A R T G A L L E R Y37


       SPAZIO D'ARTE

       MODERNA    &

       CONTEMPORANEA



ARTGALLERY37 - 17 september - 9 october  2016 The first exposition.

 

Link Catalogo Artgallery & Collettivo 37




MOSTRA IN PROGRAMMAZIONE



MOSTRA IN CORSO 

Con  "Evocativo" , l'Associazione Collettivo 37 e la Galleria  di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 di Torino, nell'ambito della programmazione dei progetti internazionali, propone al pubblico torinese un'  esposizione di Arte  Contemporanea  organizzata in sinergia con il Gruppo londinese "The Artist's Pool". La mostra propone le opere di 15 artisti provenienti dall'Inghilterra, dalla Spagna, dalla Scozia dagli Stati Uniti e dal Sud America in rappresentanza di svariate espressioni artistiche che vanno dalla pittura  all'incisione, dalla fotografia alla scultura. Un'imperdibile occasione per confrontarsi

con le "spiazzanti opere" di artisti internazionali che hanno a Londra il loro fulcro artistico e culturale e che approdano a Torino, nel Borgo Vanchiglia, uno dei poli più attivi e propulsivi della creatività torinese a due passi dalla Mole Antonelliana,dell'Accademia Albertina e dei più importanti Musei della città sabauda.


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COMUNICATO STAMPA di VALERIA MACCI.docx
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Evocativo”

The Artists’ Pool - London

  

Laura Bello,Helen Campbell,Carolan,

Andrea Coltman,Laurence Cammas,

Esperanza Gómez-Carrera,Marianne Frank,

Sally Grumbridge,Nick Hazzard,Patsy Hickman,

Miranda Pissarides,Szilvia Ponyiczki,

Audrey Kirk,Rilexie,Nicola Weir.

 

 

 Dal 4 novembre al 25 novembre 2017

Artgallery37 – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

Inaugurazione sabato 4 novembre ore 18.30

 

A cura dell’Associazione Culturale Collettivo37

Progetto Artistico "Evocativo" : The Artist's Pool

Testo introduttivo di Roberto Borra

Presentazione di Alessandro Merlo

Comunicato stampa di Valeria Macci

 

 

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37  ospita in anteprima assoluta a Torino, 15 artisti membri del The Artists’ Pool di Londra. Il gruppo artistico londinese e l’Associazione Culturale Collettivo37 di Torino mossi da una serie di affinità artistiche nonchè da una stretta comunanza filosofica, hanno recentemente instaurato un rapporto di interscambio artistico e progettuale, sancito nell’occasione di questa importante esposizione di arte contemporanea. Il progetto del gruppo ”The Artist’s Pool si misura con la volontà degli artisti di creare una relazione con un pubblico universale, traendo per la creazione delle loro opere, linfa dall’energia vitale delle relazioni interpersonali, dalle profondità dell’inconscio e dalla natura. La scelta degli artisti londinesi di presentare il loro progetto nel contesto della galleria torinese e di essere in gran parte fisicamente presenti durante l’inaugurazione , è un segnale significativo dell’importanza dell’arte quale “elemento aggregante”, capace di restituire al confronto umano aperto e alla comunicazione sociale e culturale diretta, un ruolo primario al di là del semplice approccio virtuale. Gli elementi di stimolazione visiva e di ricerca dell’innovazione  sono presenti nelle più svariate forme artistiche rappresentate in questo particolarissimo progetto d’arte collettiva dove pittura, scultura fotografia e incisione si intrecciano come componenti emozionali differenziati di un’unica entità fisica. Lo scopo è dunque quello di “evocare”, più che semplicemente, di “raccontare” per cui al pari dell’approccio con il quale gli artisti hanno realizzato le loro opere,   l’atteggiamento dell’osservatore ha un peso importante nel successo del progetto. Concedersi il giusto tempo di osservazione per entrare in sintonia con i flussi gestuali e con le stimolazioni percettive indotte dalle opere, è un esercizio indispensabile per poter godere appieno della bellezza dell’arte e al contempo per regalare a noi stessi, meritate emozioni. A prescindere dalla forma della quale essa sia rivestita, l’opera d’arte è materia pura dell’inconscio e/o del pensiero e la stimolante poliedricità nella quale si manifesta in “Evocativo”, offre una tangibile occasione al pubblico torinese e ai visitatori tutti, di confrontarsi con un universo di evocazioni spiazzanti e perciò “rigeneranti”. Opere che possono sfiorare o abitare i nostri spazi interiori.“L’arte non rappresenta il visibile ma l’invisibile che si annida nell’essere e nell’esistere”. Le parole di Paul Klee vibrano nel cuore pulsante del progetto “Evocativo” e ci interrogano sul valore della nostra identità e sulle relazioni che essa intrattiene con l’invisibilità dell’inconscio dei quali segreti, talvolta  solo l’arte è in grado di svelarne alcuni fuggevoli aspetti..

 

Testo di Roberto Borra

 

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www.artgallery37.com

www.collettivo37.com

https://www.theartistspool.co.uk/

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Evocativo”

The Artists’ Pool - London

  

Laura Bello,Helen Campbell,Carolan,

Andrea Coltman,Laurence Cammas,

Esperanza Gómez-Carrera,Marianne Frank,

Sally Grumbridge,Nick Hazzard,Patsy Hickman,

Miranda Pissarides,Szilvia Ponyiczki,

Audrey Kirk,Rilexie,Nicola Weir.

 

 4 – 25 November 2017

Artgallery37 – Modern and Contemporary Art Gallery

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Turin

 Opening Saturday 4 November 6.30pm

 

Organised by Associazione Culturale Collettivo37

Artistic Project: The Artist's Pool

Introductive text by Roberto Borra

Presentation of Alessandro Merlo

Press release by Valeria Macci

 

 The modern and contemporary art gallery Artgallery37 hosts for the very first time in Turin 15 artists of The Artists’ Pool, London. The artistic group from London and the cultural association Collettivo37 of Turin, similar for several artistic affinities and a common philosophy, have recently started a relationship of artistic and project exchange, sanctioned by this important exhibition of contemporary art. The project of The Artists’ Pool is inspired by the will of the artists to create a connection with the universal public, taking nourishment for the creation of their works from the vital energy of interpersonal relationships, the depth of the subconscious and Nature.The choice of the artists from London to exhibit in this gallery in Turin and, for the majority of them, to be present at the opening, is a significant signal of the importance of Art as a “joining element”, capable of reestablishing as pivotal the open human debate and the social and cultural communication, beyond the simple virtual approach.Elements of visual stimulation and innovative research are present in different artistic ways in a  collective exhibition where painting, sculpture, photography and printmaking interweave like different emotional elements belonging to an unique physical entity. Therefore the purpose is to “evoke”, rather than simply “telling”. Apart from the common approach of the artists in creating their artworks, the spectator’s view has a huge role on the success of this project. Taking one’s time to observe and empathise with the gestural flows and the perceptive stimulations induced by the artworks is an essential exercise to fully enjoy the beauty of Art, and in the meantime to gift us with deserved emotions.Regardless of the technique, the work of Art is pure matter of the subconscious and/or of the thought, and the stimulating versatility in which it shows itself in “Evocativo”, offers a tangible occasion to the public to confront with a universe of puzzling, “restored” evocations.Artworks that can touch lightly or dwell in our interior spaces.“Art does not reproduce the visible, rather it makes visible the invisible that settles in the Being”. The words of Paul Klee vibrate in the pulsating heart of “Evocativo”, they question us on the value of our identity and the relationships that the identity has with the subconscious’ invisibility, whose secrets and fleeting aspects sometimes only Art is capable of unveiling…

 

written by Roberto Borra

 

 

 

https://www.theartistspool.co.uk/

 

 


 

Irene Puglisi

offre al suo lettore tutta la percezione dinamica che solo la stampa sa offrire durante il suo lento processo creativo di imprimitura.

Quei passaggi che lasciamo alla profondità del segno tutta la suadimensione architettonica. L'incisione è l'attrice, con la quale Irene si confronta per mettere in scena la dimensione scultorea che lo spazio definisce attraverso le nostre azioni, i medium con cui corrodere il limite superficiale delle cose, per lasciare alla sua strutura molecolare tutto quella dimensione fsica dove si defniscono sempre nuovi linguaggi. Segnali rassicuranti che nella dimensione del colore offrono allo spettatore oasi dove confrontarsi con i propri pensieri. Interessante il contrasto linguistco che l’artista crea inoltre tra la lingua italiana e quella spagnola. Piattaforme dove Irene si forma, muove i suoi passi e contraddistngue la sua identità interpretativa. Abrazo, Los pies no sirven para hacer raices diventano la risposta critica verso tutta la letteratura iconografca con cui gli artsti informali hanno, nel corso degli anni’50—’70, sostenuto la propria critica al mondo contemporaneo. Le impressioni, scandite dalla risolutezza del colore tipografco, dal suo divenire opera nel processo di sovrapposizione delle idee editoriali, diventano l’ambiente naturale dove l’artista siciliana trattiene il suo osservatore, offrendogli quella rifessione critica dove le parole abbandonano la loro presenza grafica per dare libero sfogo alla loro complessa struttura fonetica.

La sua espressione artstica s’ispira alla metamorfosi materica che la natura compie nel suo divenire, in quella commedia linguistica dove l’artista ne carpisce i colori, ne interpreta le dimensioni materiche per lasciare ai suoi spettatori il compito di esserne complice o indignato testimone di proteste contro crimini scellerati. Terre, spezie, minerali entrano a far parte del suo medium linguistico, con il quale realizza acquarelli da cui trae ispirazione per la realizzazione delle sue opere calcografche.

Elisa Favilli

 

 

MAVIE CARTIA

Testo di Gianni Longo

Non più all'alba della sua avventura

 In questa nostra epoca povera di consapevolezza sociale,abita una mediocrità intellettuale che la rende incapace di far comprendere ad un italiano qualcosa del suo Paese. Il mondo è stanco di noi e presto si sceglierà nuovi padroni. Persino il tempo con la sua incostanza e mutabilità perenne,cancella,annulla        e fa risorgere il nostro vissuto quotidiano ambiguo e inafferrabile,non a misura d'uomo.

