A R T G A L L E R Y37


       SPAZIO D'ARTE

       MODERNA    &

       CONTEMPORANEA





 

 

“L’arte non rappresenta il visibile ma l’invisibile che si annida nell’essere e nell’esistere”.  

(Paul Klee)

 

Dopo il grande successo della mostra personale di Emanuele Tozzoli dal titolo “Contemporary Archetypes”, la galleria di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 di Torino in chiusura della stagione espositiva del 2018  propone “Poetiche d’arte contemporanea” un’esposizione artistica collettiva di carattere nazionale che annovera la presenza di alcuni artisti internazionali. La mostra organizzata dall’Associazione Collettivo 37 di Torino è curata da Roberto Borra con la direzione artistica di Carlo Iorietti e Alessandro Merlo. Durante il vernissage l'attore teatrale Guido Tonini Bossi,reduce dallo spettacolo “Processo a Giulio Andreotti” al Teatro Carignano di Torino che ha visto la partecipazione di Carlo Caselli, Pif, Marco Travaglio e Bruno Gambarotta, reciterà alcuni brani letterari a sorpresa del suo repertorio. La varietà di linguaggi e le diversificate tecniche proposte dai 31 artisti, consentono al pubblico di compiere un significativo anche se  frammentario viaggio nel caleidoscopio dell’arte contemporanea. Dall’espressione concettuale alla pittura classica, dalla fotografia all’incisione, dalla ricerca del più puro astrattismo alla figurazione iperrealista,  le opere proposte costituiscono un efficace sunto delle personalissime poetiche artistiche individuali riunite in un suggestivo unicum espositivo. Evidente appare il confronto tra le diverse modalità di approccio all’arte, tra chi la ritiene pura espressione dell’istinto e chi  come ricerca esasperata del realismo oggettivo e chi,  ancora, come rappresentazione del proprio libero pensiero. Nella più classica tradizione della Artgallery37 è evidente anche il confronto tra le più svariate generazioni di artisti che convergono in questa esposizione a conferma dell'importanza rivestita dalla comunicazione transgenerazionale e dai processi insiti nell'arte collettiva. Poiché risulta fondamentale entrare in sintonia con i flussi gestuali e con le stimolazioni percettive indotte dalle opere consigliamo di concedersi il giusto tempo di osservazione di fronte ai lavori in esposizione per poter godere appieno della bellezza dell’arte e delle stimolazioni vitali che da essa si possono trarre. A prescindere dalla forma della quale è rivestita, l’opera d’arte è materia pura dell’inconscio e/o del pensiero e la poliedricità nella quale si manifesta in “Poetiche d’arte contemporanea” rende giustizia a quel profondo bisogno di conoscenza  tipica di chi ama l'arte e che da essa puo' trarre prezioso  nutrimento per  dare un  senso più profondo  al  proprio percorso umano ed esistenziale.

 

Testo di Roberto Borra

 

 

 

 

 


 

“Art does not reproduce what we see; rather it makes us see” (Paul Klee)

 

At Artgallery37 – Modern and Contemporary Art Gallery of Turin, that boasts the exhibition of artists like Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan, Ezio Gribaudo, from November 17 to December 8 hosts the solo exhibition of the young artist Emanuele Tozzoli. About twenty mixed media paintings from his latest production. The exhibition is curated by Roberto Borra, with the artistic direction of Carlo Iorietti and Alessandro Merlo.

For this occasion, a full colour catalogue has been published by Edizioni d’arte Ag37, curated by the Collectionart staff.

 

BIOGRAPHY

 

Born in Italy in 1989, Emanuele discovers painting in the very first years of age together with his father Dario, an artist who has been painting and creating sculptures with all types of material for over 40 years.

At the age of 7, he created his first small sculptures by assembling objects and painted his first informal abstracts, discovering a side of creative and fascinating art.

Deeply attracted by the most intimate nature of artistic research, in the following years he extended his studies to the field of music, forming adolescence as a sound engineer.

From 2007, he began composing electronic music, carrying out his research in the field of sound.

In the following years, he studied musical composition and played his productions in clubs in Italy and Europe, also publishing on various underground record labels.

He learned the restoration of antique woodworking in his grandfather's workshop and, for about 10 years, he also worked as a decorator and restorer of wall paintings together with the Turin art master Silvio Scarafiotti.

In these years of learning and work, he refines his manual skills, learns the peculiarities of color and probes the depths of the composition.

Emanuele elaborates a unique working method that summarizes all the experiences gained in the artistic and working field.

In his paintings, he uses an instinctive and visceral worklfow, through which he creates a deep connection between his inner part and the present moment.

He lives his art as a deep path of openness and knowledge, in which each painting becomes the materialization of an introspective, dreamlike and extravagant world.

He uses a recurring symbology characteristic of his style that recalls the original forms of childhood.

In 2018, he signed a contract with the Saphira and Ventura Gallery in New York, which boasts works by timeless masters such as Keith Haring, Jackson Pollock, Salvador Dali, Andy Warhol, Frida Khalo, Diego Rivera and Alberto Giacometti.

 

ARTIST STATEMENT

 

A journey through archetypes, visions and nightmares of childhood.

Attracted by the most hidden parts of human nature, it descends in its depths in search of the original figures.

Emanuele Tozzoli lives his art as a deep path of openness and knowledge, investigating the subtle nature of artistic composition.

With an instinctive and visceral workflow, it lets loose what comes from the unconscious, using a recurring symbology.

Each work is the result of a primitive flow where the painting becomes the materialization of a dreamlike and extravagant interior world.

From 2018 Tozzoli is part of the project “Top Artists 37” by the cultural association Collettivo 37 of Turin that in 2019 will involve him in relevant national museum exhibitions and from 4-17 March 2019 in an international exhibition at the Dundas Street Gallery in Edinburgh to represent Italian Art.

 

EXHIBITION

 

2018 - Van Der Plas Gallery, New York (USA)

2018 – Artgallery37, Turin (ITALY) “Contemporary Archetypes” curated by Roberto Borra.

2018 - Galleria Accorsi, Venice / Turin (ITALY)

2018 - Le Dame Art Gallery, London (UK)

2018 - Saphira e Ventura Gallery, New York (USA)

2018 - Daville Baillie Gallery, Johannesburg (SOUTH AFRICA AFRICA)

2018 – Canvas Tube / Canvas Museum, Vancouver (CANADA)

2018 – 19Karen Gallery, Mermaid Beach (AUSTRALIA)

 


Artgallery37

EMANUELE TOZZOLI “CONTEMPORARY ARCHETYPES”

a cura di Roberto Borra

 

Dal 17 novembre all’8 dicembre 2018

 

"L'arte non riproduce il visibile, rende visibile"(Paul Klee)

Questa prima personale in Italia di Emanuele Tozzoli , alla Galleria Artgallery37 di Torino è un’occasione per i visitatori di compiere un viaggio nel concetto ri-definito di  “bellezza”  in quanto  espressione primigenia della profondità del vissuto interiore e non semplicemente come rappresentazione dei codici estetici nei quali tutti, superficiamente, possiamo riconoscerci.

