negli anni seguenti estende i suoi studi al campo della musica, formandosi nell’adolescenza come tecnico del suono.Dal 2007 cosi’ inizia a comporre musica elettronica, portando avanti la sua ricerca nel campo del suono.Negli anni seguenti studia composizione musicale e suona le sue produzioni nei club d’Italia ed Europa, pubblicando inoltre su diverse etichette discografiche underground.

Impara il restauro del legno antico lavorando nella bottega di suo nonno e,per circa 10 anni, lavora anche come decoratore e restauratore di dipinti murali insieme al maestro d’arte torinese Silvio Scarafiotti.

In questi anni di apprendimento e di lavoro raffina le sue abilita’ manuali, impara le peculiarita’ del colore e sonda le profondita’ della composizione. Emanuele elabora un metodo di lavoro unico che riassume tutte le esperienze maturate nel campo artistico e lavorativo. Nei suoi dipinti utilizza un worklfow istintivo e viscerale, tramite il quale crea una profonda connessione tra la sua parte interiore ed il momento presente.Vive la sua arte come un profondo percorso di apertura e conoscenza, nel quale ogni dipinto diventa la materializzazione di un mondo introspettivo, onirico e stravagante.Utilizza una simbologia ricorrente caratteristica del suo stile che richiama le forme originarie dell’infanzia.Dal 2018 fà parte del “Progetto Top Artist 37” dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino che lo porterà nel 2019 in importanti esposizioni museali nazionali e dal 4 al 17 marzo 2019 in un’esposizione di carattere internazionale, nella Galleria Dundas Street Gallery di Edimburgo(Scozia). in rappresentanza dell’arte italiana. Nel 2018 firma un contratto con la Saphira e Ventura Gallery di New York che vanta opere di maestri senza tempo come Keith Haring, Jackson Pollock, Salvador Dali, Andy Warhol, Frida Khalo, Diego Rivera e Alberto Giacometti.

 

Un viaggio negli archetipi, nelle visioni e negli incubi dell'infanzia.Attratto dalle parti più recondite della natura umana discende nelle sue profondità alla ricerca delle figure originarie.Emanuele Tozzoli vive la sua arte come un profondo percorso di apertura e conoscenza, indagando la natura sottile della composizione artistica.

Con un workflow istintivo e viscerale lascia uscire liberamente cio che proviene dall'inconscio, utilizzando una sua simbologia ricorrente.Ogni opera e' il risultato di un flusso primitivo dove il dipinto diventa la materializzazione di un mondo interiore onirico e stravagante.

 

ESPOSIZIONI:

 

2018 - Art Gallery 37, “Contemporary Archetypes” a cura di Roberto Borra,Turin (ITALY)

2018 - Galleria Accorsi, Venice / Turin (ITALY)

2018 - Van Der Plas Gallery, New York (USA)

2018 - Le Dame Art Gallery, London (UK)

2018 - Saphira e Ventura Gallery, New York (USA)

2018 - Daville Baillie Gallery, Johannesburg (SUD AFRICA)

2018 – Canvas Tube / Canvas Museum, Vancouver (CANADA)

2018 – 19Karen Gallery, Mermaid Beach (AUSTRALIA)

 

 



ARTGALLERY37

 

“DIALOGHI D’ARTE ASTRATTA E FIGURATIVA”

a cura di Roberto Borra

 

dal 27/10 al 10/11/2018

 

vernissage: 27/10 ore 18,30

 

 

Artisti:

 

BREUER ANNE CECILE - HNILICKA SUSIE - LONGO MARCO - LUBATTI STEFANIA                                  

PIACENTINI   ELENA - REDOLFINI  MARIANGELA - REGE CAMBRIN SILVIA  ROETTO MATTEO - RUSSI ANTONIO - VALMACHINO ANDREA - VERZELLONI  ELENA

                                          

 

L’oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà,

ma creare una realtà della stessa intensità.

(Alberto Giacometti)                                          

                                                                                                                           

Dopo l’esposizione personale dell’artista Emilio Calliero, la Artgallery37 di Torino inaugura il 27 ottobre 2018 la mostra collettiva dal titolo “Dialoghi d’arte astratta e figurativa”. Gli undici artisti in esposizione propongono ciascuno 3 o 4 opere pittoriche. Gli stili e le procedure artistiche risultano  alquanto differenti ma la qualità e originalità delle loro espressioni offrono ai visitatori un interessante e piacevole  tema di confronto. Una mostra che è un omaggio al variegato pubblico che segue con passione gli eventi nazionali ed internazionali proposti dalla Artgallery 37, che non associa la bellezza dell’arte ad un'unica tendenza espressiva ma che ritiene la varietà delle proposte e l’aspetto transgenerazionale un’occasione di confronto e di sviluppo individuale. La mostra a cura di Roberto Borra è stata seguita nella fase di allestimento da Carlo Iorietti, direttore artistico della galleria nonché “maestro d’arte”. In realtà più che dell’inesauribile confronto tra l’arte astratto-informale e il figurativo, l’esposizione propone una raccolta di variegate poetiche artistiche che raccontano il dualismo espressivo sotteso fra la forma e la sua negazione, espressioni che affiorano in modo più o meno evidente nelle varie fasi del percorso di ogni artista. Una mostra che offre l’occasione di attraversare i confini di quella terra di mezzo che stà tra il dentro e il fuori, tra la concretezza della forma e la percezione astratta delle sensazioni.  La mostra è accompagnata da un catalogo a colori pubblicato dalla Edizioni d’arte Ag37 . 

 

Roberto Borra

 

 


Artgallery37 – Via Buniva 9/ter/f-Torino

Comunicato stampa mostra di

EMILIO CALLIERO “L’arte della sintesi”

A cura di Roberto Borra

Dal 4 al 18 ottobre 2018

Vernissage 4 ottobre ore 18,30

 

Dopo il grande successo del Concorso Nazionale Collectionart37, il 4 ottobre alle ore 18,30 si inaugura alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino la mostra personale dell’artista saluzzese Emilio Calliero dal titolo “L’arte della sintesi” . L’esposizione, curata da Roberto Borra e allestita dallo staff tecnico dell’Associazione Collettivo 37 di Torino,  fa parte di un progetto artistico con opere tridimensionali su legno, bianco su bianco ad eccezione di due paesaggi a colori che simbolicamente aprono e chiudono l’esposizione. Figlio d’arte, Calliero ha trovato nel legno il materiale idoneo a sintetizzare le sue visioni interiori in gran parte tratte da scorci di architetture reali o immaginarie e da particolari naturalistici. Per comporre i suoi lavori, l’artista utilizza minuziose tessere di legno finemente ritagliate dalle quali per sovrapposizione conferisce gradualmente all’opera una dimensione tridimensionale. Il colore bianco con il quale l’opera viene dipinta acquisendo la sua connotazione definitiva, riassume il concetto originario di “sintesi” espresso concettualmente da Calliero nelle intenzioni originarie del progetto. Nei lavori esposti di taglio architettonico, gli scorci di Venezia e di Torino, sono rappresentati con rigorose visioni centrali, ad eccezion fatta per il “Ponte di Rialto” del quale colpisce la fuga prospettica grandangolare. Il suo linguaggio apparentemente semplice nasconde una procedura artistica di una certa complessità poiché l’opera nella sua minuziosa lavorazione manuale, deve aderire alle “visioni mentali” e agli intenti “progettuali” dell’artista. La mostra nel suo complesso si configura come un raffinato viaggio nell’estetica delle forme contese tra astrattismo e figurazione, dove il “non colore” e la tridimensionalità delle opere,  affidano all’intensità e al grado di incidenza della luce, un compito fondamentale. Al contempo il cromatismo  assente, catalizza l’attenzione dell’osservatore sugli elementi formali dell’opera di Calliero, che si dimostra un maestro nel coniugare piacevolmente il fascino della manualità artigianale all’estro dell’andare oltre tipico dell’espressione artistica. “L’arte della sintesi” è una tappa importante nel percorso dell’artista piemontese poiché ne rivela aspetti  forse ancora poco conosciuti tra i quali , il coraggio dell’affrontare il tema del “vuoto” (bianco) senza imbarazzo ma con la consapevolezza che l’arte spesso si annida in quel “nulla apparente” sul quale l’artista traccia con leggerezza, il senso del suo vissuto profondo.