 Ogni frangente della vita che passa trasuda dai lavori di Mavie Cartia e,senza alcun dubbio, dominato e durevole sempre. La nostra protagonista vive nel presente,nella pura abitudine dell'attimo e la sua meraviglia si rinnova di continuo davanti al mistero degli intimi particolari della vita.

La solitudine è della Mavie,frappone fra sé e il mondo il suo studio,i suoi libri. Le necessita un luogo appartato dove non poter essere infastidita,un luogo ben trincerato in cui pensare,progetttare,essere...e incontrare il suo mondo. Nel suo registro cromatico s'affaccia tutto e il contrario di tutto e si rifugia nei frammenti di un integerrimo mondo scomparso,una realtà anche infinitamente sfaccettata,struggentemente antica e tragicamente attuale.Anche la morte feconda e riproduce incessantemente la vita nell'arte della nostra protagonista,nel suo lavoro infatti scava fino a capovolgere la natura in un futuro eternamente presente. Comprendere la ricerca di Mavie Cartia è difficile. Penetrare la sua personalità d'artista è un compito particolarmente enigmatico,ma non quello di essere stata sempre contemporanea del suo tempo e uno degli esponenti più significativi dell'arte contemporanea italiana.Per la loro bellezza e magia la Mavie ritrae quei luoghi che hanno esportato nel mondo tutto ciò che sembra celebrare la violenza e la solitudine degli uomini,di contro,prova a trasformare e ricostruire la sua vita esteriore,il suo atteggiamento nei riguardi degli altri e delle circostanze,con lo scopo di preservare ed edificare con sempre maggior sensibilità e coscienza quel percorso essenziale,puro e sublime,al quale rapporta ogni valore, che è l'arte.

 

 


Mostra d'Arte Fotografica &

Presentazione del libro

'50/70 FOTOGRAFIA e ARCHITETTURA - EDIZIONI LABO'

a cura di

Artgallery 37

Coordinamento artistico di

Luca Capuano e Alessandro Santi

‘50/’70 Fotografia e Architettura

A cura dell’Artgallery37
Coordinamento Artistico: Luca Capuano e Alessandro Santi

Dal 30 Settembre al 14 Ottobre
Artgallery37 – Galleria di arte moderna e contemporanea Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino
Inaugurazione Sabato 30 Settembre ore 19:00

“La fotografia come esperienza artistica, anche e soprattutto nella sua funzione e missione documentaria, ha a che fare inevitabilmente con la bellezza, con un’esigenza visiva di interpretazione formale, di una traduzione estetica del mondo.”
Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore città, Bompiani, Milano 1944.

Testi di Alessandro Santi

La mostra fotografica si propone come coronamento alla presentazione del libro ‘50/’70 Fotografia e Architettura redatto da edizioni Labò, da cui prende nome. Figlia della collaborazione tra Artgallery37 e Luca Capuano, fotografo professionista, specializzato nella fotografia di architettura ed operatore nel campo dell’arte.
L’amore senza filtri per la città, oltre la rappresentazione del suo valore estetico o dei suoi problemi sociali. Lo stesso amore che prova chi esplora i territori caotici delle nostre periferie e ci invita ad andare oltre, nonostante quel senso di scoraggiamento e decadentismo, a ricercare una strana bellezza non più limitata alla memoria storica del centro cittadino bensì anche alla disgregazione spontanea e non delle periferie. Malgrado il rifiuto generale a riconoscere il valore innegabile di una nuova memoria storica, l’osservatore attento percepisce nello spazio urbano il protagonista e nella realtà la scenografia.
Nell’occhio del fotografo avviene il ridisegno e il riprogetto dello spazio, creazione spontanea di una città immaginaria che però è reale solo davanti all’obiettivo. Stando assolutamente immobili si possono percepire le metamorfosi visive presenti in una città che pulsa di vita senza che nessun essere vivente vi rientri: solamente nel vuoto e nel silenzio si può arrivare ad intuire ciò che normalmente non si vede e non si sente. La semplice presenza di un passante può caricare di significati ambigui la struttura dell’immagine, facendo dell’assenza un tratto negativo, ridando all’architettura il valore di quinta o semplice sfondo. Qui il fotografo si riappropria dello spazio urbano rendendo il vuoto protagonista di se stesso: un vuoto che riempie, perchè l’assenza nell’architettura è parte strutturale e integrante del suo essere. Prende forma, in questo dialogo sottile tra architettura e fotografia, l’idea di un luogo globale come somma di luoghi diversi, senza la sparizione delle singole identità ma che attraverso codici visivi ci spinge verso una autocoscenza più radicata e un miglioramento della percezione. Questa condizione di osservatore privilegiato consente di esaminare con maggior distacco e più comprensione le contraddizioni a volte disarmanti, quanto affascinanti, della città che respira e si espande sopra e sotto i nostri piedi. La visione diventa allora una sorta di riprogettazione non visibile, il cui scopo è anche quello di percepire e intendere la relazione fra noi e il reale.
Fotografare l’architettura significa fare scelte tipologiche, storiche, oppure affettive, ma nella maggioranza dei casi vuol dire ricerca: una ricerca che cade nella folle etica lavorativa, di luoghi e relazioni anche lontani. Presuntuoso e illusorio è sperare che la fotografia possa rieducare alla visione degli spazi urbani ma probabilmente uno sguardo sensibile, centrato e riflessivo, può aiutare a rilevare ciò che si trova davanti ai nostri occhi ma spesso è irriconoscibile. La mostra in considerazione si prefissa l’obiettivo di guidare, anche solo in parte, l’occhio dell’osservatore allo spazio urbano collocando il punto di osservazione per infne proiettare lo sguardo. Proponiamo quindi questa lettura di in un periodo storico estremamente significativo per la formazione della visione collettiva di un futuro, ora passato, chiamato architettura italiana e globale, che unisce l’architettura cosiddetta colta con quella ordinaria, nel tentativo di costruire un dialogo della convivenza, tra centro e periferia, che con un pò di retorica possiamo chiamare egualitario.

LUCA CAPUANO: Studio di Achille Castiglioni, Milano.

GIULIO VALERIO MANCINI: Palazzina “Il Girasole”, Roma, 1950. Progetto: Luigi Moretti

ELODIE CAVALLARO: Cimitero Monumentale di San Cataldo, Modena, 1984. Progetto: Aldo Rossi e Gianni Braghieri

FRANCESCO SPENDIO: Appartamenti “Le Terrazze”, Faenza, 1977. Progetto: Filippo Monti

FRANCESCA FARINI e MARIANNA GRANDI: Biblioteca Walter Bigiavi, Bologna, 1973. Progetto: Enzo Zacchiroli

SAVERIO COVEZZI e MICHAEL LO MONACO: Chiesa di Santa Maria Assunta, Riola di Vergato (BO), 1980.Progetto: Alvar Aalto

ALESSANDRO SANTI: Villaggio Eni, Bologna, 1960. Progetto: L.Benevolo, V. Calzolari, M.Carini, S. Danielli, F. Gorio, M. Vittorini

 


Amantes de ida y vuelta

(Mostra itinerante)

 

Opere dell’artista Noemí Barberá Babiloni e poesie di Antonio Arbeloa

 

A cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci
Organizzato dall'Associazione Culturale Collettivo37

 

Con il Patrocinio del Comune di Torino

ARTGALLERY37

Dal 16 al 28 settembre 2017

inaugurazione 16 settembre ore 19

 

Tra arte e poesia
L’artista e lo scrittore trascorrono un anno in viaggio con il loro progetto Amantes de ida y vuelta, dove la sensualità fa da sfondo a un perfetto connubio tra pittura e poesia. La passione erotica è dipinta in più di 20 tele accompagnate da altrettante poesie che danno vita a un collage di sentimenti, tra i più reconditi delle relazioni sentimentali. Il sesso, gli intrighi, il dolore per l’assenza, l’allegria degli incontri, ciò che è impossibile da dimenticare, fino ad arrivare ai ricordi più accattivanti e nostalgici di quando tutto finisce; questo è l’ingranaggio tematico di questa esposizione poetica itinerante.
Utilizzando le parole del poeta, i suoi versi non sono una didascalia delle opere, bensì corrispondono alla capacità di mettere nero su bianco le sensazioni che l’opera evoca. Ma, come spiega l’artista, è vero anche l’esatto contrario: è stata Noemi a dar vita ai versi di Antonio, sommergersi in un mondo di sensazioni così travolgenti l’ha portata a tradurre le parole scritte in “autentiche” pennellate.
In questa fusione, lo spettatore potrà osservare e leggere senza dover seguire un ordine prestabilito: le poesie non sono una descrizione dei quadri, così come i quadri non sono un ritratto dei versi. Potrebbero addirittura esistere in modo indipendente, ma è la combinazione che dona loro grande forza.

Noemí Barberà, vincitrice della Prima Edizione dei premi “Qubo” nel settore Arte, e Antonio Albeloa vincitore del premio Alcap di poesia e il Premio Arte Blanco Pilares de la Cultura, hanno inaugurato il progetto di Amantes de ida y vuelta a dicembre, nella centralissima Galleria d’arte Colosseo, un viaggio che a febbraio li ha portati a Talavera de la Reina (Madrid) per poi approdare all’Hotel Ladron de Agua di Granada. A settembre, dopo l’esperienza presso la Sala Melchor Zapata di Benicassim, saranno finalmente ospiti della Galleria Artgallery37 a Torino, per poi raggiungere l’ultima tappa dell’esposizione alla Bohemia di Castellon.

Questo progetto tratta il tema della passione amorosa, quella onirica e proibita, ma con elementi comuni e sia gli oli su tela di Noemí che i versi del poeta trasudano di questo erotismo che risiede nella passione di quegli amanti che superano i limiti consentiti dalla società.
Amante è colui che ama ora e qui, contro le regole, colui che ama di nascosto, chi gode dei momenti inaspettati e soffre le assenze tempestose, chi ha sempre in bocca il nome del suo amante e che desidera penetrarlo credendo di morire altrimenti. 
Insomma un progetto artistico e tecnico ma pieno di sentimento, vissuti e di un’immensa bellezza nella mole delle parole e delle pennellate.

 

 

 

 

“Sono per te l’amante come il sole alla parete,

trafitto dall’ombra delle nuvole, attraversato dal gesso del nostro “storico” amoroso […]

L’amante è colui che non ha bisogno di tornare. Solo chi resta per sempre è l’amante.”