L’arte di Tozzoli  segue l’istinto, manifesta il profondo, lascia l’approdo dei porti sicuri, s’avventura tra onde inquiete di tavole e tele dove il vuoto si riempie di colori immaginari e di personaggi improbabili. Dare voce alle vertigini che giungono dalle profondità più viscerali dell’ interiorità è l’operazione che egli  compie per rendere piena la sua esistenza donando al mondo il sé più prezioso, l’inconscio, ovvero,”ciò che tutto muove”. Il giovane artista piemontese recupera appieno l’assunto del filosofo Adorno sostenitore del fatto che gli artisti moderni hanno abbandonato la bellezza per amore della bellezza. In questa dimensione utopica, l’arte nega i canoni estetici convenzionali ed il concetto stesso di “bello” viene re-figurato  attraverso nuovi codici espressivi che determinano un cambiamento diffuso del “nuovo senso estetico” . Tozzoli và in questa direzione e nella sua singolarità espressiva muove gli ormeggi  da fonti arcaiche gelosamente custodite e “attinte” nei periodi di necessità. Dal suo “vissuto dormiente”, l’arte muove i suoi passi con un fluire compulsivo che scardina il rigore delle figurazioni convenzionali, svincolandosi dai codici estetici massificati per affermare un’estetica alternativa, libera dalle convenzioni .“La ricerca delle figure archetipe ha sempre  avuto un’importanza fondamentale nella pittura di Tozzoli poichè è da esse che si  muovono gli afflati più convincenti della sua arte. Và osservato che, all’universo segnico primordiale gestito con ”folle e geniale sapienza” dall’artista,  fanno da contraltare le cromie sfavillanti  della realtà contemporanea che contestualmente donano un’aura di “atemporalità” alle sue opere.

Contemporaneamente la  pittura, il collage, l’utilizzo del marker e del pastello, si fondono in un alchemico impasto di esperienze immersive che ci riconducono alla sua precedente esperienza artistica nell’ambito musicale. Alla “materia sonora” sostituisce la”materia pittorica” anche se fondamentalmente l’approccio sperimentale rimane lo stesso ed eguali rimangono le fonti dalle quali trae ispirazione per la propria arte.

Seppur nella sua modernità tecnico espressiva  in Tozzoli,  compaiono molti elementi che ci riconducono alla storia dell’arte moderna e contemporanea. Nel gioco tra astrazione e figurazione di “Kronos” e in “Ambivalence” affiorano gli aneliti delle prime avanguardie storiche che vanno da Picasso a Klee mentre “Pan”e “Fantoches” evocano i più recenti  fantasmi dell’estetica del disagio di Basquiat.

 

testo critco di Roberto Borra

 

 

 

 

 

 

EMANUELE TOZZOLI
“CONTEMPORARY ARCHETYPES”
A cura di Roberto Borra
 
Dal 17 novembre all’8 dicembre 2018
Vernissage 17 novembre ore 18,30
 
"L'arte non riproduce il visibile, rende visibile"(Paul Klee)
 

Alla galleria di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino che vanta l’esposizione di artisti quali Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Luigi Spazzapan, Ezio Gribaudo, dal 17 novembre all’ 8 dicembre il giovane artista Emanuele Tozzoli espone nella sua mostra personale, una ventina di dipinti a tecnica mista frutto della sua più recente produzione. L’esposizione è curata da Roberto Borra, con la direzione artistica di Carlo Iorietti e Alessandro Merlo.

In occasione della mostra  è stato pubblicato dalle Edizioni d’arte Ag37 un catalogo a colori curato dallo Staff Collectionart.

 

BIOGRAFIA

Nato in Italia nel 1989, Emanuele scopre la pittura nei primissimi anni di eta’ insieme al padre Dario, artista che da piu’ di quaranta anni dipinge e crea sculture con ogni tipo di materiale. A 7 anni crea le sue prime piccole sculture assemblando oggetti e dipinge i suoi primi astratti informali, scoprendo un lato dell’arte creativo e affascinante.

Profondamente attratto dalla natura piu’ intima della ricerca artistica, negli anni seguenti estende i suoi studi al campo della musica, formandosi nell’adolescenza come tecnico del suono.Dal 2007 cosi’ inizia a comporre musica elettronica, portando avanti la sua ricerca nel campo del suono.Negli anni seguenti studia composizione musicale e suona le sue produzioni nei club d’Italia ed Europa, pubblicando inoltre su diverse etichette discografiche underground.

Impara il restauro del legno antico lavorando nella bottega di suo nonno e,per circa 10 anni, lavora anche come decoratore e restauratore di dipinti murali insieme al maestro d’arte torinese Silvio Scarafiotti.

In questi anni di apprendimento e di lavoro raffina le sue abilita’ manuali, impara le peculiarita’ del colore e sonda le profondita’ della composizione. Emanuele elabora un metodo di lavoro unico che riassume tutte le esperienze maturate nel campo artistico e lavorativo. Nei suoi dipinti utilizza un worklfow istintivo e viscerale, tramite il quale crea una profonda connessione tra la sua parte interiore ed il momento presente.Vive la sua arte come un profondo percorso di apertura e conoscenza, nel quale ogni dipinto diventa la materializzazione di un mondo introspettivo, onirico e stravagante.Utilizza una simbologia ricorrente caratteristica del suo stile che richiama le forme originarie dell’infanzia.Dal 2018 fà parte del “Progetto Top Artist 37” dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino che lo porterà nel 2019 in importanti esposizioni museali nazionali e dal 4 al 17 marzo 2019 in un’esposizione di carattere internazionale, nella Galleria Dundas Street Gallery di Edimburgo(Scozia). in rappresentanza dell’arte italiana. Nel 2018 firma un contratto con la Saphira e Ventura Gallery di New York che vanta opere di maestri senza tempo come Keith Haring, Jackson Pollock, Salvador Dali, Andy Warhol, Frida Khalo, Diego Rivera e Alberto Giacometti.

 

Un viaggio negli archetipi, nelle visioni e negli incubi dell'infanzia.Attratto dalle parti più recondite della natura umana discende nelle sue profondità alla ricerca delle figure originarie.Emanuele Tozzoli vive la sua arte come un profondo percorso di apertura e conoscenza, indagando la natura sottile della composizione artistica.

Con un workflow istintivo e viscerale lascia uscire liberamente cio che proviene dall'inconscio, utilizzando una sua simbologia ricorrente.Ogni opera e' il risultato di un flusso primitivo dove il dipinto diventa la materializzazione di un mondo interiore onirico e stravagante.

 

ESPOSIZIONI:

 

2018 - Art Gallery 37, “Contemporary Archetypes” a cura di Roberto Borra,Turin (ITALY)

2018 - Galleria Accorsi, Venice / Turin (ITALY)

2018 - Van Der Plas Gallery, New York (USA)

2018 - Le Dame Art Gallery, London (UK)

2018 - Saphira e Ventura Gallery, New York (USA)

2018 - Daville Baillie Gallery, Johannesburg (SUD AFRICA)

2018 – Canvas Tube / Canvas Museum, Vancouver (CANADA)

2018 – 19Karen Gallery, Mermaid Beach (AUSTRALIA)

 

 




ARTGALLERY37

 

“DIALOGHI D’ARTE ASTRATTA E FIGURATIVA”

a cura di Roberto Borra

 

dal 27/10 al 10/11/2018

 

vernissage: 27/10 ore 18,30

 

 

Artisti:

 

BREUER ANNE CECILE - HNILICKA SUSIE - LONGO MARCO - LUBATTI STEFANIA                                  

PIACENTINI   ELENA - REDOLFINI  MARIANGELA - REGE CAMBRIN SILVIA  ROETTO MATTEO - RUSSI ANTONIO - VALMACHINO ANDREA - VERZELLONI  ELENA

                                          

 

L’oggetto dell’arte non è riprodurre la realtà,

ma creare una realtà della stessa intensità.