 

Roberto Borra

 

 

PERCORSO ESPOSITIVO

 

Personali:

Gennaio 2009- Galleria espositiva Chiostro,Torino

 8-19 Maggio 2009-“Silenzi” Galleria Calandra,Torino

 Settembre 2010- “L’amore della forma”-Timber Art di Pragelato(To)

 Ottobre 2018- L’arte della sintesi”-Artgallery37 di Torino

 Collettive:

2009 Villa della Tesoriera-Torino

 2009 Villa Rignon-Torino

 Febbraio 2013 – Mostra Internazionale Italia Arte(Edizione Italia)-Museo Miit di Torino

 12 Maggio-9 giugno- Kunstlerforum Museum Bonn

 Hanno scritto di lui:

 Silvana Ferrara, Ezio Martini, Gianfranco Schialvino, Roberto Borra.

 

ARTISTI DELL'ARTGALLERY37-COLLETTIVO37 IN MOSTRA A LONDRA


finissage

La prima edizione del Premio Nazionale e la Mostra di Arte Contemporanea “Collectionart37” a cura di Roberto Borra è stata indetta dall’Associazione Culturale Collettivo 37 in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino e con il nuovoPortale d’arte CollectionArt. La mostra rappresenta l’epilogo della prima edizione del “Concorso Nazionale Collectionart37” indetto con il Patrocinio Istituzionale della Città di Torino e della Circoscrizione 7. Scopo prioritario del concorso è quello di far emergere e valorizzare gli artisti contemporanei che si distinguono per la qualità del  lavoro e della ricerca in ambito artistico. Il Concorso  pur essendo alla sua prima edizione ha registrato la partecipazione di moltissimi artisti provenienti dalla gran parte delle regioni italiane e di un numero consistente di pittori, fotografi, disegnatori e artisti digitali che operano sul territorio italiano ma appartenenti a svariate nazionalità tra le quali, Svizzera,  Russia, Ucraina, Belgio,  Germania, Congo, Inghilterra, Francia, Croazia, Bulgaria. Cinque sono le sezioni tematiche rappresentate nell’ambito di questo concorso a tema libero: sez.Pittura astratto-informale, sez Pittura figurativa, sez  Fotografia, sez Disegno ,Grafica,  Digital Art  e sezione Pastello e acquerello. La partecipazione a questa esposizione di carattere nazionale, risulta dunque essere un importante riconoscimento all’operato dei 50  artisti selezionati le cui opere sono state valutate positivamente dalla apposita Commissione Artistica istituita dall’organizzazione. Il livello dell’arte proposta si è rivelato infatti di buona qualità con picchi di indubbia eccellenza.

La partecipazione all’ Esposizione artistica Nazionale Collectionart37 consentirà agli artisti selezionati di entrare a far parte attivamente del “Sistema Collettivo37” accedendo all’inserimento nella programmazione di esclusivi e innovativi progetti d’arte nazionale ed internazionale tra i quali spiccano le esposizioni in importanti gallerie d’arte di Londra e di Edimburgo.  La prima edizione del Concorso Artistico Nazionale Collectionart37 e la relativa esposizione, non sono dunque eventi fine a se stessi  ma, importanti tasselli di progetti a sostegno e valorizzazione  degli artisti dell’Associazione del Collettivo 37 attraverso l’introduzione, in un concreto sistema di opportunità e di relazioni ampio e diversificato. Per l’attribuzione dei premi finali,  è stata predisposta una apposita Commissione Artistica tutta al femminile costituita da Marina Rota, giornalista, scrittrice e consulente d'arte, Noemi Barberà, artista e docente d'arte di Valencia(Spagna), Adriana Lucà, curatrice, docente di arte e artista dell'Accademia Albertina di Torino, Elena Piacentini, Storica dell'arte, curatrice e giornalista. Durante la serata del finissage verranno premiati ufficialmente gli artisti selezionati per la mostra e i vincitori delle varie sezioni. Nell’occasione verrà presentato il nuovo portale d’arte “Collectionart”,un prezioso strumento per la promozione degli artisti e per la vendita delle loro opere. Durante la serata che vedrà la partecipazione di artisti provenienti da svariate regioni d’Italia,verrà presentato e distribuito il prezioso catalogo a colori della mostra edito dalla AG37 Edizioni d’arte e a cura dello Staff grafico Collectionart. La serata sarà presentata da Marina Rota, nota e apprezzata giornalista, consulente artistica  e scrittrice torinese autrice di importanti pubblicazioni quali: “Il Sillabario” Ed.Gribaudo, prefazione di Vittorio Sgarbi, “Amalia se voi foste un uomo” Golem Edizioni, prefazione di Vittorio Sgarbi e Claudio Gorlier, vincitrice del “primo Premio di Giornalismo” e il “primo Premio di Poesia Mario Soldati”, del “Premio Internazionale Città di Cattolica” e del  “primo Premio per saggistica Mario Pannunzio”.

 


LEVIATANO

A cura di Alessandro Santi

Dal 12 Giugno al 03 Luglio 2018

Artgallery37 – Galleria di arte moderna e contemporanea Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

Inaugurazione Martedì 12 Giugno ore 19:00

 

Fotografo invitato:

Aldo Giarelli

Fotografi selezionati:

Elena Arrica, Elisa Carucci, Riccardo Delfanti, Gianluca Laneve, Alberto Nidola, Ilaria Saltarella

 

 

“ Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l’analfabeta del futuro ” Laszlo Moholy-Nagy

 

Testi di Alessandro Santi

 

Questa mostra parte dall’ipotesi che nella cultura umana siano osservabili tre cesure fondamentali: prima l’invenzione della scrittura lineare verificatasi verso la metà del secondo millennio a.C, la seconda, avvenuta verso la metà del XIX secolo con la nascita della fotografia e, la terza, cui stiamo assistendo, sotto la voce” la trasposizione dal reale al virtuale”. L’intento della presente mostra non è infatti difendere una tesi ma contribuire al dibattito sul tema della fotografia e in particolare su quella del ritratto. La massificazione della fotografia, iniziata dai nostri padri, sembra esplodere definitivamente dall’introduzione degli smartphone. Capaci di produrre immensi quantitativi di fotografie di qualsiasi genere, ma in particolare di ritratti, nella generica formula del banal-amatorismo turistico e famigliare. Infinite possibilità che portano alle stesse visioni. Citando Gillo Dorfles:“ lo ‘stile’ è la risultante d’un particolare atteggiamento della forma (...); la moda una sottocategoria dello stile; come un fenomeno d’interazione tra arte e società...”.

La speranza è di penetrare, grazie a questo progetto, nell’immediato immaginario attraverso lo stile e i codici visivi ad esso legati, offrendo valore e bellezza ai soggetti fotografati. Cercando sopratutto la singolarità creativa, anche per distogliere la fotografia d’autore dai bombardamenti derivanti dai social, e non meno importante dall’antico confronto con la pittura, anche allora come ora si insiste nell’apprezzare una fotografia con il luogo comune “ perchè assomiglia a un quadro ”. A nulla valse l’annuncio di Daguerre: “ da oggi la pittura è morta ”. E non morì, come non muore la fotografia nei confronti della televisione e di tutte le nuove tecnologie. Poichè la fotografia ha un grande vantaggio: si adatta, e sta a noi non perderci ed evitare di tornare analfabeti dell’immagine.

 

FOTOGRAFI:

Aldo Giarelli vive la fotografia come un elemento essenzialmente poetico. Una forma di scrittura teatrale, con sprazzi di erotismo, fruibili solo attraverso una dimensione metafisica nella quale sprofondare attraverso le sfaccettature di migliaia di specchi formati da volti che si svelano solo a chi ha il coraggio di reggerne lo sguardo.

Elena Arrica ci regala una visione umana e intima, prediligendo un soggetto, il suo compagno, sul quale è possibile posare più volte lo sguardo, creando un tipo di fotografia coinvolgente attraverso un senso di appartenenza al quale è difficile non commuoversi.

Elisa Carucci è un’autrice poliedrica, tale da creare una visione poetica capace di fondersi anche nella pura forma. In qualche modo le sue fotografie riescono a essere in sintonia sia con il pubblico sia con le persone che ritraggono. La prossimità per certi versi alla cultura pop, che caratterizza una parte dei suoi lavori, scaturisce con naturalezza dalla sua personalità.

Riccardo Delfanti appone una firma inconfondibile con le sue immagini in bianco e nero, esteticamente consapevoli. Da sempre interessato a questioni di natura estetico-formale coglie la personalità unica ed individualista della modella, senza forzature, creando un legame tra soggetto e visitatore a cui non è possibile sottrarsi.

Gianluca Laneve elabora un rapporto stretto tra soggetto e scena, creando complicità tra la sua visione pop tendente al glamour, dal gusto decorativo, ad una più sobria e decisa rappresentazione d’insieme. Voltando le spalle all’illusione realistica del documento, si lascia trasportare dal proprio gusto estetico.