 

Antonio Arbeloa


Esposizioni ORGANIZZATE DAL COLLETTIVO37

nell'ambito di Lov Vanchiglia Open Lab

domenica 17 settembre 2017

dalle 11 alle 22

 

“Collettivo 37 Scouting Art”- Spazio 19 Coworking

a cura di Roberto Borra e Alessandro Merlo

Artisti:

Francesco Chiatello-Yulia Filatova-Frida Ghiozzi-

Karla Klaser-Shayan Gharehsavari-Aleop Tur

 

“Amantes de ida y vuelta” - Artgallery37

a cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci

artista Noemi Barberà

poesie di Antonio Arbeloa

 

L’esposizione artistica “Collettivo 37 Scouting Art” è un progetto realizzato dall’Associazione Collettivo 37 di Torino e dallo staff della Galleria di arte moderna e contemporanea Artgallery37 in collaborazione con lo Spazio 19 Coworking di via Cesare Balbo 19 luogo dove verranno esposte le opere degli artisti selezionati dal Comitato Artistico della Galleria. Il progetto è funzionale all’incontro tra le realtà artistiche e culturali del quartiere Vanchiglia che con l’occasione si aprono al confronto con artisti di svariata provenienza e nazionalità orbitanti nel circuito del Collettivo 37. La mostra collettiva realizzata nell’ambito di Lov Vanchiglia Open Lab presso lo Spazio 19 Coworking si connette idealmente e fisicamente al progetto artistico- letterario dal titolo “Amantes de ida y vuelta” della pittrice spagnola Noemi Barberà e del poeta Antonio Arbeloa approdato nel Palazzo Antonelliano dell’Artgallery37 di Torino con inaugurazione sabato 16 settembre (ore 19), precedentemente presentato a Roma, Madrid, Granada, Castellon de La Plana (Valencia).
Un’occasione unica dunque per apprezzare due interessanti esposizioni d’arte contemporanea con un minimo dispendio di energie. Lo Spazio 19 e la Artgallery37 sono infatti a due passi. Due passi ben spesi per ammirare arte nel cuore del Borgo Vanchiglia, uno dei poli più attivi e propulsivi della creatività torinese.
La mostra “Collettivo 37 Scouting Art” presenta una selezione di 6 giovani artisti emergenti in rappresentanza di diverse forme d’arte visiva.


Espongono gli artisti:

 

Francesco Chiatello
Nato a Torino nel 1992, Francesco si laurea allo IED in Transportation Design e attualmente lavora come assistente marketing, illustratore e grafico. Appassionato di disegno fin da piccolo, predilige l’uso della penna a sfera e della matita, ma non disdegna la sperimentazione di altre tecniche. La parola chiave nella sua vita e nel suo lavoro è “comunicazione”, e in questa occasione propone una interessante serie di disegni, frutto delle sue più recenti ricerche espressive.

Yulia Filatova
Artista russa nata nel 1992 sui monti Urali, ha studiato presso la scuola d’arte di Valentin Serov e alla facoltà di Architettura di Mosca. Nel 2014 si è trasferita a Milano dove si è laureata, presso il Politecnico, con una tesi di architettura intitolata “Utopia sotterranea”. La sua ricerca si è concentrata principalmente sui punti di connessione tra arte e architettura. Si esprime principalmente dipingendo con maestria, su cartone che trova per strada. Dal 2010 Yulia è impegnata in numerose mostre sia in Russia che in Italia con disegni, dipinti e installazioni. Nel 2017 si è svolta a Milano la sua seconda mostra personale “Silenzio su cartone”. Attualmente vive e lavora a Milano come architetto e artista.

Frida Ghiozzi
Nata a Torino nel 1986 dove attualmente vive e lavora. Lavora nel mondo dei tatuaggi insieme al compagno ma la sua più grande passione è la pittura ad acrilico, che la ossessiona da sempre e le permette di dare vita a sogni, inferni e fantasie. La sua è una realtà d’ispirazione esoterica e surrealista, dove dal buio emergono entità che appartengono ad un altrove lontano ma allo stesso tempo insito nel profondo della mente umana. Per questa edizione del Lov Vanchiglia Open Lab propone originali dipinti e disegni dal sapore gothic-dark.

Karla Klaser
Pittrice di Zagabria, attualmente vive a Trento. Propone una serie di acrilici su tela nei quali, volti e figure si “materializzano” attraverso una tecnica definita dai critici “macropuntinismo”. Nel 2017 è stata protagonista di una rilevante mostra collettiva alla Art Gallery37 di Torino dal titolo “Astrazioni e figurazioni nell’Arte Contemporanea” curata da Roberto Borra.

Shayan Gharehsavari
Artista iraniano, nato il 22 agosto 1993 a Boroojerd, vive a Torino dal 2013. La passione per il disegno e l’architettura l’ha portato ad abbandonare l’Iran, dove non è più tornato, per proseguire gli studi in Italia, al Politecnico di Torino.
L’amore per il disegno che coltiva sin dall’adolescenza ha trasformato la sua permanenza in Italia in un viaggio architettonico che gli ha permesso di ricordare i luoghi e i momenti più evocativi del suo passato. Per l‘occasione presenta alcune opere figurative su carta, frutto delle sue ultime interessanti sperimentazioni artistiche nell’ambito del disegno e della pittura.

Aleop Tur
Aleop Tur è nato a L’Avana, Cuba, il 7 ottobre del 1990, attualmente vive e lavora a Torino. Ha sviluppato una fotografia incentrata sul tema del viaggio, essendo da 10 anni lontano dalla sua terra madre e per l’occasione presenta alcune suggestive opere fotografiche in bianco e nero frutto di una sua personale ricerca sul sociale. Ha partecipato recentemente ad una importante mostra fotografica alla Artgallery37 di Torino dal titolo “Analogico uno scatto sensibile” curata da Alessandro Santi e Valeria Macci.

 

SPAZIO 19 COWORKING – Via Balbo, 19
ARTGALLERY37 – Via Buniva, 9/ter/f

 

http://www.vanchigliaopenlab.it/LOV/artgallery-37-in-collaborazione-con-spazio-19-coworking/

 

ARTGALLERY37

Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

 

 

"TRACCE".

Collage digitali di Sandra Assandri

 

a cura di Marilena De Biase

 

Presentazione di Anna Raffaella Belpiede

 

Dal 5 al 13 settembre 2017

 

 

Inaugurazione

martedì 5 settembre ore 19.00

 

 

La galleria Artgallery37 riapre dopo la pausa estiva per una nuova stagione artistica ricca di eventi culturali non convenzionali. Il primo appuntamento vede come protagonista l’antropologa visiva Sandra Assandri con un progetto sulla Cavallerizza Reale di Torino. Poche città possono vantare un luogo come la Cavallerizza, patrimonio UNESCO dal 1997. Dal 2014 viene occupata da un gruppo di cittadini con l’obiettivo di opporsi alla vendita di quello che viene dai cittadini considerato un “bene comune” e contribuire attivamente alla sua riqualificazione e al suo riutilizzo, secondo il modello e gli strumenti della progettazione partecipata e della cittadinanza attiva: vi si organizzano assemblee cittadine, dibattiti, iniziative teatrali, musicali e artistiche aperte alla cittadinanza.

Sandra Assandri si è concentrata sugli spazi degradati e sugli oggetti abbandonati trovati nei primi mesi dell’occupazione, rielaborando il materiale con fotografie e scansioni per raccontare la storia meno nota della Cavallerizza. Il progetto si intitola, appunto, “Tracce” ed è una testimonianza, un tentativo di preservare la memoria sfocata della Cavallerizza fissandola con la precisione del digitale.

Dopo un primo anno intenso con mostre di artisti internazionali e provenienti da ogni parte d’Italia, ci è sembrato giusto ripartire da Torino, per presentare un luogo e una storia di cui si parla molto ma che probabilmente non è stata mai mostrata con questi occhi.

 

 

Genesi del progetto

Sandra Assandri

 

Il progetto nasce, nel 2014, alla Cavallerizza Reale di Torino, occupata, allora, da pochi giorni. Osservare quegli ambienti, forzatamente abbandonati dai residenti, mi ha portata a voler fissare in qualche modo l'aspetto dei luoghi e la condizione degli oggetti che ancora vi si trovavano.

Si sarebbero potute semplicemente fotografare le situazioni osservabili. Ho preferito lavorare in un altro modo selezionando oggetti disparati tra i moltissimi che ancora rimanevano e che raccontavano la vita quotidiana degli antichi residenti. Erano orfani di un passato non troppo lontano ma comunque non ricostruibile fedelmente nei particolari. Con questi e con alcune immagini di scorci e di particolari architettonici, ho realizzato composizioni ibride unendo vecchie fotografie trovate e cose dimenticate per creare testimonianze ipotetiche di momenti passati, di verosimili accadimenti e di vite vissute.

Organizzare le tracce rimaste in una sorta di racconto non era semplice, ma questi oggetti, ormai privi di cure e di affetti, appartenevano comunque a questi luoghi. Mi piaceva pensare si potesse tessere una narrazione verosimile di questo recente passato. La prima operazione e' stata fotocopiare gli oggetti. In un momento successivo, con Marilena De Biase, abbiamo utilizzato lo scanner elaborando le varie tavole e cercando di mantenere un'ipotetica continuità stilistica. Preparando queste immagini è stato inevitabile interrogarsi sul senso della memoria e sugli strumenti che possono aiutare a preservarla: la lotta contro l'oblio richiede strumenti efficaci. Abbiamo cercato di restituire una parvenza di vita a cose e spazi che, nel momento dell’abbandono, non si erano affidati alle tecnologie. Usare lo scanner permetteva di ottenere una registrazione più immediata e più materica dell'esistenza di questi oggetti, quasi-personaggi che si stavano lentamente dissolvendo. 

I criteri di raccolta sono stati, all'inizio, abbastanza casuali, legati ad una personale percezione e lettura simbolica delle cose ancora presenti nei luoghi. La scelta non pretende di essere rappresentativa e la combinazione degli oggetti resta (e vuole essere) un'interpretazione assolutamente arbitraria di un mondo non più reale e ormai ignoto. Il vecchio oggetto, si presta a raccontare la vita interiore di chi lo ha usato. E' testimonianza residua di relazioni familiari o sociali e conserva memorie implicite di conoscenze, pensieri, eventi ed emozioni. Ce le ripropone in modo metaforico ribadendone la fisicità.