(Alberto Giacometti)                                          

                                                                                                                           

Dopo l’esposizione personale dell’artista Emilio Calliero, la Artgallery37 di Torino inaugura il 27 ottobre 2018 la mostra collettiva dal titolo “Dialoghi d’arte astratta e figurativa”. Gli undici artisti in esposizione propongono ciascuno 3 o 4 opere pittoriche. Gli stili e le procedure artistiche risultano  alquanto differenti ma la qualità e originalità delle loro espressioni offrono ai visitatori un interessante e piacevole  tema di confronto. Una mostra che è un omaggio al variegato pubblico che segue con passione gli eventi nazionali ed internazionali proposti dalla Artgallery 37, che non associa la bellezza dell’arte ad un'unica tendenza espressiva ma che ritiene la varietà delle proposte e l’aspetto transgenerazionale un’occasione di confronto e di sviluppo individuale. La mostra a cura di Roberto Borra è stata seguita nella fase di allestimento da Carlo Iorietti, direttore artistico della galleria nonché “maestro d’arte”. In realtà più che dell’inesauribile confronto tra l’arte astratto-informale e il figurativo, l’esposizione propone una raccolta di variegate poetiche artistiche che raccontano il dualismo espressivo sotteso fra la forma e la sua negazione, espressioni che affiorano in modo più o meno evidente nelle varie fasi del percorso di ogni artista. Una mostra che offre l’occasione di attraversare i confini di quella terra di mezzo che stà tra il dentro e il fuori, tra la concretezza della forma e la percezione astratta delle sensazioni.  La mostra è accompagnata da un catalogo a colori pubblicato dalla Edizioni d’arte Ag37 . 

 

Roberto Borra

 

 


Artgallery37 – Via Buniva 9/ter/f-Torino

Comunicato stampa mostra di

EMILIO CALLIERO “L’arte della sintesi”

A cura di Roberto Borra

Dal 4 al 18 ottobre 2018

Vernissage 4 ottobre ore 18,30

 

Dopo il grande successo del Concorso Nazionale Collectionart37, il 4 ottobre alle ore 18,30 si inaugura alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino la mostra personale dell’artista saluzzese Emilio Calliero dal titolo “L’arte della sintesi” . L’esposizione, curata da Roberto Borra e allestita dallo staff tecnico dell’Associazione Collettivo 37 di Torino,  fa parte di un progetto artistico con opere tridimensionali su legno, bianco su bianco ad eccezione di due paesaggi a colori che simbolicamente aprono e chiudono l’esposizione. Figlio d’arte, Calliero ha trovato nel legno il materiale idoneo a sintetizzare le sue visioni interiori in gran parte tratte da scorci di architetture reali o immaginarie e da particolari naturalistici. Per comporre i suoi lavori, l’artista utilizza minuziose tessere di legno finemente ritagliate dalle quali per sovrapposizione conferisce gradualmente all’opera una dimensione tridimensionale. Il colore bianco con il quale l’opera viene dipinta acquisendo la sua connotazione definitiva, riassume il concetto originario di “sintesi” espresso concettualmente da Calliero nelle intenzioni originarie del progetto. Nei lavori esposti di taglio architettonico, gli scorci di Venezia e di Torino, sono rappresentati con rigorose visioni centrali, ad eccezion fatta per il “Ponte di Rialto” del quale colpisce la fuga prospettica grandangolare. Il suo linguaggio apparentemente semplice nasconde una procedura artistica di una certa complessità poiché l’opera nella sua minuziosa lavorazione manuale, deve aderire alle “visioni mentali” e agli intenti “progettuali” dell’artista. La mostra nel suo complesso si configura come un raffinato viaggio nell’estetica delle forme contese tra astrattismo e figurazione, dove il “non colore” e la tridimensionalità delle opere,  affidano all’intensità e al grado di incidenza della luce, un compito fondamentale. Al contempo il cromatismo  assente, catalizza l’attenzione dell’osservatore sugli elementi formali dell’opera di Calliero, che si dimostra un maestro nel coniugare piacevolmente il fascino della manualità artigianale all’estro dell’andare oltre tipico dell’espressione artistica. “L’arte della sintesi” è una tappa importante nel percorso dell’artista piemontese poiché ne rivela aspetti  forse ancora poco conosciuti tra i quali , il coraggio dell’affrontare il tema del “vuoto” (bianco) senza imbarazzo ma con la consapevolezza che l’arte spesso si annida in quel “nulla apparente” sul quale l’artista traccia con leggerezza, il senso del suo vissuto profondo.

 

Roberto Borra

 

 

PERCORSO ESPOSITIVO

 

Personali:

Gennaio 2009- Galleria espositiva Chiostro,Torino

 8-19 Maggio 2009-“Silenzi” Galleria Calandra,Torino

 Settembre 2010- “L’amore della forma”-Timber Art di Pragelato(To)

 Ottobre 2018- L’arte della sintesi”-Artgallery37 di Torino

 Collettive:

2009 Villa della Tesoriera-Torino

 2009 Villa Rignon-Torino

 Febbraio 2013 – Mostra Internazionale Italia Arte(Edizione Italia)-Museo Miit di Torino

 12 Maggio-9 giugno- Kunstlerforum Museum Bonn

 Hanno scritto di lui:

 Silvana Ferrara, Ezio Martini, Gianfranco Schialvino, Roberto Borra.

 



ARTISTI DELL'ARTGALLERY37-COLLETTIVO37 IN MOSTRA A LONDRA


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finissage

mostra e vernissage

La prima edizione del Premio Nazionale e la Mostra di Arte Contemporanea “Collectionart37” a cura di Roberto Borra è stata indetta dall’Associazione Culturale Collettivo 37 in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino e con il nuovoPortale d’arte CollectionArt. La mostra rappresenta l’epilogo della prima edizione del “Concorso Nazionale Collectionart37” indetto con il Patrocinio Istituzionale della Città di Torino e della Circoscrizione 7. Scopo prioritario del concorso è quello di far emergere e valorizzare gli artisti contemporanei che si distinguono per la qualità del  lavoro e della ricerca in ambito artistico. Il Concorso  pur essendo alla sua prima edizione ha registrato la partecipazione di moltissimi artisti provenienti dalla gran parte delle regioni italiane e di un numero consistente di pittori, fotografi, disegnatori e artisti digitali che operano sul territorio italiano ma appartenenti a svariate nazionalità tra le quali, Svizzera,  Russia, Ucraina, Belgio,  Germania, Congo, Inghilterra, Francia, Croazia, Bulgaria. Cinque sono le sezioni tematiche rappresentate nell’ambito di questo concorso a tema libero: sez.Pittura astratto-informale, sez Pittura figurativa, sez  Fotografia, sez Disegno ,Grafica,  Digital Art  e sezione Pastello e acquerello. La partecipazione a questa esposizione di carattere nazionale, risulta dunque essere un importante riconoscimento all’operato dei 50  artisti selezionati le cui opere sono state valutate positivamente dalla apposita Commissione Artistica istituita dall’organizzazione. Il livello dell’arte proposta si è rivelato infatti di buona qualità con picchi di indubbia eccellenza.

La partecipazione all’ Esposizione artistica Nazionale Collectionart37 consentirà agli artisti selezionati di entrare a far parte attivamente del “Sistema Collettivo37” accedendo all’inserimento nella programmazione di esclusivi e innovativi progetti d’arte nazionale ed internazionale tra i quali spiccano le esposizioni in importanti gallerie d’arte di Londra e di Edimburgo.  La prima edizione del Concorso Artistico Nazionale Collectionart37 e la relativa esposizione, non sono dunque eventi fine a se stessi  ma, importanti tasselli di progetti a sostegno e valorizzazione  degli artisti dell’Associazione del Collettivo 37 attraverso l’introduzione, in un concreto sistema di opportunità e di relazioni ampio e diversificato. Per l’attribuzione dei premi finali,  è stata predisposta una apposita Commissione Artistica tutta al femminile costituita da Marina Rota, giornalista, scrittrice e consulente d'arte, Noemi Barberà, artista e docente d'arte di Valencia(Spagna), Adriana Lucà, curatrice, docente di arte e artista dell'Accademia Albertina di Torino, Elena Piacentini, Storica dell'arte, curatrice e giornalista. Durante la serata del finissage verranno premiati ufficialmente gli artisti selezionati per la mostra e i vincitori delle varie sezioni. Nell’occasione verrà presentato il nuovo portale d’arte “Collectionart”,un prezioso strumento per la promozione degli artisti e per la vendita delle loro opere. Durante la serata che vedrà la partecipazione di artisti provenienti da svariate regioni d’Italia,verrà presentato e distribuito il prezioso catalogo a colori della mostra edito dalla AG37 Edizioni d’arte e a cura dello Staff grafico Collectionart. La serata sarà presentata da Marina Rota, nota e apprezzata giornalista, consulente artistica  e scrittrice torinese autrice di importanti pubblicazioni quali: “Il Sillabario” Ed.Gribaudo, prefazione di Vittorio Sgarbi, “Amalia se voi foste un uomo” Golem Edizioni, prefazione di Vittorio Sgarbi e Claudio Gorlier, vincitrice del “primo Premio di Giornalismo” e il “primo Premio di Poesia Mario Soldati”, del “Premio Internazionale Città di Cattolica” e del  “primo Premio per saggistica Mario Pannunzio”.