Chi ammira le immagini di Alberto Nidola non apprende soltanto i sentimenti di coloro che sono stati fotografati, ma anche quelli del fotografo stesso. Attraverso uno sguardo sincero, privo di artifici, ciò che impressiona della sua opera è lo sguardo positivo e affettuoso sull’essere umano.

Ilaria Saltarella più che una fotografa moderna può essere considerata un’artista che elabora la vecchia tradizione del ritratto con un raffinato sguardo psicologico. Ponendosi come creatrice di ritatti, per molti aspetti atemporali, riprende codici visivi moderni per far risaltare le caratteristiche estetiche tipiche di un determinato soggetto.

 La mostra ha lo stesso titolo del famoso saggio scritto da Thomas Hobbes e pubblicato nel 1651. Punto di partenza per una riflessione approfondita, dal punto di vista fotografico, sulla differenza tra un “mostro” gigantesco come lo sono i nuovi social, insieme alla loro moltitudine di immagini inserite in maniera meccanicistica, e quindi funzionale ad uno scopo, e la contrapposta ricerca di conferire anche un’anima ai ritratti.

Il significato dei ritratti si trova anche sulla superficie. Seppur lo si possa cogliere in maniera poco approfondita con un solo colpo d’occhio, dobbiamo dedicare più tempo a lasciar vagare lo sguardo sulla superficie, ridando il senso di “ evento congelato ” e riscoprendo la magia di vedere una persona senza averla mai incontrata.

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Martedì – sabato, 16-19.00 Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

 

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

 

 


ARTGALLERY37  TORINO

GALLERIA D’ARTE MODERNA

 E CONTEMPORANEA

 

MATTEO ROETTO

“La leggerezza”

a cura di Roberto Borra

dipinti, disegni e installazioni

 

 

Testo di Roberto Borra

 

Nonostante la giovane età Matteo Roetto dipinge da circa 15 anni. E’ questa la sua prima importante esposizione artistica e dunque come lui stesso scrive, è la volontà di esporre il lavoro di una vita, a spingerlo a presentare le sue opere in una galleria d’arte, svelando al mondo quella parte della sua esistenza nascosta, vissuta negli antri dell’inconscio e maturata nella penombra del suo studio pinerolese. Un giovane pittore che induce alla meditazione. Leggerezza piena di profondità quella di Roetto, artista che fa parlare le sue tele attraverso la sperimentazione del colore ad  olio bianco su bianco e del carboncino,medium che lascia affiorare il suo segno incisivo e libero, veicolato dal potere dell’inconscio. La sua ricerca ha connessioni strette con Yves Klein, artista della contemplazione e ricercatore del concetto di vuoto. Ma come non trovare nell’opera dal titolo Deserto connessioni con le achrome di Piero Manzoni. La mostra nel suo svelarsi, tono su tono, appare misteriosamente dinamica pur nella sua oggettiva staticità coloristica, quasi che il cromatismo  assente, catalizzasse l’attenzione dell’osservatore sul dinamismo concettuale espresso dall’artista pinerolese. Alla povertà della materia acroma, il carboncino incide sulla tela il senso di essenza del pensiero maturato nell’inconscio. La sua arte si sviluppa sullo spartiacque tra il mondo dell’infanzia e  del ricordo ed il suo più maturo svelarsi attraverso l’ottica dell’esperienza acquisita. Il percorso della mostra intervallato dai brevi testi introduttivi delle opere, scritte dall’artista stesso, ci introducono agli enigmi della sua coscienza, ci inducono a considerare l’arte come un’estensione del suo stesso pensiero inconscio. La meditazione fondamentale che induce e sottolinea Roetto è quella del bivio, della scelta continua che la quotidianità impone ad ogni essere umano e che spesso ne determina il destino. Emblematica in questo senso l’opera dal titolo Solo alcune strade portano a te stesso, il labirinto delle opportunità vissuto come opzione evolutiva ma anche come responsabilità da affrontare con quel senso di leggerezza e distacco che induce ad una scelta oculata. Leggerezza dunque come opportunità di elevazione spirituale e non come superficiale atteggiamento verso le vicende dell’esistenza umana. Nell’attuazione più o meno inconscia di questo ideale artistico, Roetto ci riconduce a quel tutto invisibile nel quale è immersa la realtà oggettiva(?) della sua personale esistenza per ricondurci alle esperienze inconsce del nostro stesso vissuto personale che tradotto nel linguaggio del flusso creativo diventa, patrimonio comune.

 

 

APERTURA MOSTRA:

25/26/27 MAGGIO 2018  dalle ore 16 alle 20,30

 

MOSTRA PROROGATA FINO A VENERDI 1 GIUGNO

EXTRA APERTURA:

MARTEDI 29 MAGGIO ORE 10,30/12,30

MERCOLEDI 30 MAGGIO ORE 16/18,30

GIOVEDI 31 MAGGIO ORE 16/18,30

VENERDI 1 GIUGNO ORE 16/18,30

Vernissage venerdi 25 maggio ore 19,30 
 AL VERNISSAGE L'ARTISTA PRESENTERA' LA SUA ULTIMA INSTALLAZIONE DAL TITOLO: L'ARTE DI ESSERE QUI. L'ULTIMA COSA CHE LASCIAMO SU QUESTA TERRA SARA' LA NOSTRA CARNE...

 

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

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ARTGALLERY37” - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

via Buniva 9/ter/f  Torino

Esposizione collettiva di Arte Contemporanea dal titolo:

“Human Portraits”

disegni,dipinti e sculture

 

a cura di Roberto Borra

 

introduzione di Marina Rota e Roberto Borra

 

OPERE ARTISTI STORICIZZATI: 

NINO AIMONE - EZIO GRIBAUDO - LUIGI SPAZZAPAN - GIACOMO PORZANO

ARTISTI EMERGENTI

ALESSANDRO BERRA - ANNE CECILE BREUER -

GIULIA GELLINI  - MARIANGELA MAZZEO - RAFFAELE RUSSO

MARINA TABACCO

 ARTISTI INVITATI

CARLO IORIETTI - MICHELANGELO TALLONE

 

7 aprile – 28 aprile 2018

vernissage sabato 7 aprile ore 19

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"Farai le figure in tale atto,

 il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo;

altrimenti la tua arte non sarà laudabile". 
(Leonardo da Vinci)

 

 

Comunicato stampa di Roberto Borra

 

La mostra di arte contemporanea dal titolo “Human Portraits” nasce nell’ambito dei progetti della Galleria Artgallery37 in collaborazione con l’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino. L’evento vede protagonisti  pittori e scultori provenienti dal Piemonte e dal Veneto. L’esplorazione coinvolge una serie di opere che vanno dagli anni 50 (del 1953 il dipinto inedito di Gribaudo)  ai giorni nostri, mantenendo nella pittura, nel disegno e nella scultura le fondamentali tecniche ispiratrici della mostra.  Per la mostra sono state selezionate opere di autori storici quali Ezio Gribaudo, Luigi Spazzapan, Nino Aimone e Giacomo Porzano. Per gli artisti emergenti selezionati per questa esposizione, si tratta  dunque di un importante riconoscimento della qualità del loro lavoro e  di un’occasione unica per potersi confrontare con indiscussi maestri. All’esposizione torinese partecipa con due importanti opere create per l’occasione il maestro Carlo Iorietti, diplomatosi alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Con “Human Portraits” la galleria torinese riafferma la necessità di creare un fronte transgenerazionale di espressioni artistiche che offrano al pubblico l’occasione di confrontarsi con la complessità dell’arte e con la sua capacità di evolversi traendo linfa vitale dalle sue radici vigorose. Una mostra ad ampio spettro, un variegato affresco dell’espressività artistica attuale, in grado di istituire un seppur parziale dialogo e confronto fra antico e moderno sul complesso ma sempre attuale tema del ritratto. Ad accomunare le opere in esposizione concorre certamente al di là di tecniche,stili e linguaggi diversi, la capacità di questi artisti di  evocare  l’intima sensibilità dei soggetti ritratti, talvolta di rappresentarne la loro parte più leggera oppure di svelarne i lati più oscuri. Il visibile, l’esteriore rimane fuori dal senso di questa esposizione. Come ben scrive il maestro Alessandro Merlo in un suo “sentito scritto” sul ritratto, l’immagine del corpo e del volto non è un semplice “strumento di riconoscimento” ma anche e soprattutto un ”luogo di comunicazione o di espressione” del pensiero, dell’anima, dell’essere. L’uomo dunque protagonista della sua unicità, del suo egos a volte incontrollabile ma anche della sua umanità spesso celata nel profondo ma, catturata con emozione e cinismo dagli artisti. Ecco, questo è quanto questa esposizione  cerca di  comunicare al visitatore attraverso il linguaggio multiforme dell’arte. Il senso di quel linguaggio del volto e del corpo che nel disegno, nella pittura e nell’arte scultorea è in grado di tradursi contemporaneamente nel concetto del “Carpe diem” come Insegna Orazio e nello stesso tempo nel rendere vivo ed eterno l’istante colto ed immortalato, ai posteri.