L'intenzione non era un ricostruire verosimilmente momenti passati o un mettere ordine in un mondo caotico, ma disporre liberamente dei vari elementi creando tra loro relazioni per affinità o per contrasto, un tentativo di salvataggio, almeno virtuale ed immaginifico, prima che inevitabili entropie completassero la loro opera demolitrice.

Le immagini raccolte rappresentano, a mio avviso, quello che in un'ottica buddhista potrebbe essere ricondotto al concetto di “impermanenza”. La caducità del risultato non è in contraddizione con l’accuratezza del segno, la cui specificità permane nel mezzo digitalizzato. Nonostante la precisione tecnica dell'acquisizione digitale restano aperti interrogativi su come la realtà possa essere rappresentata e manipolata attraverso una visione solo apparentemente oggettiva che è quella fotografica.  E resta aperta la domanda: cos'e' davvero reale?

 

 

Creare immagini, raccontare storie – riflessioni sul mezzo tecnico

Marilena De Biase

 

A ben pensarci la creazione di immagini è la vera peculiarità dell'essere umano, la ragione che davvero ci distingue dal resto del mondo animale. Fin dalle caverne le immagini sono state il tratto distintivo dell'uomo che, attraverso la volontà del racconto, il desiderio di documentazione (quindi non un mero bisogno estetico-decorativo) ha lasciato il primo incredibile segno di sé, della propria storia. Le immagini hanno sempre raccontato storie; pensiamo ai grandi cicli di affreschi che raccontavano al popolo analfabeta le sacre scritture o celebravano le storie dei potenti.

La pittura è stata quindi per secoli la forma più potente di comunicazione, almeno fino all'avvento della fotografia, fino a quando si crearono le condizioni affinché all'arte si evolvesse passando dal documentare la realtà verosimile, al documentare le emozioni, realizzando un grande valore aggiunto al racconto delle storie.

Ora siamo nell'epoca del digitale, in cui personalmente mi sono integrata da subito (con entusiasmo fin dalla fine degli anni '80) esplorando l'aspetto della progettualità tridimensionale fino alla realtà virtuale. Questa precisazione per dire che ho subito profondamente il fascino dell'elaborazione elettronica dell'immagine scattata dal reale o “creata” con il ricorso a frammenti del reale che si possono mescolare tra loro, re-inventati di sana pianta, prodotto esclusivo della fantasia creativa. Intendiamoci, nulla che non si potesse fare anche con la pittura con il collage anche multimaterico  (le avanguardie del '900 hanno prodotto meraviglie in tal senso). Lo straordinario e che oggi gli oggetti possono essere iperrealistici (la scansione specialmente a volte ha questo effetto) pur essendo  manipolati, cambiati di scala, mettendoli in dialogo tra loro e con il contesto “virtuale” di cui li si circonda. Si può creare un linguaggio illusorio, suggerendo emozioni attraverso una verità/messaggio (poiché risulta straordinariamente verosimile) che può essere invece inganno. Certo tutto questo può essere usato intenzionalmente per indurre a pensare; mi chiedo però,se oggi l'era digitale non induca invece a rincorrere il fantastico a raccontare storie ed emozioni che si possono sostituire allo scomodo reale, specialmente  là dove i soggetti rappresentati realmente possono essere composti tra loro in modo verosimile, inseriti in paesaggi irreali, mondi “virtuali” imperscrutabili, diciamo pure “finti” cioè inesistenti, ma assolutamente (falsamente) realistici, difficili da decodificare per chi non possiede le chiavi tecniche. (fake non solo le news)

Pertanto questa possibilità di sublimazione, storicamente propria  dell'Arte, che oggi non è solo legata alla riproducibilità tecnica, che di fatto ne consente la diffusione, la massificazione, mi sembra che (al di là del fascino innegabile che esercita su chi ci lavora)  contenga in se un rischio, forse un pericolo... di indurre ad una confusione/sostituzione del reale con un più comodo o confortante virtuale, perdendo progressivamente di vista la realtà talvolta drammatica e ingombrante dei nostri tempi; storie irreali ma verosimili, magari compiacenti, in sostituzione della storia vera, scomoda e difficile.

La domanda quindi è: quali storie vogliamo raccontare? 

Certamente sta a chi manipola, pensa, progetta le immagini, (l'artista?) sviluppare ed assumere un'etica nel racconto che, cosciente della potenza del mezzo espressivo, sia anche di servizio all'approfondimento. Solo così si realizza, a mio parere, in questa società così complessa, il ruolo specifico ed insostituibile  dell'arte.

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

 

Martedì – sabato, 16-19.30

Domenica e lunedì chiuso

 

Ingresso libero

Tel. 3388300244

www.artgallery37.com

 

Informazioni

Ufficio Stampa Collettivo 37 e Artgallery37

Valeria Macci 

cell. 340 2923295

 

Alessandro Santi

cell. 333 6851208

 

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it


 

 

CARLO IORIETTI

 

Gestualismi esistenziali

 

nell’arte contemporanea

 

 

 

Dopo il successo della mostra degli artisti Gianpaolo Basso,Giorgio Billia,,Maurizio Filippi,Ciro Guerra,Karla Klaser e Realto dal titolo"Astrazioni e figurazioni nell'arte contemporanea" a cura di Roberto Borra, la Galleria Artgallery 37 prima della chiusura estiva presenta un'importante esposizione personale del maestro Carlo Iorietti.

Il pittore piemontese è reduce da rilevanti  mostre in Sicilia, presso il  Centro Vitaliano Brancati di Scicli , in Liguria, nelle sale medioevali del Museo Commenda di Pre a Genova e con il Collettivo 37, a L’Avana,Cuba presso Il Centro Fucina des Artistas.

 A Torino presenta una serie di oli su tela , in gran parte rappresentativi della sua “anima informale”, concepite e realizzate negli ultimi due anni.Tre sole ma significative sono le opere di espressione figurativa che si potranno ammirare nell’esposizione torinese.La mostra curata dalla critica e storica dell’arte Cinzia Tesio, rappresenta un’opportunità unica per entrare nel mondo di questo artista molto apprezzato non solo da un pubblico sempre piu’ vasto di appassionati d’arte e di collezionisti ma anche da molti importanti e qualificati operatori del mondo accademico e del settore artistico.

Cinzia Tesio a proposito dell’arte di Iorietti afferma: c’è un qualcosa di spirituale nella sua pittura che si stempera e diventa mistero.

Ed è infatti nel suo mondo misterioso che egli ci conduce senza mediazioni, immergendoci in  originali e possenti  “prospettive architettoniche dell’inconscio” dove il colore traccia netti  confini tra l’energia positiva sprigionata da vigorosi cromatismi che si alternano  e convivono con i neri profondi a rappresentare i lati oscuri propri dell’esistenza umana . I suoi mondi immaginifici interiori pare vengano forgiati nel grembo di quei  “gestualismi esistenziali” frutti maturi di una creatività intensa, avvalorata dal rigore di solide basi accademiche e mediata da una sensibilità umana e artistica davvero unica.

L’arte del pittore Carlo Iorietti è nutrimento spirituale per le nostre esistenze ma è al contempo foriera di  una dimensione che conduce l’artista in “quell’altrove”, che tutti vorrebbero raggiungere.

Arte vera dunque quella di Iorietti, da apprezzare e gustare lentamente, poiché intingere la tela con gesti che rendano durevole l’emozione è esclusivo patrimonio degli artisti di razza,categoria alla quale il pittore piemontese appartiene a pieno titolo.

 

Roberto Borra

 

 

 

CARLO IORIETTI /Biografia

 

 Si diploma alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Inizia la sua attività espositiva nel 1987 con una mostra personale ad Aosta presso la Sala d’Arte Comunale, nel 1989 espone i suoi lavori alla Fiera di Arte Contemporanea di  Bari, nel 2011 allo Spazio Artefilia di Torino,nel 2012 alla Galleria Daimon Art di Torino e nel 2013 in “Volti del Tibet” alle Scuderie della Tesoriera di Torino.Partecipa a varie collettive a Torino nel Palazzo degli Antichi Chiostri, a Verbania presso la Sala della Resistenza,alla Società delle Arti di Torino.Tra le esposizioni più recenti annovera “Percorsi Difformi” alla Galleria La Conchiglia di Torino ed alla Galleria 20, ”Percorsi di estetica contemporanea”. Nel 2015 ha esposto nella collettiva alla “Art Gallery-The Tabernacle” di Londra. E’ uno degli artisti  fondatori del “Collettivo37” di Torino. All’attività pittorica ha affiancato il restauro di affreschi,decorazioni e dipinti su tela eseguendo lavori sotto la tutela dei Beni Artistici e Architettonici del Piemonte. Ha  partecipato al  Progetto itinerante "Via Crucis37" partito dalla Chiesa di San Vittore nel Complesso Carlo Albertino di Pollenzo sede dell’Unesco e poi approdata nella Chiesa romanica di San Rocco a Condove e successivamente all’Abbazia di Novalesa . Rilevante la sua partecipazione alla mostra "Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo" a cura della Dssa Cinzia Tesio che lo ha inserito nel  novero dei cinque artisti contemporanei al fianco dei grandi artisti dell'800 e del 900,Carrà,Sironi, De Pisis per citarne alcuni. Nel marzo 2016 ha partecipato alla mostra “Il volto e l’anima” presso la medioevale“Casa degli affreschi” di Novalesa e all’esposizione “L’espiritual en l’art” in Spagna. Importante la sua partecipazione alla mostra “Frammenti di arte moderna e contemporanea” presso la Artgallery37 di Torino che lo ha visto protagonista accanto a nomi quali: Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Marc Chagall,Giorgio De Chirico.  Nel 2017 ha partecipato con la personale “Auschwitz.Il viaggio non voluto” al Progetto itinerante “Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei” presso il Museo Commenda di Prè a  Genova, poi ospitato al Centro Vitaliano Brancati di Scicli e all’Artgallery37 di Torino. Sempre nel 2017 Cuba lo ha visto protagonista della mostra “Torino-L’Avana,anima unica” con il Collettivo 37 al Centro d’arte “Fucina des Artistas”. Attualmente è Presidente dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino e Direttore Artistico  della Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino. Le sue opere sono presenti in varie collezioni private e presso sedi di enti istituzionali e museali italiani.