 


LEVIATANO

A cura di Alessandro Santi

Dal 12 Giugno al 03 Luglio 2018

Artgallery37 – Galleria di arte moderna e contemporanea Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

Inaugurazione Martedì 12 Giugno ore 19:00

 

Fotografo invitato:

Aldo Giarelli

Fotografi selezionati:

Elena Arrica, Elisa Carucci, Riccardo Delfanti, Gianluca Laneve, Alberto Nidola, Ilaria Saltarella

 

 

“ Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l’analfabeta del futuro ” Laszlo Moholy-Nagy

 

Testi di Alessandro Santi

 

Questa mostra parte dall’ipotesi che nella cultura umana siano osservabili tre cesure fondamentali: prima l’invenzione della scrittura lineare verificatasi verso la metà del secondo millennio a.C, la seconda, avvenuta verso la metà del XIX secolo con la nascita della fotografia e, la terza, cui stiamo assistendo, sotto la voce” la trasposizione dal reale al virtuale”. L’intento della presente mostra non è infatti difendere una tesi ma contribuire al dibattito sul tema della fotografia e in particolare su quella del ritratto. La massificazione della fotografia, iniziata dai nostri padri, sembra esplodere definitivamente dall’introduzione degli smartphone. Capaci di produrre immensi quantitativi di fotografie di qualsiasi genere, ma in particolare di ritratti, nella generica formula del banal-amatorismo turistico e famigliare. Infinite possibilità che portano alle stesse visioni. Citando Gillo Dorfles:“ lo ‘stile’ è la risultante d’un particolare atteggiamento della forma (...); la moda una sottocategoria dello stile; come un fenomeno d’interazione tra arte e società...”.

La speranza è di penetrare, grazie a questo progetto, nell’immediato immaginario attraverso lo stile e i codici visivi ad esso legati, offrendo valore e bellezza ai soggetti fotografati. Cercando sopratutto la singolarità creativa, anche per distogliere la fotografia d’autore dai bombardamenti derivanti dai social, e non meno importante dall’antico confronto con la pittura, anche allora come ora si insiste nell’apprezzare una fotografia con il luogo comune “ perchè assomiglia a un quadro ”. A nulla valse l’annuncio di Daguerre: “ da oggi la pittura è morta ”. E non morì, come non muore la fotografia nei confronti della televisione e di tutte le nuove tecnologie. Poichè la fotografia ha un grande vantaggio: si adatta, e sta a noi non perderci ed evitare di tornare analfabeti dell’immagine.

 

FOTOGRAFI:

Aldo Giarelli vive la fotografia come un elemento essenzialmente poetico. Una forma di scrittura teatrale, con sprazzi di erotismo, fruibili solo attraverso una dimensione metafisica nella quale sprofondare attraverso le sfaccettature di migliaia di specchi formati da volti che si svelano solo a chi ha il coraggio di reggerne lo sguardo.

Elena Arrica ci regala una visione umana e intima, prediligendo un soggetto, il suo compagno, sul quale è possibile posare più volte lo sguardo, creando un tipo di fotografia coinvolgente attraverso un senso di appartenenza al quale è difficile non commuoversi.

Elisa Carucci è un’autrice poliedrica, tale da creare una visione poetica capace di fondersi anche nella pura forma. In qualche modo le sue fotografie riescono a essere in sintonia sia con il pubblico sia con le persone che ritraggono. La prossimità per certi versi alla cultura pop, che caratterizza una parte dei suoi lavori, scaturisce con naturalezza dalla sua personalità.

Riccardo Delfanti appone una firma inconfondibile con le sue immagini in bianco e nero, esteticamente consapevoli. Da sempre interessato a questioni di natura estetico-formale coglie la personalità unica ed individualista della modella, senza forzature, creando un legame tra soggetto e visitatore a cui non è possibile sottrarsi.

Gianluca Laneve elabora un rapporto stretto tra soggetto e scena, creando complicità tra la sua visione pop tendente al glamour, dal gusto decorativo, ad una più sobria e decisa rappresentazione d’insieme. Voltando le spalle all’illusione realistica del documento, si lascia trasportare dal proprio gusto estetico.

Chi ammira le immagini di Alberto Nidola non apprende soltanto i sentimenti di coloro che sono stati fotografati, ma anche quelli del fotografo stesso. Attraverso uno sguardo sincero, privo di artifici, ciò che impressiona della sua opera è lo sguardo positivo e affettuoso sull’essere umano.

Ilaria Saltarella più che una fotografa moderna può essere considerata un’artista che elabora la vecchia tradizione del ritratto con un raffinato sguardo psicologico. Ponendosi come creatrice di ritatti, per molti aspetti atemporali, riprende codici visivi moderni per far risaltare le caratteristiche estetiche tipiche di un determinato soggetto.

 La mostra ha lo stesso titolo del famoso saggio scritto da Thomas Hobbes e pubblicato nel 1651. Punto di partenza per una riflessione approfondita, dal punto di vista fotografico, sulla differenza tra un “mostro” gigantesco come lo sono i nuovi social, insieme alla loro moltitudine di immagini inserite in maniera meccanicistica, e quindi funzionale ad uno scopo, e la contrapposta ricerca di conferire anche un’anima ai ritratti.

Il significato dei ritratti si trova anche sulla superficie. Seppur lo si possa cogliere in maniera poco approfondita con un solo colpo d’occhio, dobbiamo dedicare più tempo a lasciar vagare lo sguardo sulla superficie, ridando il senso di “ evento congelato ” e riscoprendo la magia di vedere una persona senza averla mai incontrata.

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Martedì – sabato, 16-19.00 Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

 

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

 

 


"LA LEGGEREZZA" PERSONALE DI MATTEO ROETTO

MOSTRA PROROGATA FINO A VENERDI 1 GIUGNO

ARTGALLERY37  TORINO

GALLERIA D’ARTE MODERNA

 E CONTEMPORANEA

 

MATTEO ROETTO

“La leggerezza”

a cura di Roberto Borra

dipinti, disegni e installazioni

 

 

Testo di Roberto Borra

 