L’ opera scultorea in legno dal titolo” uomo seduto” del maestro Michelangelo Tallone e quelle in  travertino persiano rosso, in calcestruzzo e in marmo  di Raffaele Russo, hanno il compito di  Interagire con i dipinti creando un “rapporto dialogante” fra le varie discipline e i vari materiali utilizzati nell’ arte contemporanea. In “Human Portraits” ogni artista svela l’anima nascosta dei soggetti ritratti e a suo modo rivela la sua intimità.

Alessandro Berra propone una serie di acquerelli dove il volto è frutto di un sapiente gioco di campiture tonali differenziate ,scandite e definite dal segno della matita strumento importante nella ridefinizione delle architetture del volto.Un lavoro sapiente ed incisivo che gli consente un meritato ingresso nel mondo delle esposizioni d’arte, luoghi nei quali troverà il giusto apprezzamento. I volti e i corpi di  Anne Cecile Breuer sembrano sorgere dal nulla, ammantati da una luce senza tempo, sorretti da un romanticismo pittorico di impronta classica che la modernità del gesto riconduce però all’infinito. Le due opere realizzate per questa esposizione  rivelano la sua profondità d’animo talvolta celata nell’ombra della  timidezza, per l’occasione infranta nel realizzare questi due nuovi lavori  di notevole spessore in cui c’è tutta se stessa. La bellezza della sua pittura sostenuta da solide basi accademiche(laurea all'Accadema Albertina con Sergio Saroni) ha già ottenuto importanti riconoscimenti ed il suo talento innegabile già è stato riconosciuto in più occasioni, ma la presenza in questa esposizione è ulteriore testimonianza della validità del suo lavoro e del valore aggiunto della sua presenza. Marina Tabacco è una pittrice la cui formazione artistica spazia da atelier di artisti torinesi a corsi di approfondimento in Italia e all'estero (es. Alanus Akademie - Germania) e culmina con la frequenza del corso di laurea in Decorazione all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Ultimamente è stata protagonista di una importante esposizione personale alla Fondazione Amendola di Torino, successivamente ad una grande mostra  su Luigi Spazzapan.  All’esposizione torinese presenta alcune  opere in acrilico su carta di piccole dimensioni ma di grande impatto visivo ed emozionale. Le tre figure dei possenti lottatori senegalesi si stagliano nella loro fierezza su uno sfondo nero che evidenzia  la profondità dei loro sguardi rafforzando l’energia quasi scultorea con la quale la  pittrice torinese dimostra ancora una volta la sua capacità di rifuggire il banale per addentrarsi nel profondo dell’espressione artistica.  Mariangela Mazzeo ha conseguito la laurea in scenografia teatrale e cinematografica  all’Accademia di Brera. Dopo importanti esperienze nel mondo della pubblicità e della comunicazione, attualmente collabora in progetti legati all’opera lirica e ai grandi show in Italia e all’estero. All’esposizione torinese  si presenta con “Il poeta” un’opera  dalle tonalità fredde che scalda il cuore. Il poeta di strada, casualmente incontrato e fotografato lungo le vie di Milano si traduce in un’opera d’arte dal sapore vagamente iperrealista, dove il concetto del cogliere l’attimo e quello del renderne pulsante e vitale all’infinito l’esistenza, sembrano coincidere perfettamente. Ancora una prova della bellezza del lavoro di quest’artista novarese che accogliamo sempre nelle nostre esposizioni con grande interesse e soddisfazione. Giulia Gellini nasce ad Udine ma vive e lavora a Treviso. Reduce da una importante personale allo Spazio BeHab di Milano dal titolo “L’arsenale delle vicissitudini”, l’artista si presenta al pubblico torinese con due opere pittoriche di grande vigore e raffinatezza. Protagoniste, Audrey Hepburn e Marylin Monroe. L’artista scrive: “Ciò che seduce esiste, rimane. Non c’è un tempo. C’è sempre”. Quell’essere oltre ogni cosa, quel ritrovarsi complici nell’infinito proprio delle icone, lo ritroviamo nel fascino atemporale di queste sue opere nelle quali intarsi di vissuto come specchi infranti filtrano i volti e forse l’essenza stessa dell’artista, che traspare. Un “modus operandi”  il suo  , intessuto di vibrazioni sensoriali in grado di  tradurre in arte l’essenza nella complessità del vivere. Alcuni pregevoli  disegni di Giulia Gellini raffiguranti Paolo Conte e Picasso saranno visibili durante l’esposizione. Un ulteriore valore aggiunto alla mostra che ci darà il senso dell’importanza del di-segno nell’espressione figurativa.

La storica dell’arte e critica  Cinzia Tesio cosi commenta la pittura del maestro Carlo Iorietti: “mano sicura quella di Iorietti, leggera, stemperata, delicata, che non aggredisce ma che trasmette valore e significato al volume di un corpo o di un paesaggio che vive in noi e per noi. Essi si mostrano attraverso l’artista ai nostri occhi; si tendono e ci invitano a toccarli, tanto paiono veri nella loro tridimensionalità. Il colore, la materia con cui il lavoro viene realizzato in Iorietti, non è solo oggetto di studio accademico, è anche attrice ed interprete. Le sculture di Raffaele Russo, recente vincitore del “Premio Arcidiocesi di Vercelli” a Paratissima, renderanno l’esposizione artistica ancora più completa e ricca di interesse. Come ben commenta nelle note critiche del suo catalogo la collega Emanuela Fortuna,  Raffaele Russo esplora “i percorsi della tridimensionalità della scultura conferendo forma a pensieri, sentimenti e visioni grazie ad un linguaggio che rievoca il mondo arcaico, sempre alla ricerca dell’essenza della forma”. “Le sue sculture sembrano giocare con la luce, con il vento con il suono e con l’eco delle nostre parole”. 

In un’epoca dove il tempo scorre vertiginosamente questa esposizione torinese sembra raccontare secoli di storia. Generazioni di artisti lontani nell’espressione, nei generi e nelle tecniche si materializzano di fronte a noi. Attraverso segni, luci e materie ci portano nel loro mondo.Ci raccontano della bellezza inquieta del loro sogno. Forse quello di raccontare se stessi, attraverso il volto degli altri.

 

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

da Martedì a sabato, 16.00 -19.00

Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

     

 



IL GIGANTE TIMIDO

A cura di Alessandro Santi

Dal 10 Marzo al 31 Marzo 2018

Artgallery37 – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

Inaugurazione Sabato 10 Marzo ore 19:00

Illustratori ospiti:

Fernando Cobelo, Marco Tallone

Illustratori selezionati:

Alessandro Boasso, Silvia Gariglio, Roberto Gentili, Ivan Pantaleo, Stefano Sogno Fortuna, Mariolina Suglia, Pietro Tenuta, Leonardo Traversa, Carolina Zuniga­­

 

"Ho sempre sostenuto che i disegnatori si disegnano nei loro protagonisti"

Umberto Eco

 

Testi di Alessandro Santi

Questa mostra è un biglietto a chilometraggio illimitato, un atlante, una guida per esplorare luoghi della vostra mente che pensavate di aver perduto per sempre, o non sapevate nemmeno di avere: quelli del sogno e della fantasia. Facendo volare la mente come il cuore, libero da costrizioni e pregiudizi, venendo guidati dal segno e dal colore mantenendo una chiara coscienza del sentimento.

 Si apre con questa esposizione il ciclo sull'illustrazione per l'Artgallery37, l'obiettivo è quello di donare visibilità ad una delle principali arti visive sempre più in voga grazie all'uso crescente della grafica digitale.Ci tengo a precisare che per la realizzazione della mostra non è stato dato un tema preciso se non l'ampiezza stessa di espressione data dall'illustrazione, essendo non vincolata da tecniche di rappresentazione, nel tentativo di far emergere il fulcro creativo di ogni singolo artista. Con ciò il risultato è sorprendente, infatti gli artisti stessi hanno portato due tematiche principali: il viaggio e l'amore, senza che nessuno di loro abbia avuto modo di incontrarsi e mettersi d'accordo.Ci troviamo al punto di partenza di un lungo viaggio in cui è possibile analizzare la personale ricerca estetica e narrativa di ogni singolo artista, passando da leggeri acquerelli fino a minuziosi tratteggi, caratterizzati da una sovrabbondanza di segni e significati.Una riflessione sorge spontanea: noi, generazione di sognatori siamo immersi ogni giorno fino ai capelli nel cinismo di questà società, occorre con urgenza una riconquista del nostro mondo immaginario, di difendere i nostri sogni e di lasciarsi andare alla vita correndo il rischio di innamorarsi e perdersi in qualsiasi nuova avventura.