 



“ASTRAZIONI E FIGURAZIONI NELL’ARTE CONTEMPORANEA”

GIANPAOLO BASSO, GIORGIO BILLIA , FILIPPI. CIRO GUERRA, KARLA KLASER, REALTO.

 

a cura di ROBERTO BORRA

 

 presenta  MARINA ROTA

(Giornalista e scrittrice)

 

GIOVANNI CORDERO

(Responsabile Arte Contemporanea 

Soprintendenza beni storici e artistici del Piemonte)

 

 intervento critico di

JAQUELINE CERESOLI

(Storico e Critico d'arte Exibart)

Video Artisti e mostra You Tube

Cenni critici sull'Evento di Jaqueline Ceresoli(Storico e Critico d'Arte) 


 

ARTGALLERY37
GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

dal 16 giugno al 8 luglio 2017

 

Vernissage  venerdì 16 giugno ore 19

 

 

Orario Mostra: dal martedì al sabato dalle ore 16 alle ore 19,30

 

 

 


 

La mostra “Astrazioni e figurazioni nell’Arte Contemporanea” a cura di Roberto Borra presenta un variegato scenario di 6 artisti emergenti che nelle sale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino si confrontano proponendo al pubblico torinese opere d’arte pittorica e di tecnica mista, derivanti da espressioni artistiche alquanto eterogenee.

 Il confronto diretto tra l’arte informale, emblematica della libertà espressiva più estrema e dominata da moti interiori, quasi  trascendentali e l’arte figurativa, espressione di mondi più prosaici, legati all’elemento razionale ed alla rappresentazione del mondo esterno, appare stimolante e ricco di spunti di valutazione.  L’esposizione si ripropone di porre all’attenzione e di far conoscere attraverso i loro progetti , artisti di indubbio valore che a prescindere dal loro precedente percorso espositivo, meritano una particolare attenzione. La Artgallery37 che ha ospitato opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Giorgio de Chirico, offre l’occasione ad un vasto e qualificato pubblico di osservare in un contesto espositivo ideale, le opere di pittori emergenti rigorosamente selezionati dal Comitato Artistico della galleria. Dei sei artisti presenti, Guerra e Realto propongono progetti nel segno  dell’arte informale. mentre Basso, Billia, Filippi e Klaser ci conducono nelle loro espressioni di  taglio figurativo. In realtà non si tratta di una mostra collettiva convenzionale ma di un evento che dedica un focus alle capacità progettuali di alcuni artisti, essi stessi parte attiva nel sistema dell’arte contemporanea a prescindere da questioni prettamente generazionali. Anche da questo punto di vista la mostra propone quella trasversalità  espressiva e generazionale in grado a nostro parere di garantire un virtuoso interscambio di esperienze e di conoscenze non solo di carattere artistico ma anche sociale e culturale.In relazione ai riscontri di critica e di pubblico ottenuti durante questa importante esposizione, gli artisti, avranno in seguito  l’opportunità di essere inseriti in eventi di carattere regionale, nazionale ed internazionale proponendosi come parte attiva in stimolanti progetti artistici e culturali.

I pittori selezionati per la mostra “Astrazioni e figurazioni nell’arte contemporanea” provengono dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Trentino e, pur parlando linguaggi profondamente diversi, sono accomunati da una profonda esigenza  di sperimentazione artistica e di libertà espressiva che esplicano sia attraverso l’utilizzo di personalissime tecniche pittoriche, sia con un approccio all’arte diretto e viscerale. La mostra curata da Roberto Borra, sarà presentata dalla giornalista e scrittrice torinese Marina Rota.

 

 Artisti in esposizione.

 Karla Klaser, artista di Zagabria che attualmente vive a Trento, propone una serie di acrilici su tela nei quali, volti e figure sembrano “materializzarsi” dal ventre di  universi astratti. Attraverso la sua tecnica denominata macropuntinismo, la Klaser realizza ritratti e figure umane utilizzando ampie campiture pittoriche, virtuose spatolature che tessono volumetrie pervase da cromatismi intensi e piacevolmente inusuali. Il suo lavoro talvolta appare sospeso in un’area di confine tra il razionalismo figurativo e la libertà espressiva e viscerale propria dell’universo informale. Degna dunque la sua presenza in un’esposizione che contiene entrambe le modalità di espressione artistica che la Klaser è in grado di proporre con autorevolezza, al pubblico torinese.

 Giorgio Billia, dopo la frequentazione a Torino del Liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti, passa all’insegnamento di materie artistiche presso il  Liceo Artistico A. Passoni di Torino. All’esposizione torinese presenta alcune interessanti lavori figurativi a tema il ritratto, in grado di ricondurci all’essenza della sua personalità artistica. Le sue opere pur pervase da una voluta venatura  di sottile incompletezza, vivono di una forte intensità espressiva, in parte  generata dalla scelta dei soggetti, colti e ritratti in vigorose visioni frontali in grado di accentuare l’impatto emotivo nell’osservatore, come si evince da recenti studi sulla psicologia legata alla fruizione artistica museale. Nell’artista Maurizio Filippi, l’espressione artistica è diretta ed immediata. In lui pare che  Il vissuto ed il pensato si traducano istantaneamente in segni espletati con una tecnica mista molto materica senza nessuna mediazione esterna. Sulle sue tele  l’opulenza e le contraddizioni delle società dei consumi vengono vivisezionate e rigenerate con originale compostezza ed ironia e, al contempo, con spietata lucidità. Oltre alle sue graffianti icone concettuali, Filippi offre alla platea torinese l’occasione di osservare alcuni dei suoi ritratti più intensi e significativi di grandi personaggi che hanno fatto la storia della musica e della cultura, realizzati con ensemble di materiali compositi tra i quali spicca il silicone. Nella dinamica del confronto-incontro con l’arte figurativa, Ciro Guerra è nell’attualità del suo fare artistico un degno rappresentante dell’arte informale pur essendosi formato artisticamente,come consuetudine di molti pittori, nel grembo del linguaggio figurativo. L’artista nasce a Napoli nel 1957 e risiede a Torino dal 1981 dove vive e lavora. Dopo aver frequentato la scuola "International School Corporation" di disegno, pittura, grafica pubblicitaria prosegue il suo percorso artistico nella più totale libertà artistico espressiva come ben evidenziato dall’utilizzo di svariate tecniche con il supporto di acrilici,di colle, gesso  e sabbia che incide con una gestualità quasi arcaica in grado di produrre segni e graffitismi  pittorici di buon pregio artistico. Ha realizzato grandi istallazioni grafiche/pittoriche tra le quali spicca quella per il passante ferroviario di Torino (piazza Statuto). Nel novero dei partecipanti all’esposizione torinese, spicca per capacità progettuali Realto, artista siciliano trapiantato a  Milano. Come ben evidenziato dalle parole di Jacqueline Ceresoli  dopo la serie di Cromotipi, l'autore intreccia pittura, musica con l’esistenza, dando forma a una poetica dell'immanenza con una selezione di opere presentate per la prima volta in occasione della mostra torinese, tratte dalla nuova serie Dialoghi Muti, su carta Hahnemühle preparata sulla base di tecniche pittoriche del' 400, con impasto di tempera d'uovo”. Questo progetto in itinere è li a dimostrare che le capacità progettuali e le espressioni artistiche concettuali possono essere, se concepite da un vero artista, foriere di arte alta. Altro artista degno di nota presente all’esposizione torinese è  Gian Paolo Basso, un figurativo tecnicamente ineccepibile. Nasce nel 1975 e si laurea in Pittura, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è stato allievo del Maestro Ottavio Mazzonis. Il suo percorso artistico è ricco di importanti esposizioni collettive e personali in Italia: Firenze, Roma, Venezia, Bologna, Pietrasanta, Torino e all’estero: Parigi, Praga e Sofia. All’incontro con il pubblico torinese l’artista di Baldissero d’Alba (Cn) propone una serie di intensi ritratti realizzati pittoricamente su basi innestate di sabbiature che conferiscono un particolare rilievo alle figure già autonomamente ricche di pathos e di profondità.Si tratta di rappresentazioni pittoriche di volti di anziani dai toni quasi monocromatici e dalle rugosità suggestive ed esasperate di grande impatto visivo ed emozionale.  

 

                                                     

Ufficio Stampa Artgallery37

 Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

 Valeria Macci
cell. +39/ 340 2923295

 press.artgallery37@gmail.com

 artgallery37@virgilio.it       www.artgallery37.com

 Roberto Borra - 338/8300244


BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI. CARMELO CANDIANO DA SCICLI A TORINO,L'ANIMA DELL'ARTISTA SICILIANO.

A CURA DELLE BIBLIOTECHE CIVICHE TORINESI E DELL'ASSOCIAZIONE COLLETTIVO 37 DI TORINO


Giovedì 15 giugno ore 18,30 serata letteraria con presentazione del libro di Monica Lanfranco " UOMINI CHE ODIANO AMANO LE DONNE"


Importante Evento in Galleria! Un  felice connubio tra la grande Arte e la grande Poesia.

Da non perdere, giovedi 8 giugno alle ore 18,30 la lettura delle poesie di Rita Pacilio

tratte dalla raccolta "Prima di andare" La Vita Felice editore

ed il dialogo tra l'autrice, AnnaRaffaella Belpiede  e Carlo Molinaro.

 


 

 

LA MOSTRA DI DIPINTI E SCULTURE DI CARMELO CANDIANO SI SPOSTA DALLA GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA ARTGALLERY37 SI SPOSTA ALLA BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI.

 

 

"CARMELO CANDIANO.DA SCICLI A TORINO.L'ANIMA DELL'ARTISTA SICILIANO

dal 13 giugno al 27 giugno 2017

 

BIBLIOTECA CIVICA  VILLA AMORETTI-TORINO

 

allestimento a cura dell'Associazione Collettivo 37

e dello staff Artgallery37

 

 

 

 


“Omaggio a Giacomo Puccini. Vissi d'Arte, vissi d'Amore”

mostra d'Arte - 8 giugno - 9 luglio 2017

presso Fondazione Festival Pucciniano - Torre del Lago Puccini (Lucca) , Via delle torbiere.