Nonostante la giovane età Matteo Roetto dipinge da circa 15 anni. E’ questa la sua prima importante esposizione artistica e dunque come lui stesso scrive, è la volontà di esporre il lavoro di una vita, a spingerlo a presentare le sue opere in una galleria d’arte, svelando al mondo quella parte della sua esistenza nascosta, vissuta negli antri dell’inconscio e maturata nella penombra del suo studio pinerolese. Un giovane pittore che induce alla meditazione. Leggerezza piena di profondità quella di Roetto, artista che fa parlare le sue tele attraverso la sperimentazione del colore ad  olio bianco su bianco e del carboncino,medium che lascia affiorare il suo segno incisivo e libero, veicolato dal potere dell’inconscio. La sua ricerca ha connessioni strette con Yves Klein, artista della contemplazione e ricercatore del concetto di vuoto. Ma come non trovare nell’opera dal titolo Deserto connessioni con le achrome di Piero Manzoni. La mostra nel suo svelarsi, tono su tono, appare misteriosamente dinamica pur nella sua oggettiva staticità coloristica, quasi che il cromatismo  assente, catalizzasse l’attenzione dell’osservatore sul dinamismo concettuale espresso dall’artista pinerolese. Alla povertà della materia acroma, il carboncino incide sulla tela il senso di essenza del pensiero maturato nell’inconscio. La sua arte si sviluppa sullo spartiacque tra il mondo dell’infanzia e  del ricordo ed il suo più maturo svelarsi attraverso l’ottica dell’esperienza acquisita. Il percorso della mostra intervallato dai brevi testi introduttivi delle opere, scritte dall’artista stesso, ci introducono agli enigmi della sua coscienza, ci inducono a considerare l’arte come un’estensione del suo stesso pensiero inconscio. La meditazione fondamentale che induce e sottolinea Roetto è quella del bivio, della scelta continua che la quotidianità impone ad ogni essere umano e che spesso ne determina il destino. Emblematica in questo senso l’opera dal titolo Solo alcune strade portano a te stesso, il labirinto delle opportunità vissuto come opzione evolutiva ma anche come responsabilità da affrontare con quel senso di leggerezza e distacco che induce ad una scelta oculata. Leggerezza dunque come opportunità di elevazione spirituale e non come superficiale atteggiamento verso le vicende dell’esistenza umana. Nell’attuazione più o meno inconscia di questo ideale artistico, Roetto ci riconduce a quel tutto invisibile nel quale è immersa la realtà oggettiva(?) della sua personale esistenza per ricondurci alle esperienze inconsce del nostro stesso vissuto personale che tradotto nel linguaggio del flusso creativo diventa, patrimonio comune.

 

 

APERTURA MOSTRA:

25/26/27 MAGGIO 2018  dalle ore 16 alle 20,30

 

MOSTRA PROROGATA FINO A VENERDI 1 GIUGNO

EXTRA APERTURA:

MARTEDI 29 MAGGIO ORE 10,30/12,30

MERCOLEDI 30 MAGGIO ORE 16/18,30

GIOVEDI 31 MAGGIO ORE 16/18,30

VENERDI 1 GIUGNO ORE 16/18,30

Vernissage venerdi 25 maggio ore 19,30 
 AL VERNISSAGE L'ARTISTA PRESENTERA' LA SUA ULTIMA INSTALLAZIONE DAL TITOLO: L'ARTE DI ESSERE QUI. L'ULTIMA COSA CHE LASCIAMO SU QUESTA TERRA SARA' LA NOSTRA CARNE...

 

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

 


                               “To Flow”-“Fluire”                              

 

Flussi di arte contemporanea.

Dipinti, sculture, fotografie ed abiti di

DANIELA CALLEGHER

 

A cura di Roberto Borra

 

Dal 17 maggio al 23 maggio 2018

Mostra aperta anche domenica 20 maggio

 

Vernissage giovedì 17 maggio ore 19

 

Artgallery37 Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea 

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

Corpi armoniosamente collegati nel fluire

Come onde in movimento

Fili e tessuti a connessione di forme e colori.

L’intento, l’idea diventa

Opera-Materia

È esperienza emotiva condensata in

Quadri, Sculture, Abiti,

Nel gioco degli affini e degli opposti.

Morbidezza e determinazione,

Estensione e contrazione,

Inspiro ed espiro,

Si destreggiano in equilibri

Sempre in bilico,

Danzanti il divenire delle illusioni.

Daniela Callegher

 

 

 

Testo di Roberto Borra

Così introduce la sua esposizione dal titolo “To flow – Fluire”, Daniela Callegher artista poliedrica che si presenta alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ArtGallery37 di Torino con un progetto inclusivo delle più svariate forme ed espressioni artistiche fuse in un’unica rappresentazione scenica condensata, come lei stessa afferma, in quadri, sculture e abiti. Il conseguimento del diploma d’arte applicata all’Istituto Statale Aldo Passoni e il diploma del Corso di scenografia conseguito all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, rappresentano il solido retroterra artistico-professionale della Callegher, allieva di Mario Giansone, uno dei grandi maestri della scultura italiana del ‘900.

Attraverso le sue opere l’artista svela se stessa, incarna i suoi pensieri e materializza fisicamente la filosofia con la quale affronta la quotidianità dell’esistenza. L’apparente senso di leggerezza che affiora da alcuni suoi lavori, non è mai superficialità ma al contrario, profonda capacità di elevazione del proprio sguardo interiore non solo sulle vicende terrene ma anche sul loro preludio. Nel “fluire” della mostra, si alternano in armonia, sculture in terracotta grezza o colorata, fotografie su metallo, dipinti, quadri su tessuti e seta e persino “Petali di rosa” uno dei preziosi abiti sartoriali color Champagne, frutto della decennale esperienza della Callegher come costumista della Rai e non solo… L’alto livello dei suoi trascorsi professionali si esprime anche nella sua arte, capace di spiazzare attraverso una notevole eterogeneità espressiva. Nelle sculture in esposizione il fluire ed il fondersi dei corpi umani, protesi alla ricerca di un’espansione armonica, a tratti quasi "mistica", svela il bisogno dell’anima e forse, ancor più dello spirito, di fondersi in un processo unitario con tutti gli elementi visibili ed invisibili del cosmo. “To Flow – Fluire”, espone significativi frammenti di quell’assidua ricerca di interiorità che passa attraverso la “logica dell’esplorazione” dei fenomeni bioenergetici e cosmici che insieme alle componenti psicologiche individuali, rappresentano gli elementi essenziali della coscienza del sé e della comprensione delle leggi del cosmo e dell’umanità stessa. L’interesse di quest’artista pare essere indirizzato non tanto all’espressione dell’accadimento reale, quanto al pregresso misterioso che lo ha determinato. L’opera che apre la mostra dal titolo Inizio in bianco e oro è sintomatica di questa sua propensione all’amare più la fase del  respiro prima di ogni parola, più che la parola stessa. Nelle opere in mostra, il cromatismo dei tessuti e degli oli, si alterna al riverbero asettico delle fotografie impresse sul metallo, materiale in grado di propagare di riflusso, il fluire della luce e al contempo delle onde emozionali indotte dall’osservazione dei quadri. E qui, quel “gioco degli affini e degli opposti”, quelle “onde in movimento”, “l’inspiro ed espiro”, concetti citati nell’introduzione dall’artista, affiorano come iceberg a definire la coerenza e la connessione diretta tra il pensiero e la simbologia, tra la parola e la sua rappresentazione scenica. Ma trovo anche interessanti relazioni  con l’esplorazione temporale espressa dal connubio tra le sculture in grezza terracotta e la loro messa in scena su lastre di alluminio . Per dirla alla Karl Kraus, scrittore e autore satirico austriaco, l’origine è la meta ed è questo il percorso intrapreso da Daniela Callegher che con fragor di vento, sfronda il silenzioso ed impalpabile fluire dei pensieri e delle emozioni per tradurle nel concreto, in opere d’arte.

 

 

Orari Artgallery37

Tutti i giorni dal 17 al 23 maggio

(inclusa la domenica) dalle 16 alle 19.