Il visitatore diviene un avventuriero ma non nel senso comunemente attribuito a questo termine, poichè il viaggio all'interno delle pieghe della carta sfocia nello spazio-tempo e nell'amore subendo un drastico cambiamento: la visione dell'artista. Guidati nel loro mondo ci insegnano a vedere la bellezza in ogni cosa facendo apparire maestoso il più semplice dei sogni. Queste visioni parlano a noi stessi facendoci sentire meno soli con le nostre difficili emozioni, sollevandoci dal peso oppressivo della vita di tutti i giorni piena di malizia, rendendoci nuovamente coraggiosi e capaci di esplorare senza pesi, un ritorno all'infanzia, alla visione del vero avventuriero: il bambino.

 

Titolo Il Gigante Timido:

L'illustrazione rifiuta qualsiasi tipo di assoggettamento ad un'unica tecnica d'arte, indi per cui risulta come un gigante che abbraccia tutte le forme espressive presenti nel mondo visivo, venendo messa in secondo piano per la sua natura poliedrica. Alcuni illustratori stessi trovano difficile definirsi artisti, da qui il termine timido.

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

da Martedì a sabato, 16.00 -19.00

Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

 


GIULIANA DEMAGISTRIS

‘70/’90 Retrospettiva

oli -acquerelli - pastelli

A cura dell’Associazione Collettivo 37

 

 

 La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 che sorge nel Palazzo Antonelliano di Via Buniva 9/ter/f a due passi dalla “Mole”, propone all’ attenzione del pubblico torinese la retrospettiva di Giuliana Demagistris, artista piemontese nonché docente di arti pittoriche ad Asti e a Torino,che per anni ha lavorato e vissuto in via Napione 21 nello Storico “Borgo Vanchiglia” lo stesso quartiere nel quale la sua raffinata arte viene oggi riproposta dopo anni di silenziosa attesa…La mostra curata dall’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino è stata ideata e realizzata con la collaborazione del fratello dell’artista, il Prof. Alessandro De Magistris, insegnante di Storia dell’Architettura  al Politecnico di Milano.

 

 

Testi di Roberto Borra (Associazione Collettivo 37)

 

Giuliana Demagistris nasce a Borgo San Martino in provincia di Alessandria nel 1946.Si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia Albertina di Torino (corso di Pittura). Allieva di Paulucci, Saroni, Calandri e Franco, in seguito insegna discipline pittoriche presso l’Istituto d’Arte di Asti e presso il I° Liceo artistico statale di Torino. Le sue prime esposizioni collettive risalgono al 1967 e dal 1976 è protagonista di alcune esposizioni personali. Da segnalare in particolare le sue personali alla Galleria Caldarese di Bologna e alla Galleria Arte Club di Torino, città nella quale ha condotto buona parte della sua esistenza. In occasione dell’esposizione bolognese nel marzo del 1976, il critico Albino Galvano ha presentato la giovane artista piemontese mettendo in rilievo la sua “fedeltà spontanea a un’idea tradizionale di pittura come espressione di serena contemplazione del vero” e come “esigenza di far proprio un linguaggio figurativamente responsabile”. Le sue opere presentate in questa retrospettiva alla Artgallery37 di Torino non sono frammenti evocatori di una espressione pittorica polverosa e desueta ma, pur “ripescate” nei silenzi di un semi interrato, riemergono nel loro delicato vigore per parlarci di una sensibilità pittorica ancora attuale e capace di sorprendere per la raffinatezza del segno, la delicatezza dei toni e per la volontà di tenere insieme, tradizione e ricerca, presupposti fondamentali quando si parla di arte. La mostra si compone di tele e di carte dove l’artista ha impresso con l’uso di oli, pastelli e acquerelli, l’unicità del gesto poetico della sua arte e del suo pensiero. Sospesa tra il colore, la forma e l’assenza spesso dettata dagli spazi bianchi, la pittura della Demagistris anche quando affronta il tema della natura lo elabora in forma anti-naturalistica a sottolineare la volontà di fuggire dai canoni della rappresentazione scientifico-oggettiva per offrire all’opera, un’anima. Parlavamo dell’assenza rappresentata dall’artista come spazio bianco, come tratto peculiare di alcune tra le sue opere più significative. Il ritmo compositivo dei suoi lavori è spesso dettato da una ricerca di geometrie architettoniche intervallate da ampi spazi vuoti  a sottolineare che il segno, come la parola, acquisiscono valore ed energia quando nascono dopo una silenziosa riflessione. In questo senso le considerazioni del critico d’arte Enzo Guasco sono significative per comprendere frammenti dell’arte della De Magistris anche attraverso aspetti dei suoi tratti caratteriali. Esso, in occasione della prima visita nell’atelier della pittrice, racconta: ”la prima volta che andai a vedere i suoi lavori mi disse di essere timida. Forse è la timidezza (i timidi sono quasi sempre sensibili, intelligenti e dubbiosi) ad impedirne i mali passi. Le opere della Demagistris sono da assaporare con lentezza. I rettangoli di cielo, le finestre aperte sulla natura, gli scorci  dei  tetti e  i muri, come  brandelli di componimenti  poetici sembrano ri-sorgere dall’essenza stessa dei luoghi. Ne svelano  l’incanto,  ne raffigurano le percezioni più profonde, in qualche modo possiamo affermare, ne rappresentano l’essenza, sottolineata ora da segni incisi della matita, talvolta da chiazze astratte di colore. La sua pittura è rigorosa almeno quanto la sua coerenza  nell’esigere che i   luoghi siano immortalati “dal vero” come unica imprescindibile condizione per fare arte senza la mediazioni.

 

 

 

 



    Immagini del vernissage.


 

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “ come ”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché ”.
MAN RAY

 

ART GALLERY 37
 
 

Via Michele Buniva 9/ter/f (10124)

+39 338/8300244

artgallery37@virgilio.it

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Mostra di fotografia di nudo in analogico. Nove giovani fotografi insieme al fotografo ospite Ivan Cazzola.

orario: Martedì – sabato, 16-19.30 Domenica e lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance

vernissage: 20 gennaio 2018. h 19:00

curatori: Alessandro Santi

autori: Chiara BorgaroIvan CazzolaBianca Asmara CurtiRiccardo DelfantiValentina DianaIrene GittarelliAndrea MarcantonioElsa QuagliaStefano SgambatiAlma Vassallo

genere: fotografia, arte contemporanea, giovane arte, collettiva

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “ come ”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché ”.
MAN RAY

 