 



L’Associazione Culturale Collettivo 37 e lo staff della Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 hanno dato il proprio contributo artistico e partecipativo a sostegno del prestigioso progetto del  Comitato Archivio Artistico-Documentario Gierut  che, in concomitanza con la presentazione ufficiale del prezioso volume “Omaggio a Giacomo Puccini. Vissi d'arte, vissi d'amore” pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori ha istituito presso  Il foyer del Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago dall'8 giugno sino al 9 luglio 2017 una  mostra-evento a cura di Lodovico Gierut e Marilena Cheli Tomei.L’esposizione riveste una notevole  rilevanza artistica frutto di una accurata selezione delle opere e della preziosa collaborazione della Fondazione Festival Pucciniano. All’esposizione saranno presenti  artisti ampiamente storicizzati affiancati da emergenti di consolidata fama. Interessante la trasversalità generazionale degli artisti in esposizione nonchè l’eterogenea presenza di stili ed espressioni artistiche in grado di arricchire e rendere l’esposizione particolarmente stimolante e variegata.Il primo appuntamento, con un alto e voluto numero di presenze, fa parte di un progetto itinerante sicuramente non usuale in quanto è stato pensato dai curatori in maniera diversa di volta in volta sia per gli spazi messi a disposizione da Enti, Fondazioni, Gallerie, Associazioni con sede in Italia, sia per le scelte degli artisti (due, cinque, quindici o più, ad esempio) come per le Opere pucciniane interpretate dagli stessi, realizzate con tecniche così varie da avere una valenza quasi didattica: ad ogni 'tappa' verranno poi accostati momenti culturali. La Rondine”, di cui si celebrano i cento anni dalla 'prima', Turandot, Tosca, La Bohème, Madama Butterfly (ovvero i cinque capolavori scelti per rappresentare, a luglio e ad agosto, la 63esima edizione del Festival Puccini nel Gran Teatro all'aperto Giacomo Puccini e nell'auditorium Enrico Caruso.Tra le firme presenti con uno o più lavori: Luca Alinari, Roberto Armiliato, Sara Baldinotti, Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi, Riccardo Benvenuti, Marcello Bertini, Gianfranco Bianchi, Marco Bianchi, Renato Bonetti, Alberto Bongini, Roberto Borra, Roberto Braida, Alberto Branchetti, Sigifredo Camacho B., Silvano Campeggi, Agostino Cancogni, Renato Cantoni, Gianni Carretti, Giuseppe Carta, Emiliano Chiti Vertax, Anna Chromy, Marzio Cialdi, Lorenzo Cinquini, Lido Contemori, Dade, Franco Del Sarto, Andrea di Carpegna Varini, Gianni Dorigo, Enzo Fabbiano, Massimo Facheris, Feofeo, Cleofe Ferrari, Maurizio Filippi, Johnny Frog, Sabino Galante, Debora Gambino, Marta Gierut, Gian Paolo Giovannetti, Andrea Granchi, Paolo Grigò, Paolo Gubinelli, Amedeo Lanci, Paolo Lapi, Paolo Lazzerini, Grazia Leoncini, Arturo Lini, Giuseppe Lippi, Riccardo Luchini, Renzo Maggi, Clara Mallegni, Aurora Manfredi, Andrea Marchesini, Annamaria Maremmi, Sergio Mazzanti, Giovanni Mazzi, Ivano Mazzucchi, Alessandro Merlo, Giacomo Mozzi, Tito Mucci, Bruna Nizzola, Roberto Orangi, Roberto Panichi, Stefano Paolicchi, Lorella Perletti, Elena Rede, Antonio Sassu, Marcello Scarselli, Vittorio Simonini, Gianni Maria Tessari, Gianni Testa, Luisella Traversi Guerra, Paola Vallini, Gabriele Vicari. Al gruppo sono stati aggiunti anche alcuni nominativi dell'Accademia di Belle Arti in Firenze: Giuseppe Amorim Esposito, Giulia Bianchi, Francesco Forini, Gemma Mazzotti, segnalati dall'Associazione Ponte degli Artisti la quale, con altre Associazioni, collabora col Comitato Archivio artistico-documentario Gierut che per l'occasione ha avuto vari patrocini e sostegni culturali tra i quali quello dell’Associazione Collettivo 37 di Torino che partecipa all’iniziativa anche dal punto di vista artistico proponendo le opere di Alberto Bongini, Roberto Borra e Alessandro Merlo. Il Collettivo 37 ha pre-selezionato per il Comitato Gierut alcuni artisti torinesi che si sono messi in luce per le loro interessanti produzioni artistiche. Si tratta in particolare di: Maurizio Filippi, Sabino Galante e Debora Gambino. Oltre ai torinesi va notato il contributo all’iniziativa da parte di artisti toscani che con il Collettivo 37 di Torino hanno un legame speciale, avendo di recente partecipato ad una importante mostra presso la “Artgallery 37” dal titolo Artisti Toscani a Torino” a cura di Lodovico Gierut e Marilena Cheli Tomei. Si tratta di : Marzio Cialdi, , Paolo Lazzerini, Clara Mallegni e Annamaria Maremmi.

 

http://i83072.wixsite.com/gierut

info:lodovico@gierut.it

 

 


LA GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA "ARTGALLERY37" E' UNA DELLE LOCATION SELEZIONATE PER IL "SALONE OFF" DEL

"SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2017".

 

 

Le foto del vernissage della mostra di Carmelo Candiano alla Artgallery37


ARTGALLERY37-Via Buniva 9Ter/f-Torino

 

 Comunicato stampa programma esposizioni “Salone Off” 2017 di Torino e

“Tributo al 150° anniversario dalla nascita di Pirandello e all’Arte Siciliana.”

 

Sedi Eventi:

 Artgallery37 – Biblioteca Civica di Villa Amoretti– Liceo artistico Cottini – Torino

 

 Nel contesto:

“Salone Off” e “Tributo al 150° anniversario dalla nascita di Pirandello e all’Arte Siciliana”.

 

A cura di Associazione Culturale Collettivo 37, Biblioteche Civiche Torinesi, Circoscrizione 2 e Circoscrizione 7  Città di Torino.

 

 

 Mercoledì 17 maggio alle ore 18,30 con la presentazione del libro “Parole Madri –ritratti di femministe: narrazioni e visioni sul materno, Edizioni Marea , 2017 , si inaugura alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37  di Torino il primo appuntamento nell’ambito degli eventi del Salone Off  2017 a cura dell’Associazione Collettivo 37 di Torino in collaborazione con la

Circoscrizione 7 della Città di Torino e le Biblioteche Civiche Torinesi. Monica Lanfranco è laureata in filosofia,è giornalista e formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto. Il libro si chiede in che modo dirsi femministe si incontra (e configge) con l’esperienza della maternità. Giovedì 18 maggio alle ore 18 la Circoscrizione 2 della Città di Torino nel contesto del 150° anniversario dalla nascita di Pirandello propone alla Biblioteca Civica di Villa Amoretti un'edizione speciale del Festival Nazionale con letture scelte dalle novelle e dai romanzi dello scrittore e drammaturgo agrigentino.  Sabato 20 maggio alle ore 18,30 sempre in onore del 150° anniversario dalla nascita di Pirandello, la Artgallery37 ospita  l’attrice Maria Rosaria Bonaiuto con lettura di brani tratti dalla novella La Giara e dal romanzo Uno, nessuno e centomila, con intermezzi musicali della musicista iraniana  Elahe Khalesi che suonerà alcuni brani tratti da sue composizioni, al Santur, antico strumento di origini persiane.

Lunedì 22 maggio alle ore 18,30 si inaugura presso Artgallery37 la mostra di pittura e scultura dal titolo “Carmelo Candiano. Da Scicli a Torino l’anima dell’artista siciliano” a cura del critico Angelo Mistrangelo. La mostra,  ideata dalla scrittrice Anna Raffaella Belpiede in collaborazione con l'Associazione Collettivo37 di Torino, rende onore all'arte del maestro siciliano, esponente di spicco del noto Gruppo di artisti di Scicli  (Guccione, Sarnari, Polizzi, Sonia Alvarez..) La presentazione e’ a cura di Angelo Mistrangelo e della scrittrice Marina Rota con l’introduzione di Anna Raffaella Belpiede. La mostra riveste particolare importanza in quanto si tratta della  prima esposizione personale dell'artista, nella città di Torino. La mostra rimarrà aperta fino al 10 giugno. A questo evento realizzato nell'ambito del Salone Off nel quartiere Vanchiglia, seguirà con inaugurazione Martedì 13 giugno alle ore 18,30 una seconda esposizione , che proseguirà fino al 27 giugno , presso la Biblioteca Civica di Villa Amoretti a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi e dell’Associazione Collettivo 37 di Torino. Questo secondo evento, proposto  a Salone Off concluso, si pone  nel più ampio contesto del tributo offerto dalla Città di Torino (Circoscrizione 7 e Circoscrizione 2) al 150° anniversario dalla nascita di Pirandello e all'arte siciliana. Nel complesso la mostra di Carmelo Candiano presentata nelle due sedi torinesi  propone una significativa serie di  dipinti e sculture rappresentative della produzione artistica del maestro dall'anno 2000 al 2015. La mostra è corredata da un catalogo a cura dello Staff Grafico Artgallery37 con i testi di Angelo Mistrangelo e di Roberto Borra.

 La programmazione degli eventi a cura dell’Associazione Culturale Collettivo37 e delle Biblioteche Civiche Torinesi nell’ambito del Salone Off  prosegue Venerdì 19 maggio e Martedì 23 maggio alle ore 9 con la Lectio Magistralis del maestro siciliano  presso il Liceo Artistico Cottini di Torino. La lezione sarà improntata sull’ evoluzione delle tecniche di fusione del bronzo in età greca, con approfondimenti sui Bronzi di Riace in relazione alle tecniche di fusione e lavorazione contemporanee. Nella seconda parte della lectio, l’artista approfondirà gli aspetti delle tecniche preparatorie delle maschere di cartapesta del ‘700 veneziano.