 

Ingresso libero

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

 

Informazioni

Ufficio Stampa Artgallery37

Valeria Macci

Tel. 340/2923295

 

Alessandro Santi

Tel. 333/6851208

 

artgallery37@virgilio.it

press.artgallery37@gmail.com

 

 


ARTGALLERY37” - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

via Buniva 9/ter/f  Torino

Esposizione collettiva di Arte Contemporanea dal titolo:

“Human Portraits”

disegni,dipinti e sculture

 

a cura di Roberto Borra

 

introduzione di Marina Rota e Roberto Borra

 

OPERE ARTISTI STORICIZZATI: 

NINO AIMONE - EZIO GRIBAUDO - LUIGI SPAZZAPAN - GIACOMO PORZANO

ARTISTI EMERGENTI

ALESSANDRO BERRA - ANNE CECILE BREUER -

GIULIA GELLINI  - MARIANGELA MAZZEO - RAFFAELE RUSSO

MARINA TABACCO

 ARTISTI INVITATI

CARLO IORIETTI - MICHELANGELO TALLONE

 

7 aprile – 28 aprile 2018

vernissage sabato 7 aprile ore 19

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"Farai le figure in tale atto,

 il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo;

altrimenti la tua arte non sarà laudabile". 
(Leonardo da Vinci)

 

 

Comunicato stampa di Roberto Borra

 

La mostra di arte contemporanea dal titolo “Human Portraits” nasce nell’ambito dei progetti della Galleria Artgallery37 in collaborazione con l’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino. L’evento vede protagonisti  pittori e scultori provenienti dal Piemonte e dal Veneto. L’esplorazione coinvolge una serie di opere che vanno dagli anni 50 (del 1953 il dipinto inedito di Gribaudo)  ai giorni nostri, mantenendo nella pittura, nel disegno e nella scultura le fondamentali tecniche ispiratrici della mostra.  Per la mostra sono state selezionate opere di autori storici quali Ezio Gribaudo, Luigi Spazzapan, Nino Aimone e Giacomo Porzano. Per gli artisti emergenti selezionati per questa esposizione, si tratta  dunque di un importante riconoscimento della qualità del loro lavoro e  di un’occasione unica per potersi confrontare con indiscussi maestri. All’esposizione torinese partecipa con due importanti opere create per l’occasione il maestro Carlo Iorietti, diplomatosi alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Con “Human Portraits” la galleria torinese riafferma la necessità di creare un fronte transgenerazionale di espressioni artistiche che offrano al pubblico l’occasione di confrontarsi con la complessità dell’arte e con la sua capacità di evolversi traendo linfa vitale dalle sue radici vigorose. Una mostra ad ampio spettro, un variegato affresco dell’espressività artistica attuale, in grado di istituire un seppur parziale dialogo e confronto fra antico e moderno sul complesso ma sempre attuale tema del ritratto. Ad accomunare le opere in esposizione concorre certamente al di là di tecniche,stili e linguaggi diversi, la capacità di questi artisti di  evocare  l’intima sensibilità dei soggetti ritratti, talvolta di rappresentarne la loro parte più leggera oppure di svelarne i lati più oscuri. Il visibile, l’esteriore rimane fuori dal senso di questa esposizione. Come ben scrive il maestro Alessandro Merlo in un suo “sentito scritto” sul ritratto, l’immagine del corpo e del volto non è un semplice “strumento di riconoscimento” ma anche e soprattutto un ”luogo di comunicazione o di espressione” del pensiero, dell’anima, dell’essere. L’uomo dunque protagonista della sua unicità, del suo egos a volte incontrollabile ma anche della sua umanità spesso celata nel profondo ma, catturata con emozione e cinismo dagli artisti. Ecco, questo è quanto questa esposizione  cerca di  comunicare al visitatore attraverso il linguaggio multiforme dell’arte. Il senso di quel linguaggio del volto e del corpo che nel disegno, nella pittura e nell’arte scultorea è in grado di tradursi contemporaneamente nel concetto del “Carpe diem” come Insegna Orazio e nello stesso tempo nel rendere vivo ed eterno l’istante colto ed immortalato, ai posteri.

L’ opera scultorea in legno dal titolo” uomo seduto” del maestro Michelangelo Tallone e quelle in  travertino persiano rosso, in calcestruzzo e in marmo  di Raffaele Russo, hanno il compito di  Interagire con i dipinti creando un “rapporto dialogante” fra le varie discipline e i vari materiali utilizzati nell’ arte contemporanea. In “Human Portraits” ogni artista svela l’anima nascosta dei soggetti ritratti e a suo modo rivela la sua intimità.

Alessandro Berra propone una serie di acquerelli dove il volto è frutto di un sapiente gioco di campiture tonali differenziate ,scandite e definite dal segno della matita strumento importante nella ridefinizione delle architetture del volto.Un lavoro sapiente ed incisivo che gli consente un meritato ingresso nel mondo delle esposizioni d’arte, luoghi nei quali troverà il giusto apprezzamento. I volti e i corpi di  Anne Cecile Breuer sembrano sorgere dal nulla, ammantati da una luce senza tempo, sorretti da un romanticismo pittorico di impronta classica che la modernità del gesto riconduce però all’infinito. Le due opere realizzate per questa esposizione  rivelano la sua profondità d’animo talvolta celata nell’ombra della  timidezza, per l’occasione infranta nel realizzare questi due nuovi lavori  di notevole spessore in cui c’è tutta se stessa. La bellezza della sua pittura sostenuta da solide basi accademiche(laurea all'Accadema Albertina con Sergio Saroni) ha già ottenuto importanti riconoscimenti ed il suo talento innegabile già è stato riconosciuto in più occasioni, ma la presenza in questa esposizione è ulteriore testimonianza della validità del suo lavoro e del valore aggiunto della sua presenza. Marina Tabacco è una pittrice la cui formazione artistica spazia da atelier di artisti torinesi a corsi di approfondimento in Italia e all'estero (es. Alanus Akademie - Germania) e culmina con la frequenza del corso di laurea in Decorazione all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Ultimamente è stata protagonista di una importante esposizione personale alla Fondazione Amendola di Torino, successivamente ad una grande mostra  su Luigi Spazzapan.  All’esposizione torinese presenta alcune  opere in acrilico su carta di piccole dimensioni ma di grande impatto visivo ed emozionale. Le tre figure dei possenti lottatori senegalesi si stagliano nella loro fierezza su uno sfondo nero che evidenzia  la profondità dei loro sguardi rafforzando l’energia quasi scultorea con la quale la  pittrice torinese dimostra ancora una volta la sua capacità di rifuggire il banale per addentrarsi nel profondo dell’espressione artistica.  Mariangela Mazzeo ha conseguito la laurea in scenografia teatrale e cinematografica  all’Accademia di Brera. Dopo importanti esperienze nel mondo della pubblicità e della comunicazione, attualmente collabora in progetti legati all’opera lirica e ai grandi show in Italia e all’estero. All’esposizione torinese  si presenta con “Il poeta” un’opera  dalle tonalità fredde che scalda il cuore. Il poeta di strada, casualmente incontrato e fotografato lungo le vie di Milano si traduce in un’opera d’arte dal sapore vagamente iperrealista, dove il concetto del cogliere l’attimo e quello del renderne pulsante e vitale all’infinito l’esistenza, sembrano coincidere perfettamente. Ancora una prova della bellezza del lavoro di quest’artista novarese che accogliamo sempre nelle nostre esposizioni con grande interesse e soddisfazione. Giulia Gellini nasce ad Udine ma vive e lavora a Treviso. Reduce da una importante personale allo Spazio BeHab di Milano dal titolo “L’arsenale delle vicissitudini”, l’artista si presenta al pubblico torinese con due opere pittoriche di grande vigore e raffinatezza. Protagoniste, Audrey Hepburn e Marylin Monroe. L’artista scrive: “Ciò che seduce esiste, rimane. Non c’è un tempo. C’è sempre”. Quell’essere oltre ogni cosa, quel ritrovarsi complici nell’infinito proprio delle icone, lo ritroviamo nel fascino atemporale di queste sue opere nelle quali intarsi di vissuto come specchi infranti filtrano i volti e forse l’essenza stessa dell’artista, che traspare. Un “modus operandi”  il suo  , intessuto di vibrazioni sensoriali in grado di  tradurre in arte l’essenza nella complessità del vivere. Alcuni pregevoli  disegni di Giulia Gellini raffiguranti Paolo Conte e Picasso saranno visibili durante l’esposizione. Un ulteriore valore aggiunto alla mostra che ci darà il senso dell’importanza del di-segno nell’espressione figurativa.