Testi di Alessandro Santi

 
Questa mostra parla di immagini e di tecnica, della capacità di cogliere l’immagine e della consapevolezza degli aspetti tecnici della fotografia. Attraverso gli scatti analogici realizzati dai fotografi che vi hanno contributo, la presente mostra si propone come fonte di idee e di ispirazione. Se, stimolati dalla qualità e dall'intensità delle immagini che troverete, sentirete l’impulso irresistibile di prendere una macchina fotografica, uscire e mettere in pratica alcune di queste idee, allora la mostra avrà raggiunto il suo scopo.La foto di nudo presenta una tale varietà di espressioni che, sotto molti punti di vista, è difficile esaurire l’argomento in un’unica collettiva. Di certo per un solo fotografo sarebbe arduo illustrare, attraverso le proprie opere, gli innumerevoli approcci possibili al soggetto. Una foto di nudo può avere molte valenze, come potrete constatare. Fotografi quali Stefano Sgambati e Irene Gittarelli possono decidere di fotografare un corpo maschile o femminile in maniera classica, quasi scultorea, illuminando splendidamente ed esplorando attraverso esso la forma e la figura, nonostante due approcci agli antipodi. Oppure il nudo può essere intepretato in modo astratto, come nelle fotografie di Andrea Marcantonio e Riccardo Delfante, che sfidano l’osservatore a scoprire nel soggetto qualcosa di nuovo. Tale soggetto può perfino sconfinare in altri campi, come quello del paesaggio, di cui sottolinea forme e rilievi, come nelle foto Bianca Asmara Curti. Le fotografie di nudi possono cogliere situazioni irripetibili attraverso la composizione tra luci, ombre e soggetto, come riportato nelle fotografie di Chiara Borgaro. Il nudo può anche ispirare fotografie che, come quelle di Valentina Diana, ritraggono un mondo puramente immaginario, oppure accostarsi alla delicatezza di una natura morta filtrata dalla visione di fotografi come Alma Vassallo e Elsa Quaglia. Nelle foto di Ivan Cazzola si esplora, invece, una realtà più vicina e autobiografica: pur restando coerente con la propria visione stilistica, sempre iconica e provocatoria, il fotografo relaziona il proprio sguardo con il mondo circostante. Definito nel 2010 da Dazed & Confused uno dei fotografi più interessanti nel panorama internazionale.Vista la varietà di approcci eseguiti da ciascun fotografo vale la pena soffermarsi sul lavoro di composizione, manifesto della costruzione di ogni singolo progetto. Nella fotografia di nudo si mescolano molti differenti elementi; la difficoltà consiste nel riuscire a fonderli in modo che la composizione risulti naturale e non forzata. Il fine ultimo si ricerca nel perfetto rapporto tra le parti, in modo da costruire un’immagine che inviti l’osservatore a creare una storia personale. Il nudo trova grandi potenzialità di espressione nella fotografia grazie alla sua forza, poichè in certi casi buona parte del corpo dei modelli risulta nascosto allo sguardo, non serve vederlo nella sua interezza: l’espressività non è racchiusa esclusivamente nel volto, anzi a volte il nudo non ha bisogno d’altro. Il corpo contribuisce a definire la personalità e la fotografia di esso dice tanto quanto un qualsiasi ritratto. Come la scelta di un taglio molto ravvicinato e l’esclusione del viso del soggetto riducono l’immagine a una serie di linee e forme e, di conseguenza, la fotografia diventa più uno studio sulla forma che un ritratto di nudo. In certi casi le curve del corpo, confluendo verso il centro dell’immagine, definiscono la struttura complessiva dell’immagine. Spesso nel nudo la composizione più semplice è anche la più efficace. La composizione è una delle più classiche tra le arti della fotografia. Si possono seguire scolasticamente molte linee guida, ma come la fotografia insegna, la maggior parte di esse è fatta per essere infranta o più semplicemente reinterpretata. I migliori fotografi sviluppano l’arte della composizione attraverso istinto e sensibilità soggettivi, sia che che lo studio e la preparazione durino giorni, mesi, anni o soltanto pochi secondi: ciò che conta è che il risultato finale sia buono.Inerente alla scelta dell’ analogico, oltre ai rimandi alle grandi scuole fotografiche del passato, urge riformulare alcuni processi creativi, che il digitale con la sua facilità di scatto ha messo a dura prova: è buona norma pensare prima di scattare, vale a dire scoprire cosa state cercando di ottenere e prefigurarvi il risultato. L’onestà nei confronti del mezzo fotografico comporta la necessità di “puntare verso” la bellezza e il significato piuttosto che registrare passivamente e senza alcuna originalità la realtà. Le fotografie di oggi tendono a sembrare troppo perfette tecnicamente, estranee al reale, vista la loro natura priva di peso simbolico. L’osservatore si ritrova quindi a leggere senza riconoscere o tradurre ciò che ha di fronte, per questo la scelta dell’analogico acquisisce nuova forza e significato, per rieducare l’occhio e la sensibilità dell’osservatore, aumentando la suggestione e l’intimità di ogni scatto.

 


                VERNISSAGE VIDEO MOSTRA  "ESPRESSIONI DAL CONTEMPORANEO"


Con  "Evocativo" , l'Associazione Collettivo 37 e la Galleria  di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 di Torino, nell'ambito della programmazione dei progetti internazionali, propone al pubblico torinese un'  esposizione di Arte  Contemporanea  organizzata in sinergia con il Gruppo londinese "The Artist's Pool". La mostra propone le opere di 15 artisti provenienti dall'Inghilterra, dalla Spagna, dalla Scozia dagli Stati Uniti e dal Sud America in rappresentanza di svariate espressioni artistiche che vanno dalla pittura  all'incisione, dalla fotografia alla scultura. Un'imperdibile occasione per confrontarsi

con le "spiazzanti opere" di artisti internazionali che hanno a Londra il loro fulcro artistico e culturale e che approdano a Torino, nel Borgo Vanchiglia, uno dei poli più attivi e propulsivi della creatività torinese a due passi dalla Mole Antonelliana,dell'Accademia Albertina e dei più importanti Musei della città sabauda.








 

 

CARLO IORIETTI

 

Gestualismi esistenziali

 

nell’arte contemporanea

 

 

 

Dopo il successo della mostra degli artisti Gianpaolo Basso,Giorgio Billia,,Maurizio Filippi,Ciro Guerra,Karla Klaser e Realto dal titolo"Astrazioni e figurazioni nell'arte contemporanea" a cura di Roberto Borra, la Galleria Artgallery 37 prima della chiusura estiva presenta un'importante esposizione personale del maestro Carlo Iorietti.

Il pittore piemontese è reduce da rilevanti  mostre in Sicilia, presso il  Centro Vitaliano Brancati di Scicli , in Liguria, nelle sale medioevali del Museo Commenda di Pre a Genova e con il Collettivo 37, a L’Avana,Cuba presso Il Centro Fucina des Artistas.

 A Torino presenta una serie di oli su tela , in gran parte rappresentativi della sua “anima informale”, concepite e realizzate negli ultimi due anni.Tre sole ma significative sono le opere di espressione figurativa che si potranno ammirare nell’esposizione torinese.La mostra curata dalla critica e storica dell’arte Cinzia Tesio, rappresenta un’opportunità unica per entrare nel mondo di questo artista molto apprezzato non solo da un pubblico sempre piu’ vasto di appassionati d’arte e di collezionisti ma anche da molti importanti e qualificati operatori del mondo accademico e del settore artistico.

Cinzia Tesio a proposito dell’arte di Iorietti afferma: c’è un qualcosa di spirituale nella sua pittura che si stempera e diventa mistero.

Ed è infatti nel suo mondo misterioso che egli ci conduce senza mediazioni, immergendoci in  originali e possenti  “prospettive architettoniche dell’inconscio” dove il colore traccia netti  confini tra l’energia positiva sprigionata da vigorosi cromatismi che si alternano  e convivono con i neri profondi a rappresentare i lati oscuri propri dell’esistenza umana . I suoi mondi immaginifici interiori pare vengano forgiati nel grembo di quei  “gestualismi esistenziali” frutti maturi di una creatività intensa, avvalorata dal rigore di solide basi accademiche e mediata da una sensibilità umana e artistica davvero unica.

L’arte del pittore Carlo Iorietti è nutrimento spirituale per le nostre esistenze ma è al contempo foriera di  una dimensione che conduce l’artista in “quell’altrove”, che tutti vorrebbero raggiungere.

Arte vera dunque quella di Iorietti, da apprezzare e gustare lentamente, poiché intingere la tela con gesti che rendano durevole l’emozione è esclusivo patrimonio degli artisti di razza,categoria alla quale il pittore piemontese appartiene a pieno titolo.

 

Roberto Borra

 

 

 

CARLO IORIETTI /Biografia

 

 Si diploma alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Inizia la sua attività espositiva nel 1987 con una mostra personale ad Aosta presso la Sala d’Arte Comunale, nel 1989 espone i suoi lavori alla Fiera di Arte Contemporanea di  Bari, nel 2011 allo Spazio Artefilia di Torino,nel 2012 alla Galleria Daimon Art di Torino e nel 2013 in “Volti del Tibet” alle Scuderie della Tesoriera di Torino.Partecipa a varie collettive a Torino nel Palazzo degli Antichi Chiostri, a Verbania presso la Sala della Resistenza,alla Società delle Arti di Torino.Tra le esposizioni più recenti annovera “Percorsi Difformi” alla Galleria La Conchiglia di Torino ed alla Galleria 20, ”Percorsi di estetica contemporanea”. Nel 2015 ha esposto nella collettiva alla “Art Gallery-The Tabernacle” di Londra. E’ uno degli artisti  fondatori del “Collettivo37” di Torino. All’attività pittorica ha affiancato il restauro di affreschi,decorazioni e dipinti su tela eseguendo lavori sotto la tutela dei Beni Artistici e Architettonici del Piemonte. Ha  partecipato al  Progetto itinerante "Via Crucis37" partito dalla Chiesa di San Vittore nel Complesso Carlo Albertino di Pollenzo sede dell’Unesco e poi approdata nella Chiesa romanica di San Rocco a Condove e successivamente all’Abbazia di Novalesa . Rilevante la sua partecipazione alla mostra "Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo" a cura della Dssa Cinzia Tesio che lo ha inserito nel  novero dei cinque artisti contemporanei al fianco dei grandi artisti dell'800 e del 900,Carrà,Sironi, De Pisis per citarne alcuni. Nel marzo 2016 ha partecipato alla mostra “Il volto e l’anima” presso la medioevale“Casa degli affreschi” di Novalesa e all’esposizione “L’espiritual en l’art” in Spagna. Importante la sua partecipazione alla mostra “Frammenti di arte moderna e contemporanea” presso la Artgallery37 di Torino che lo ha visto protagonista accanto a nomi quali: Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Marc Chagall,Giorgio De Chirico.  Nel 2017 ha partecipato con la personale “Auschwitz.Il viaggio non voluto” al Progetto itinerante “Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei” presso il Museo Commenda di Prè a  Genova, poi ospitato al Centro Vitaliano Brancati di Scicli e all’Artgallery37 di Torino. Sempre nel 2017 Cuba lo ha visto protagonista della mostra “Torino-L’Avana,anima unica” con il Collettivo 37 al Centro d’arte “Fucina des Artistas”. Attualmente è Presidente dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino e Direttore Artistico  della Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino. Le sue opere sono presenti in varie collezioni private e presso sedi di enti istituzionali e museali italiani.