 

Roberto Borra

 

 

 

MOSTRA DI DIPINTI E SCULTURE DAL TITOLO

 

"CARMELO CANDIANO.DA SCICLI A TORINO.L'ANIMA DELL'ARTISTA SICILIANO

dal 22 maggio al 10 giugno 2017

 

ARTGALLERY37

VIA BUNIVA 9 TER/F TORINO

 

INAUGURAZIONE

LUNEDI 22 MAGGIO ORE 18,30

 

 

 

 

CARMELO CANDIANO

Testo critico di Angelo Mistrangelo.

tratto dal Catalogo della Mostra

 

 

 FORME DA PROFONDI SILENZI

 

Se mi desti t’ascolto,

e ogni pausa è cielo in cui mi perdo,

serenità d’alberi e chiaro della notte.

 

 Salvatore Quasimodo

 

 

L’indagine intorno alle forme nello spazio, al rigore assoluto dell’immagine evocata, alle cadenze di un linguaggio che unisce una «Piccola finestra» all’essenzialità di «Due colonne», rappresentano alcuni aspetti della stagione artistica di Carmelo Candiano, il valore di una ricerca tra atrattismo ed entità figurale, materia e colore, in una sorta di poetica scrittura.Pittura, scultura, segno, diventano momenti di un dialogo continuo e inesausto con l’ambiente, la natura, i silenzi di un’intera esistenza mutuati dalla profondità dalle quotidiane riflessioni, dall’adesione al territorio, dalle frasi musicali di Vivaldi che sottolineano i percorsi di un’arte che trasmette il clima di meditate nature morte, anemoni rossi e di una «Venere Landolina». Un discorso che si apre sui paesaggi, le colline, la campagna della natia Sicilia, mentre all’interno dello studio si scoprono tele appena abbozzate, pennelli, colori, pietre, legni, disegni che gli consentono di delineare un universo di immagini, di melograni, di girasoli immersi in atmosfere rarefatte, controllate, metafisiche.

E per questo appuntamento torinese, Candiano propone una puntuale ricerca espressiva che si snoda dalle forme della scultura alla misurata definizione dei dipinti, in una nitida resa del soggetto sia questo un «Interno con carrube» o una «Forma astratta» composta con ciotoli di spiaggia e pietra lavica.Una pietra che trova riscontri nei versi di Salvatore Quasimodo:«...mi giunge il vento se in te mi spazio,/ con esso il mare odore della terra/ dove canta alla riva la mia gente...» (da «Terra»).E la terra diviene storia, incontro, suggestione di sguardi, di attese, di magiche luci che annunciano il giorno e svelano una «Natura morta in rosa» o una figura femminile dormiente o ancora una «Finestra nera» in cartone assemblato.

 In ogni opera di Candiano nulla è affidato al caso, ma linee e colori sono disposti in modo da esprimere il senso della personale lettura della realtà, della volontà di comunicare le sottili emozioni di una vita scandita tra Scicli, Firenze e Venezia dove si è formato all’Accademia di Belle Arti. Esponente del Gruppo di Artisti di Scicli, che annoverava, tra gli altri, le personalità di Piero Guccione, Franco Sarnari e Sonia Alvarez, Candiano ha esposto nel 1987, invitato da Vittorio Sgarbi, alla mostra «La Natura Morta nell’arte Italiana del Novecento» al Castello Estense di Mesola (Ferrara), mentre nel 2017, la Fondazione Benetton ha acquisito l’opera «Finestra sul Mondo». Osservando l’attuale «corpus» di lavori, si avverte il rapporto tra i «d’après» riferiti a Caravaggio e Antonello da Messina e l’intensa «Crocifissione», che mette in evidenza un dettato legato ai vibranti itinerari dell’Arte Sacra.

E sono luci, impressioni, ricordi di un tempo che riemerge dal passato e, contemporaneamente, costituiscono l’interiore energia di una singolare visione e creatività.

La materia, il dato cromatico e le atmosfere della sua terra, caratterizzano un racconto segnato da significativi accadimenti, ombre, composizioni astratte e scansioni di una figurazione liricamente interpretata nello spazio della memoria.

 

 

 

  

 

CARMELO CANDIANO

 Biografia

 

Carmelo Candiano nasce a Scicli, provincia di Ragusa,il 28 settembre 1951.

 Esponente del noto Gruppo di artisti di Scicli ( Guccione, Sarnari, Polizzi, Sonia Alvarez, ecc), si è formato all’ Accademia della belle arti di Firenze e di Venezia.Nel 1972 trasferitosi a Firenze, si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Nell’anno successivo frequenta i corsi di Viani  all’Accademia di Venezia, città in cui vive fino al 1979-80. Nel 1980, tornato definitivamente in Sicilia, a Scicli, trova un clima culturale, particolarmente vivace, grazie all’apporto di numerosi artisti che avevano dato vita al Movimento Vitaliano Brancati e a “Il Giornale di Scicli”. Stringe amicizia con Piero Guccione, Sonia Alvarez, Franco Sarnari, artisti con cui instaura un dialogo e un confronto artistico ricco e stimolante. In questi anni inizia ad esporre le prime sculture e disegni. Nel 1981 partecipa ad una collettiva a Palermo alla Galleria La Tavolozza insieme a Alvarez, Guccione, Polizzi, Sarnari e del 1982 è la prima personale alla Biblioteca Comunale di Scicli.Gli anni Ottanta si susseguono ricchi di mostre a Ragusa, Roma, Donnalucata.

In questi anni partecipa ad importanti esposizioni nazionali ed internazionali: in Francia, alla FIAC di Parigi ; in Svizzera, a Basilea; in Italia,  all’Expo di Bari e all’Arte Fiera di Bologna.  Nel 1987 è invitato da Vittorio Sgarbi alla mostra “La Natura Morta nell’Arte Italiana del Novecento” al Castello Estense di Mesola (Ferrara) e, nel 1990, sempre su invito di Sgarbi, partecipa al Premio Suzara. Dopo un importante personale alla Galleria Basile di Palermo nel 1991, nel 1992 vive un momento importante sia nella vita personale – conosce Enza, la sua attuale compagna – sia dal punto di vista lavorativo. Espone in  un’importante personale a Villa Aldrovandi Mazzacorati con il patrocinio del Comune di Bologna. Successivamente vengono esposti disegni e sculture presso la Galleria Il Narciso di Roma.

Si apre un periodo intenso e pieno di lavoro e si moltiplicano le mostre, sia collettive (soprattutto insieme ai pittori del Gruppo di Scicli nel 1997 Ombre e Luce del Sud insieme ad Alvarez, Guccione, Polizzi, Sarnari), sia personali.Nel 2001 vince il 3° premio al Concorso Nazionale di Scultura nell’ambito del 50° anniversario dell’alluvione del Polesine, con l’opera Fetonte gioca con i cavalli del padre. Nel 2003 il Senato della Repubblica acquista una sua scultura in calcare tenero (Delfino) per la Collezione di Palazzo Madama in Roma.Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia - Padiglione Sicilia e alla Mostra Sud Est presso il Museo della Cattedrale Ragusa organizzata dalla Galleria Lo Magno

Nel 2016 il maestro Carmelo Candiano espone presso le sedi di Palazzo Spadaro del Municipio di Scicli. quasi quaranta opere, realizzate in un periodo che dal 2003 al 2016: sculture, olii, matite. Nel 2017 la Fondazione Benetton, arte e imago dal mundo, ha acquisito la sua opera Finestra sul Mondo.

 Il 2017 lo vede per la prima volta protagonista di una mostra personale a Torino con l’esposizione di sculture e dipinti in due distinte sedi: Nel Palazzo Antonelliano della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37  e, a seguire, nella sede della Biblioteca Civica di  Villa Amoretti . La mostra ideata dalla scrittrice Anna Raffaella Belpiede è presentata da Marina Rota  insieme al critico e giornalista del quotidiano “La Stampa”  di Torino Angelo Mistrangelo curatore dell’evento, realizzato nell’ambito del “Salone off 2017 ” (Salone Internazionale del libro di Torino). In questo contesto l’artista siciliano ha tenuto alcune Lectio Magistralis presso la Biblioteca Civica  di Villa Amoretti e nella sede del Liceo Artistico Cottini di Torino.

Attualmente Carmelo Candiano è Presidente del Movimento Culturale Vitaliano Brancati di Scicli.

 

 

 

Associazione Culturale Collettivo 37 e Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37

 

 

L'associazione culturale no profit "Collettivo37" nasce a Torino nel maggio del 2015 su iniziativa di quattro artisti torinesi: Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo. L’Associazione opera per valorizzare l'arte e per offrire  agli artisti concrete occasioni di visibilità e di storicizzazione del proprio lavoro all’interno di un sistema  di confronto artistico e culturale sostenuto dal concetto di riscoperta delle proprie radici (Arte Moderna) e dell'innovazione, elemento ispiratore dell'arte contemporanea. Lo spazio espositivo Artgallery37 aperto nel settembre del 2016 si pone  quale punta di diamante delle attività artistiche e culturali del Collettivo 37. In breve tempo ha ospitato mostre d’arte di gran livello con opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Ennio Morlotti,Giorgio De Chirico ma al contempo promuovendo artisti contemporanei nazionali ed internazionali di grande spessore.

 "Questa non è una galleria", affermerebbe Magritte. Artgallery37 è infatti il luogo fisico dal quale sgorgano gli elementi essenziali di un grande sogno collettivo. È dunque un concreto spazio dell'immaginario che manifesta la sua intenzione di essere così razionale, direi, così essenziale da avvolgere chi lo abita in un abbraccio protettivo, quasi materno. Eppur questa creatura così formalmente perfetta, nasce e si sviluppa nel grembo multiforme di artisti avvezzi al guizzo anti naturalistico, al riordino non seriale del caos, all'affermazione dell'estasi quasi primigenia della libertà del gesto ed al contempo della libertà del pensiero. Prima ancora che simulacro dove esporre opere d'arte, Artgallery37 è infatti un luogo dove costruire rapporti, un centro dove sviluppare progettualità e innovazione con i ritmi e con le cadenze di un'umanità quasi perduta che perciò ha necessità urgente di ritrovarsi. Artgallery37, è uno spazio reale e definito di un sogno collettivo. Un punto di vista del pensiero che decide di tradursi in spazio fisico per dare visibilità all'invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente ogni istante ci pervade e ci rende parte dell'infinito.