La storica dell’arte e critica  Cinzia Tesio cosi commenta la pittura del maestro Carlo Iorietti: “mano sicura quella di Iorietti, leggera, stemperata, delicata, che non aggredisce ma che trasmette valore e significato al volume di un corpo o di un paesaggio che vive in noi e per noi. Essi si mostrano attraverso l’artista ai nostri occhi; si tendono e ci invitano a toccarli, tanto paiono veri nella loro tridimensionalità. Il colore, la materia con cui il lavoro viene realizzato in Iorietti, non è solo oggetto di studio accademico, è anche attrice ed interprete. Le sculture di Raffaele Russo, recente vincitore del “Premio Arcidiocesi di Vercelli” a Paratissima, renderanno l’esposizione artistica ancora più completa e ricca di interesse. Come ben commenta nelle note critiche del suo catalogo la collega Emanuela Fortuna,  Raffaele Russo esplora “i percorsi della tridimensionalità della scultura conferendo forma a pensieri, sentimenti e visioni grazie ad un linguaggio che rievoca il mondo arcaico, sempre alla ricerca dell’essenza della forma”. “Le sue sculture sembrano giocare con la luce, con il vento con il suono e con l’eco delle nostre parole”. 

In un’epoca dove il tempo scorre vertiginosamente questa esposizione torinese sembra raccontare secoli di storia. Generazioni di artisti lontani nell’espressione, nei generi e nelle tecniche si materializzano di fronte a noi. Attraverso segni, luci e materie ci portano nel loro mondo.Ci raccontano della bellezza inquieta del loro sogno. Forse quello di raccontare se stessi, attraverso il volto degli altri.

 

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

da Martedì a sabato, 16.00 -19.00

Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

     

 


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IL GIGANTE TIMIDO

A cura di Alessandro Santi

Dal 10 Marzo al 31 Marzo 2018

Artgallery37 – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

Inaugurazione Sabato 10 Marzo ore 19:00

Illustratori ospiti:

Fernando Cobelo, Marco Tallone

Illustratori selezionati:

Alessandro Boasso, Silvia Gariglio, Roberto Gentili, Ivan Pantaleo, Stefano Sogno Fortuna, Mariolina Suglia, Pietro Tenuta, Leonardo Traversa, Carolina Zuniga­­

 

"Ho sempre sostenuto che i disegnatori si disegnano nei loro protagonisti"

Umberto Eco

 

Testi di Alessandro Santi

Questa mostra è un biglietto a chilometraggio illimitato, un atlante, una guida per esplorare luoghi della vostra mente che pensavate di aver perduto per sempre, o non sapevate nemmeno di avere: quelli del sogno e della fantasia. Facendo volare la mente come il cuore, libero da costrizioni e pregiudizi, venendo guidati dal segno e dal colore mantenendo una chiara coscienza del sentimento.

 Si apre con questa esposizione il ciclo sull'illustrazione per l'Artgallery37, l'obiettivo è quello di donare visibilità ad una delle principali arti visive sempre più in voga grazie all'uso crescente della grafica digitale.Ci tengo a precisare che per la realizzazione della mostra non è stato dato un tema preciso se non l'ampiezza stessa di espressione data dall'illustrazione, essendo non vincolata da tecniche di rappresentazione, nel tentativo di far emergere il fulcro creativo di ogni singolo artista. Con ciò il risultato è sorprendente, infatti gli artisti stessi hanno portato due tematiche principali: il viaggio e l'amore, senza che nessuno di loro abbia avuto modo di incontrarsi e mettersi d'accordo.Ci troviamo al punto di partenza di un lungo viaggio in cui è possibile analizzare la personale ricerca estetica e narrativa di ogni singolo artista, passando da leggeri acquerelli fino a minuziosi tratteggi, caratterizzati da una sovrabbondanza di segni e significati.Una riflessione sorge spontanea: noi, generazione di sognatori siamo immersi ogni giorno fino ai capelli nel cinismo di questà società, occorre con urgenza una riconquista del nostro mondo immaginario, di difendere i nostri sogni e di lasciarsi andare alla vita correndo il rischio di innamorarsi e perdersi in qualsiasi nuova avventura.

Il visitatore diviene un avventuriero ma non nel senso comunemente attribuito a questo termine, poichè il viaggio all'interno delle pieghe della carta sfocia nello spazio-tempo e nell'amore subendo un drastico cambiamento: la visione dell'artista. Guidati nel loro mondo ci insegnano a vedere la bellezza in ogni cosa facendo apparire maestoso il più semplice dei sogni. Queste visioni parlano a noi stessi facendoci sentire meno soli con le nostre difficili emozioni, sollevandoci dal peso oppressivo della vita di tutti i giorni piena di malizia, rendendoci nuovamente coraggiosi e capaci di esplorare senza pesi, un ritorno all'infanzia, alla visione del vero avventuriero: il bambino.

 

Titolo Il Gigante Timido:

L'illustrazione rifiuta qualsiasi tipo di assoggettamento ad un'unica tecnica d'arte, indi per cui risulta come un gigante che abbraccia tutte le forme espressive presenti nel mondo visivo, venendo messa in secondo piano per la sua natura poliedrica. Alcuni illustratori stessi trovano difficile definirsi artisti, da qui il termine timido.

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

da Martedì a sabato, 16.00 -19.00

Domenica e lunedì chiuso, Ingresso libero

Tel. 338/8300244

www.artgallery37.com

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it

 


Inaugurazione della mostra

"Giuliana Demagistris,1970-1990

Retrospettiva"

Sabato 17 febbraio 2018

ore 18,30

GIULIANA DEMAGISTRIS

‘70/’90 Retrospettiva

oli -acquerelli - pastelli

A cura dell’Associazione Collettivo 37

 

 

 La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 che sorge nel Palazzo Antonelliano di Via Buniva 9/ter/f a due passi dalla “Mole”, propone all’ attenzione del pubblico torinese la retrospettiva di Giuliana Demagistris, artista piemontese nonché docente di arti pittoriche ad Asti e a Torino,che per anni ha lavorato e vissuto in via Napione 21 nello Storico “Borgo Vanchiglia” lo stesso quartiere nel quale la sua raffinata arte viene oggi riproposta dopo anni di silenziosa attesa…La mostra curata dall’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino è stata ideata e realizzata con la collaborazione del fratello dell’artista, il Prof. Alessandro De Magistris, insegnante di Storia dell’Architettura  al Politecnico di Milano.

 

 

Testi di Roberto Borra (Associazione Collettivo 37)

 