 



“ASTRAZIONI E FIGURAZIONI NELL’ARTE CONTEMPORANEA”

GIANPAOLO BASSO, GIORGIO BILLIA , FILIPPI. CIRO GUERRA, KARLA KLASER, REALTO.

 

a cura di ROBERTO BORRA

 

 presenta  MARINA ROTA

(Giornalista e scrittrice)

 

GIOVANNI CORDERO

(Responsabile Arte Contemporanea 

Soprintendenza beni storici e artistici del Piemonte)

 

 intervento critico di

JAQUELINE CERESOLI

(Storico e Critico d'arte Exibart)

Video Artisti e mostra You Tube

Cenni critici sull'Evento di Jaqueline Ceresoli(Storico e Critico d'Arte) 


 

ARTGALLERY37
GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

dal 16 giugno al 8 luglio 2017

 

Vernissage  venerdì 16 giugno ore 19

 

 

Orario Mostra: dal martedì al sabato dalle ore 16 alle ore 19,30

 

 

 


 

La mostra “Astrazioni e figurazioni nell’Arte Contemporanea” a cura di Roberto Borra presenta un variegato scenario di 6 artisti emergenti che nelle sale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino si confrontano proponendo al pubblico torinese opere d’arte pittorica e di tecnica mista, derivanti da espressioni artistiche alquanto eterogenee.

 Il confronto diretto tra l’arte informale, emblematica della libertà espressiva più estrema e dominata da moti interiori, quasi  trascendentali e l’arte figurativa, espressione di mondi più prosaici, legati all’elemento razionale ed alla rappresentazione del mondo esterno, appare stimolante e ricco di spunti di valutazione.  L’esposizione si ripropone di porre all’attenzione e di far conoscere attraverso i loro progetti , artisti di indubbio valore che a prescindere dal loro precedente percorso espositivo, meritano una particolare attenzione. La Artgallery37 che ha ospitato opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Giorgio de Chirico, offre l’occasione ad un vasto e qualificato pubblico di osservare in un contesto espositivo ideale, le opere di pittori emergenti rigorosamente selezionati dal Comitato Artistico della galleria. Dei sei artisti presenti, Guerra e Realto propongono progetti nel segno  dell’arte informale. mentre Basso, Billia, Filippi e Klaser ci conducono nelle loro espressioni di  taglio figurativo. In realtà non si tratta di una mostra collettiva convenzionale ma di un evento che dedica un focus alle capacità progettuali di alcuni artisti, essi stessi parte attiva nel sistema dell’arte contemporanea a prescindere da questioni prettamente generazionali. Anche da questo punto di vista la mostra propone quella trasversalità  espressiva e generazionale in grado a nostro parere di garantire un virtuoso interscambio di esperienze e di conoscenze non solo di carattere artistico ma anche sociale e culturale.In relazione ai riscontri di critica e di pubblico ottenuti durante questa importante esposizione, gli artisti, avranno in seguito  l’opportunità di essere inseriti in eventi di carattere regionale, nazionale ed internazionale proponendosi come parte attiva in stimolanti progetti artistici e culturali.

I pittori selezionati per la mostra “Astrazioni e figurazioni nell’arte contemporanea” provengono dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Trentino e, pur parlando linguaggi profondamente diversi, sono accomunati da una profonda esigenza  di sperimentazione artistica e di libertà espressiva che esplicano sia attraverso l’utilizzo di personalissime tecniche pittoriche, sia con un approccio all’arte diretto e viscerale. La mostra curata da Roberto Borra, sarà presentata dalla giornalista e scrittrice torinese Marina Rota.

 

 Artisti in esposizione.

 Karla Klaser, artista di Zagabria che attualmente vive a Trento, propone una serie di acrilici su tela nei quali, volti e figure sembrano “materializzarsi” dal ventre di  universi astratti. Attraverso la sua tecnica denominata macropuntinismo, la Klaser realizza ritratti e figure umane utilizzando ampie campiture pittoriche, virtuose spatolature che tessono volumetrie pervase da cromatismi intensi e piacevolmente inusuali. Il suo lavoro talvolta appare sospeso in un’area di confine tra il razionalismo figurativo e la libertà espressiva e viscerale propria dell’universo informale. Degna dunque la sua presenza in un’esposizione che contiene entrambe le modalità di espressione artistica che la Klaser è in grado di proporre con autorevolezza, al pubblico torinese.

 Giorgio Billia, dopo la frequentazione a Torino del Liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti, passa all’insegnamento di materie artistiche presso il  Liceo Artistico A. Passoni di Torino. All’esposizione torinese presenta alcune interessanti lavori figurativi a tema il ritratto, in grado di ricondurci all’essenza della sua personalità artistica. Le sue opere pur pervase da una voluta venatura  di sottile incompletezza, vivono di una forte intensità espressiva, in parte  generata dalla scelta dei soggetti, colti e ritratti in vigorose visioni frontali in grado di accentuare l’impatto emotivo nell’osservatore, come si evince da recenti studi sulla psicologia legata alla fruizione artistica museale. Nell’artista Maurizio Filippi, l’espressione artistica è diretta ed immediata. In lui pare che  Il vissuto ed il pensato si traducano istantaneamente in segni espletati con una tecnica mista molto materica senza nessuna mediazione esterna. Sulle sue tele  l’opulenza e le contraddizioni delle società dei consumi vengono vivisezionate e rigenerate con originale compostezza ed ironia e, al contempo, con spietata lucidità. Oltre alle sue graffianti icone concettuali, Filippi offre alla platea torinese l’occasione di osservare alcuni dei suoi ritratti più intensi e significativi di grandi personaggi che hanno fatto la storia della musica e della cultura, realizzati con ensemble di materiali compositi tra i quali spicca il silicone. Nella dinamica del confronto-incontro con l’arte figurativa, Ciro Guerra è nell’attualità del suo fare artistico un degno rappresentante dell’arte informale pur essendosi formato artisticamente,come consuetudine di molti pittori, nel grembo del linguaggio figurativo. L’artista nasce a Napoli nel 1957 e risiede a Torino dal 1981 dove vive e lavora. Dopo aver frequentato la scuola "International School Corporation" di disegno, pittura, grafica pubblicitaria prosegue il suo percorso artistico nella più totale libertà artistico espressiva come ben evidenziato dall’utilizzo di svariate tecniche con il supporto di acrilici,di colle, gesso  e sabbia che incide con una gestualità quasi arcaica in grado di produrre segni e graffitismi  pittorici di buon pregio artistico. Ha realizzato grandi istallazioni grafiche/pittoriche tra le quali spicca quella per il passante ferroviario di Torino (piazza Statuto). Nel novero dei partecipanti all’esposizione torinese, spicca per capacità progettuali Realto, artista siciliano trapiantato a  Milano. Come ben evidenziato dalle parole di Jacqueline Ceresoli  dopo la serie di Cromotipi, l'autore intreccia pittura, musica con l’esistenza, dando forma a una poetica dell'immanenza con una selezione di opere presentate per la prima volta in occasione della mostra torinese, tratte dalla nuova serie Dialoghi Muti, su carta Hahnemühle preparata sulla base di tecniche pittoriche del' 400, con impasto di tempera d'uovo”. Questo progetto in itinere è li a dimostrare che le capacità progettuali e le espressioni artistiche concettuali possono essere, se concepite da un vero artista, foriere di arte alta. Altro artista degno di nota presente all’esposizione torinese è  Gian Paolo Basso, un figurativo tecnicamente ineccepibile. Nasce nel 1975 e si laurea in Pittura, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è stato allievo del Maestro Ottavio Mazzonis. Il suo percorso artistico è ricco di importanti esposizioni collettive e personali in Italia: Firenze, Roma, Venezia, Bologna, Pietrasanta, Torino e all’estero: Parigi, Praga e Sofia. All’incontro con il pubblico torinese l’artista di Baldissero d’Alba (Cn) propone una serie di intensi ritratti realizzati pittoricamente su basi innestate di sabbiature che conferiscono un particolare rilievo alle figure già autonomamente ricche di pathos e di profondità.Si tratta di rappresentazioni pittoriche di volti di anziani dai toni quasi monocromatici e dalle rugosità suggestive ed esasperate di grande impatto visivo ed emozionale.  