La mission dell’Associazione Collettivo 37 è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte favorendo un attivo sistema di confronto sociale e culturale, basato sulla creazione di progetti condivisi  in grado di stimolare l’abbattimento di quelle frontiere sociali , culturali e generazionali che spesso frammentano e disgregano il "sistema delle opportunità" e lo sviluppo di una sana e moderna società civile.

 Con l’esposizione delle opere del maestro Carmelo Candiano, la Galleria Artgallery37 grazie ad una felice intuizione della scrittrice Anna Raffaella Belpiede ed alla concreta collaborazione della Circoscrizione 7, della Circoscrizione 2 della Città di Torino e del Movimento Culturale Vitaliano Brancati di Scicli, ospita una mostra di grande importanza, nel segno di un artista che per la prima volta espone le sue opere nella città di Torino. E la terra diviene storia, incontro, suggestione di sguardi, di attese, di magiche luci che annunciano il giorno; così Angelo Mistrangelo parla dell’arte di Candiano nella prefazione della mostra.

 La terra di Sicilia diviene storia e ritrova negli spazi della galleria Artgallery37 , all’ombra della Mole Antonelliana, un luogo dove essere letta, vissuta e amata attraverso i segni, le luci e le suggestioni di un’arte meravigliosa di cui Candiano è fiero e sapiente interprete.

 

 Roberto Borra

 

 

 

Informazioni

Ufficio Stampa Artgallery37 

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Valeria Macci
cell. 340 2923295

 

press.artgallery37@gmail.com

 artgallery37@virgilio.it

www.artgallery37.com

 

programma ARTGALLERY37 "SALONE OFF"

ESTRATTI CATALOGO MOSTRA

CARMELO CANDIANO

Da Scicli a Torino l'anima dell'artista siciliano



LE MOSTRE ARTGALLERY37  E COLLETIVO 37 .  2016-2017


 

Artgallery37

 

NELL'AMBITO DELLA MOSTRA DI MARCO VIGO

"L'INFORMALE CONTEMPORANEO"

 

SERATA CON I POETI -

ANDREA GRUCCIA E CARLO MOLINARO

PRESENTA SILVIA ROSA

 

 

SABATO 21 GENNAIO 2017

ORE 18,00

 

 

                                              


Foto del vernissage della Mostra "l'informale contemporaneo" di Marco Vigo

14 gennaio - 4 febbraio 2017

"l'Informale Contemporaneo"

mostra personale di Marco Vigo

a cura di Roberto Borra

 

inaugurazione con buffet

sabato 14 gennaio ore 18,00

 

 

link "L'informale Contemporaneo"


ARTGALLERY37

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

 “TORINO - L’AVANA, ANIMA UNICA”

 

Fucina Des Artistas in esposizione all'Artgallery37 di Torino

 

 a cura di Cinzia Tesio

 

dal 10 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017

Inaugurazione:

sabato 10 dicembre 2016 ore 18,00

 

 Artisti in esposizione: Alejandro Gomez, Daniel Collazo, Eric Alfaro, Nelson Jalil.

 

Orario Esposizioni in Galleria: da martedì a sabato ore 16,00-19,30

Giorni di chiusura domenica e lunedì

Per visite fuori orario: +39 338/8300244

Contatti:

artgallery37@virgilio.it

+39 338/8300244

Websites:

www.artgallery37.com

www.collettivo37.com

www.fucinadesartistas.com

Foto inaugurazione Mostra "Torino - L'Avana Anima Unica"


IN  MOSTRA "FRAMMENTI DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA" EVENTO INAUGURALE DELLA NUOVA GALLERIA ARTGALLERY 37 IN VIA BUNIVA 9/TER/F A TORINO. A DUE PASSI DALLA MOLE ANTONELLIANA, DALL'UNIVERSITA', DALL'ACCADEMIA ALBERTINA, DAI PIU' IMPORTANTI MUSEI DI TORINO.....UNO SPAZIO UNICO DOVE CONDIVIDERE L'AMORE PER L'ARTE.

 

 

                                                                                                                                                                  Prenota il tuo catalogo


introduzione di Roberto Borra

Preservare la memoria, vivere il presente, aprirsi ai confini di un orizzonte futuro. Lavorare ogni giorno come se fosse l’ultimo con amore, con abnegazione contro tutti i venti che spirano a tempesta e paritariamente contro le correnti usuali che portano al silenzio dell’anima.Siamo esseri umani e nel cercare il prima e il dopo di questo strano viaggio che è la vita dimentichiamo di vivere il presente o percorriamo sentieri di un’esistenza che non ci appartiene.L’arte, la musica, la scrittura possono far rifiorire quel senso di libertà e di appartenenza al genere umano di cui abbiamo in gran parte perso coscienza. Essere artisti è un privilegio per l’anima, talvolta una privazione per il corpo

poiché come ben ci insegna la storia dell’arte, spesso la pecunia è un vento che spira lontano dalle tasche dell’artista. Ma è indomabile la forza, la potenza estrema che l’arte esercita su chi ne è pervaso e praticarla è espressione della propria volontà di esistere, di poter coniugare in un unico gesto, la memoria, il vissuto presente e il futuro immaginato. Quale privilegio dunque per noi artisti del Collettivo37 che amiamo l’arte come la vita, poter ricomporre in un solo istante “Frammenti di arte moderna e contemporanea” in un’esposizione che spazia dalla pittura alla fotografia, alla scultura in un unico evento da vivere e condividere con i visitatori della mostra. Il concetto è quello di coniugare il recente passato (le radici) al presente (i rami) attraverso un variegato excursus espressivo. L’esposizione curata dalla storica dell’arte Cinzia Tesio, vanta artisti straordinari che hanno lasciato segni indelebili nell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Giorgio De Chirico, Ennio Morlotti . Al contempo propone opere di artisti contemporanei ormai storicizzati quali Marco Lodola, Mario Ceroli, Michelangelo Tallone. All’esposizione partecipano Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo, gli artisti del Collettivo 37, ideatori e fautori con Cinzia Tesio di quest’avventura nel mondo dell’arte che trova un fulcro ideale negli spazi di Artgallery37  una galleria-micromuseo  che nel più ampio contesto dei progetti del Collettivo aspira a diventare  un luogo d’arte ed un centro di cultura attiva. Un orizzonte aperto ad ogni forma di espressione artistica dove imparare a vivere l’arte (e la vita) nel segno della libertà e nel rispetto delle altrui coscienze, degli altrui pensieri.

 

 

       Inaugurazione della Art Gallery37 e della Mostra "Frammenti di arte moderna e contemporanea"

L'inaugurazione della galleria d'arte ARTGALLERY37 e della mostra Frammenti di arte moderna e contemporanea  curata dalla D.ssa Cinzia Tesio

è stato un evento anomalo e per molti versi straordinario nel contesto artistico odierno.Il successo in termini di pubblico dell'esposizione ha avuto un esito  superiore  alle più rosee aspettative ma è il positivo impatto critico di molti qualificati operatori del settore artistico e culturale a rendere appieno il  reale valore dell'evento. L'afflusso in galleria all'inaugurazione è stato di oltre 200 persone a conferma che anche il sistema delle piccole gallerie può attrarre l'attenzione di un pubblico consistente e fortemente qualificato,a patto di proporsi con eventi di alto valore artistico e culturale in luoghi accuratamente progettati per l'accoglienza dei visitatori e per l'esposizione ottimale delle opere d'arte in esposizione. Lo staff tecnico -artistico della galleria ha ottenuto già in occasione dell'evento inaugurale consensi unanimi e appassionati al pari della rigorosa curatela della D.ssa Cinzia Tesio che   con gli artisti del Collettivo 37 di Torino ha ideato e pianificato questo importante evento.



Video di inaugurazione e presentazione mostra "Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea

 


….E cercarla quest’anima, che è il misterioso declivio del quale abbiamo timore. Sognare il nostro sogno, è possibile! Qui c’è il vivere la nostra vita. Nelle trame della tela, del legno, del bucchero alberga l’essenza tessuta di noi esseri umani, finalmente attraverso l'arte…..liberi di essere.

Roberto Borra

 

 

 

PROJECT

Con Art Gallery 37 nasce a Torino un nuovo luogo di aggregazione artistica e di confronto culturale. Al contempo lo spazio si pone quale centro  d'eccellenza per grandi eventi artistici . I criteri di allestimento e i meccanismi organizzativi sono definiti da uno staff tecnico artistico specializzato che segue tutte le fasi dei progetti in essere. Riteniamo che la costante attivazione e aggregazione  di  professionalità e competenze diversificate di alto profilo, sia  un fattore importante ma al contempo percepiamo come fondamentale al di la delle qualità professionali dei  singoli  far emergere una filosofia di gruppo fortemente sentita, vissuta e condivisa.

Dunque le qualità di coesione dello staff tecnico - artistico basate su una comune percezione del valore dell'arte e dell'umanità sono elementi essenziali per un sano sviluppo dei progetti in divenire. Art Gallery 37  dunque, non è una semplice  galleria  d'arte ma, il fulcro attivo di un concreto e strutturato  progetto d'arte in costante evoluzione. La mission è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte attraverso il confronto  abbattendo le le frontiere fisiche, sociali e culturali che frammentano e disgregano il "sistema delle opportunità".  Al contempo riteniamo essenziale dare supporto e visibilità  all'arte ed agli artisti di spessore che  non sempre trovano gli ideali interlocutori in grado di "storicizzare" e far emergere le qualità  del loro lavoro. Art Gallery37 nasce come concreta espressione di un ideale connubio tra gli artisti Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo che con la creazione nel 2015 dell’Associazione Collettivo37 di Torino hanno posto le basi per l'apertura di questo ulteriore spazio dedicato all'arte moderna e contemporanea e allo sviluppo dei loro progetti nel mondo dell'arte. L'Associazione Collettivo 37  si avvale attualmente di due luoghi d'arte  differenziati: lo storico Atelier 37 laboratorio di idee e di produzione artistica, sito in Via Sant'Ottavio 37 e Art Gallery 37 in Via Buniva 9/ter/f  luogo espositivo per eccellenza ma al contempo oasi di riflessione e spazio di confronto artistico, sociale e culturale.

 

 


ARTGALLERY37 - Via Buniva 9/ter/f - Torino

e-mail: artgallery37@virgilio.it

orario MOSTRE :

da martedì a sabato ore 16,00-19,30

giorni di chiusura domenica e lunedì

per visite fuori orario  contact +39- 338/8300244