 

                                                       



LA GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA "ARTGALLERY37" E' UNA DELLE LOCATION SELEZIONATE PER IL "SALONE OFF" DEL

"SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2017".

 

 

Le foto del vernissage della mostra di Carmelo Candiano alla Artgallery37


programma ARTGALLERY37 "SALONE OFF"


                                              

14 gennaio - 4 febbraio 2017

"l'Informale Contemporaneo"

mostra personale di Marco Vigo

a cura di Roberto Borra

 

inaugurazione con buffet

sabato 14 gennaio ore 18,00

 

 

ARTGALLERY37

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

 “TORINO - L’AVANA, ANIMA UNICA”

 

Fucina Des Artistas in esposizione all'Artgallery37 di Torino

 

 a cura di Cinzia Tesio

 

dal 10 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017

Inaugurazione:

sabato 10 dicembre 2016 ore 18,00

 

 Artisti in esposizione: Alejandro Gomez, Daniel Collazo, Eric Alfaro, Nelson Jalil.

 

Orario Esposizioni in Galleria: da martedì a sabato ore 16,00-19,30

Giorni di chiusura domenica e lunedì

Per visite fuori orario: +39 338/8300244

Contatti:

artgallery37@virgilio.it

+39 338/8300244

Websites:

www.artgallery37.com

www.collettivo37.com

www.fucinadesartistas.com


introduzione di Roberto Borra

Preservare la memoria, vivere il presente, aprirsi ai confini di un orizzonte futuro. Lavorare ogni giorno come se fosse l’ultimo con amore, con abnegazione contro tutti i venti che spirano a tempesta e paritariamente contro le correnti usuali che portano al silenzio dell’anima.Siamo esseri umani e nel cercare il prima e il dopo di questo strano viaggio che è la vita dimentichiamo di vivere il presente o percorriamo sentieri di un’esistenza che non ci appartiene.L’arte, la musica, la scrittura possono far rifiorire quel senso di libertà e di appartenenza al genere umano di cui abbiamo in gran parte perso coscienza. Essere artisti è un privilegio per l’anima, talvolta una privazione per il corpo

poiché come ben ci insegna la storia dell’arte, spesso la pecunia è un vento che spira lontano dalle tasche dell’artista. Ma è indomabile la forza, la potenza estrema che l’arte esercita su chi ne è pervaso e praticarla è espressione della propria volontà di esistere, di poter coniugare in un unico gesto, la memoria, il vissuto presente e il futuro immaginato. Quale privilegio dunque per noi artisti del Collettivo37 che amiamo l’arte come la vita, poter ricomporre in un solo istante “Frammenti di arte moderna e contemporanea” in un’esposizione che spazia dalla pittura alla fotografia, alla scultura in un unico evento da vivere e condividere con i visitatori della mostra. Il concetto è quello di coniugare il recente passato (le radici) al presente (i rami) attraverso un variegato excursus espressivo. L’esposizione curata dalla storica dell’arte Cinzia Tesio, vanta artisti straordinari che hanno lasciato segni indelebili nell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Giorgio De Chirico, Ennio Morlotti . Al contempo propone opere di artisti contemporanei ormai storicizzati quali Marco Lodola, Mario Ceroli, Michelangelo Tallone. All’esposizione partecipano Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo, gli artisti del Collettivo 37, ideatori e fautori con Cinzia Tesio di quest’avventura nel mondo dell’arte che trova un fulcro ideale negli spazi di Artgallery37  una galleria-micromuseo  che nel più ampio contesto dei progetti del Collettivo aspira a diventare  un luogo d’arte ed un centro di cultura attiva. Un orizzonte aperto ad ogni forma di espressione artistica dove imparare a vivere l’arte (e la vita) nel segno della libertà e nel rispetto delle altrui coscienze, degli altrui pensieri.

 

 

       Inaugurazione della Art Gallery37 e della Mostra "Frammenti di arte moderna e contemporanea"

L'inaugurazione della galleria d'arte ARTGALLERY37 e della mostra Frammenti di arte moderna e contemporanea  curata dalla D.ssa Cinzia Tesio

è stato un evento anomalo e per molti versi straordinario nel contesto artistico odierno.Il successo in termini di pubblico dell'esposizione ha avuto un esito  superiore  alle più rosee aspettative ma è il positivo impatto critico di molti qualificati operatori del settore artistico e culturale a rendere appieno il  reale valore dell'evento. L'afflusso in galleria all'inaugurazione è stato di oltre 200 persone a conferma che anche il sistema delle piccole gallerie può attrarre l'attenzione di un pubblico consistente e fortemente qualificato,a patto di proporsi con eventi di alto valore artistico e culturale in luoghi accuratamente progettati per l'accoglienza dei visitatori e per l'esposizione ottimale delle opere d'arte in esposizione. Lo staff tecnico -artistico della galleria ha ottenuto già in occasione dell'evento inaugurale consensi unanimi e appassionati al pari della rigorosa curatela della D.ssa Cinzia Tesio che   con gli artisti del Collettivo 37 di Torino ha ideato e pianificato questo importante evento.


Video di inaugurazione e presentazione mostra "Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea

 


….E cercarla quest’anima, che è il misterioso declivio del quale abbiamo timore. Sognare il nostro sogno, è possibile! Qui c’è il vivere la nostra vita. Nelle trame della tela, del legno, del bucchero alberga l’essenza tessuta di noi esseri umani, finalmente attraverso l'arte…..liberi di essere.

Roberto Borra

 

 

 

PROJECT

Con Art Gallery 37 nasce a Torino un nuovo luogo di aggregazione artistica e di confronto culturale. Al contempo lo spazio si pone quale centro  d'eccellenza per grandi eventi artistici . I criteri di allestimento e i meccanismi organizzativi sono definiti da uno staff tecnico artistico specializzato che segue tutte le fasi dei progetti in essere. Riteniamo che la costante attivazione e aggregazione  di  professionalità e competenze diversificate di alto profilo, sia  un fattore importante ma al contempo percepiamo come fondamentale al di la delle qualità professionali dei  singoli  far emergere una filosofia di gruppo fortemente sentita, vissuta e condivisa.

Dunque le qualità di coesione dello staff tecnico - artistico basate su una comune percezione del valore dell'arte e dell'umanità sono elementi essenziali per un sano sviluppo dei progetti in divenire. Art Gallery 37  dunque, non è una semplice  galleria  d'arte ma, il fulcro attivo di un concreto e strutturato  progetto d'arte in costante evoluzione. La mission è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte attraverso il confronto  abbattendo le le frontiere fisiche, sociali e culturali che frammentano e disgregano il "sistema delle opportunità".  Al contempo riteniamo essenziale dare supporto e visibilità  all'arte ed agli artisti di spessore che  non sempre trovano gli ideali interlocutori in grado di "storicizzare" e far emergere le qualità  del loro lavoro. Art Gallery37 nasce come concreta espressione di un ideale connubio tra gli artisti Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo che con la creazione nel 2015 dell’Associazione Collettivo37 di Torino hanno posto le basi per l'apertura di questo ulteriore spazio dedicato all'arte moderna e contemporanea e allo sviluppo dei loro progetti nel mondo dell'arte. L'Associazione Collettivo 37  si avvale attualmente di due luoghi d'arte  differenziati: lo storico Atelier 37 laboratorio di idee e di produzione artistica, sito in Via Sant'Ottavio 37 e Art Gallery 37 in Via Buniva 9/ter/f  luogo espositivo per eccellenza ma al contempo oasi di riflessione e spazio di confronto artistico, sociale e culturale.

 

 


ARTGALLERY37 - Via Buniva 9/ter/f - Torino

e-mail: artgallery37@virgilio.it

orario MOSTRE :

da martedì a sabato ore 15,30-18,30

giorni di chiusura domenica e lunedì

per visite fuori orario  contact +39- 338/8300244