Giuliana Demagistris nasce a Borgo San Martino in provincia di Alessandria nel 1946.Si diploma al Liceo Artistico e all’Accademia Albertina di Torino (corso di Pittura). Allieva di Paulucci, Saroni, Calandri e Franco, in seguito insegna discipline pittoriche presso l’Istituto d’Arte di Asti e presso il I° Liceo artistico statale di Torino. Le sue prime esposizioni collettive risalgono al 1967 e dal 1976 è protagonista di alcune esposizioni personali. Da segnalare in particolare le sue personali alla Galleria Caldarese di Bologna e alla Galleria Arte Club di Torino, città nella quale ha condotto buona parte della sua esistenza. In occasione dell’esposizione bolognese nel marzo del 1976, il critico Albino Galvano ha presentato la giovane artista piemontese mettendo in rilievo la sua “fedeltà spontanea a un’idea tradizionale di pittura come espressione di serena contemplazione del vero” e come “esigenza di far proprio un linguaggio figurativamente responsabile”. Le sue opere presentate in questa retrospettiva alla Artgallery37 di Torino non sono frammenti evocatori di una espressione pittorica polverosa e desueta ma, pur “ripescate” nei silenzi di un semi interrato, riemergono nel loro delicato vigore per parlarci di una sensibilità pittorica ancora attuale e capace di sorprendere per la raffinatezza del segno, la delicatezza dei toni e per la volontà di tenere insieme, tradizione e ricerca, presupposti fondamentali quando si parla di arte. La mostra si compone di tele e di carte dove l’artista ha impresso con l’uso di oli, pastelli e acquerelli, l’unicità del gesto poetico della sua arte e del suo pensiero. Sospesa tra il colore, la forma e l’assenza spesso dettata dagli spazi bianchi, la pittura della Demagistris anche quando affronta il tema della natura lo elabora in forma anti-naturalistica a sottolineare la volontà di fuggire dai canoni della rappresentazione scientifico-oggettiva per offrire all’opera, un’anima. Parlavamo dell’assenza rappresentata dall’artista come spazio bianco, come tratto peculiare di alcune tra le sue opere più significative. Il ritmo compositivo dei suoi lavori è spesso dettato da una ricerca di geometrie architettoniche intervallate da ampi spazi vuoti  a sottolineare che il segno, come la parola, acquisiscono valore ed energia quando nascono dopo una silenziosa riflessione. In questo senso le considerazioni del critico d’arte Enzo Guasco sono significative per comprendere frammenti dell’arte della De Magistris anche attraverso aspetti dei suoi tratti caratteriali. Esso, in occasione della prima visita nell’atelier della pittrice, racconta: ”la prima volta che andai a vedere i suoi lavori mi disse di essere timida. Forse è la timidezza (i timidi sono quasi sempre sensibili, intelligenti e dubbiosi) ad impedirne i mali passi. Le opere della Demagistris sono da assaporare con lentezza. I rettangoli di cielo, le finestre aperte sulla natura, gli scorci  dei  tetti e  i muri, come  brandelli di componimenti  poetici sembrano ri-sorgere dall’essenza stessa dei luoghi. Ne svelano  l’incanto,  ne raffigurano le percezioni più profonde, in qualche modo possiamo affermare, ne rappresentano l’essenza, sottolineata ora da segni incisi della matita, talvolta da chiazze astratte di colore. La sua pittura è rigorosa almeno quanto la sua coerenza  nell’esigere che i   luoghi siano immortalati “dal vero” come unica imprescindibile condizione per fare arte senza la mediazioni.

 

 

 

 


Dopo il grande successo della mostra Collettiva dal Titolo "Espressioni dal Contemporaneo" terminata il 13 Gennaio 2018, sabato 20 gennaio alle ore 19 si è inaugurata la mostra fotografica dal titolo "Pelle"  un progetto collettivo d'arte Fotografica a tema "nudo  in analogico"  curato da Alessandro Santi . Per l'occasione è stato invitato a partecipare all'evento il fotografo Ivan Cazzola, importante rappresentante della fotografia contemporanea noto anche per la sua collaborazione con la rivista "Vogue". Alla mostra partecipano 9  fotografi emergenti accuratamente selezionati da Alessandro Santi, fotografo e curatore  di talento al quale l'Associazione Culturale Collettivo 37 ha affidato l'arduo compito di dare voce alle più eterogenee espressioni della fotografia attuale  mantenendo negli aspetti progettuali il fulcro fondante dell'esposizione. Il risultato è stato sorprendente non solo per una questione numerica (Vernissage con oltre 300 persone) ma per la qualità del progetto e le capacità tecnico espressive che i giovani fotografi hanno saputo esprimere. E' stato un "work in progress" stimolante e ricco di emozioni quello vissuto dal curatore e dagli artisti durante la fase realizzativa. Ogni artista ha  lavorato autonomamente dal punto di vista estetico espressivo pur  nel rispetto dei codici dimensionali delle opere e dei relativi spazi assegnati. L'omogeneità estetico-espressiva  dei singoli progetti artistici è stata "fisiologica" e questo è un ulteriore segno della personalità artistica e delle capacità che questi fotografi hanno saputo esprimere in questo evento artistico il cui spessore è ben testimoniato dall'attenzione di importanti quotidiani (La Repubblica) e di alcuni qualificati web magazine nazionali tra i quali Artribune che ad esso hanno dedicato ampi spazi.

 

Roberto Borra


    Immagini del vernissage.


 

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “ come ”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché ”.
MAN RAY

 

ART GALLERY 37
 
 

Via Michele Buniva 9/ter/f (10124)

+39 338/8300244

artgallery37@virgilio.it

www.artgallery37.com


Mostra di fotografia di nudo in analogico. Nove giovani fotografi insieme al fotografo ospite Ivan Cazzola.

orario: Martedì – sabato, 16-19.30 Domenica e lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance

vernissage: 20 gennaio 2018. h 19:00

curatori: Alessandro Santi

autori: Chiara BorgaroIvan CazzolaBianca Asmara CurtiRiccardo DelfantiValentina DianaIrene GittarelliAndrea MarcantonioElsa QuagliaStefano SgambatiAlma Vassallo

genere: fotografia, arte contemporanea, giovane arte, collettiva

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “ come ”, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché ”.
MAN RAY

 

Testi di Alessandro Santi

 


Questa mostra parla di immagini e di tecnica, della capacità di cogliere l’immagine e della consapevolezza degli aspetti tecnici della fotografia. Attraverso gli scatti analogici realizzati dai fotografi che vi hanno contributo, la presente mostra si propone come fonte di idee e di ispirazione. Se, stimolati dalla qualità e dall'intensità delle immagini che troverete, sentirete l’impulso irresistibile di prendere una macchina fotografica, uscire e mettere in pratica alcune di queste idee, allora la mostra avrà raggiunto il suo scopo.La foto di nudo presenta una tale varietà di espressioni che, sotto molti punti di vista, è difficile esaurire l’argomento in un’unica collettiva. Di certo per un solo fotografo sarebbe arduo illustrare, attraverso le proprie opere, gli innumerevoli approcci possibili al soggetto. Una foto di nudo può avere molte valenze, come potrete constatare. Fotografi quali Stefano Sgambati e Irene Gittarelli possono decidere di fotografare un corpo maschile o femminile in maniera classica, quasi scultorea, illuminando splendidamente ed esplorando attraverso esso la forma e la figura, nonostante due approcci agli antipodi. Oppure il nudo può essere intepretato in modo astratto, come nelle fotografie di Andrea Marcantonio e Riccardo Delfante, che sfidano l’osservatore a scoprire nel soggetto qualcosa di nuovo. Tale soggetto può perfino sconfinare in altri campi, come quello del paesaggio, di cui sottolinea forme e rilievi, come nelle foto Bianca Asmara Curti. Le fotografie di nudi possono cogliere situazioni irripetibili attraverso la composizione tra luci, ombre e soggetto, come riportato nelle fotografie di Chiara Borgaro. Il nudo può anche ispirare fotografie che, come quelle di Valentina Diana, ritraggono un mondo puramente immaginario, oppure accostarsi alla delicatezza di una natura morta filtrata dalla visione di fotografi come Alma Vassallo e Elsa Quaglia. Nelle foto di Ivan Cazzola si esplora, invece, una realtà più vicina e autobiografica: pur restando coerente con la propria visione stilistica, sempre iconica e provocatoria, il fotografo relaziona il proprio sguardo con il mondo circostante. Definito nel 2010 da Dazed & Confused uno dei fotografi più interessanti nel panorama internazionale.Vista la varietà di approcci eseguiti da ciascun fotografo vale la pena soffermarsi sul lavoro di composizione, manifesto della costruzione di ogni singolo progetto. Nella fotografia di nudo si mescolano molti differenti elementi; la difficoltà consiste nel riuscire a fonderli in modo che la composizione risulti naturale e non forzata. Il fine ultimo si ricerca nel perfetto rapporto tra le parti, in modo da costruire un’immagine che inviti l’osservatore a creare una storia personale. Il nudo trova grandi potenzialità di espressione nella fotografia grazie alla sua forza, poichè in certi casi buona parte del corpo dei modelli risulta nascosto allo sguardo, non serve vederlo nella sua interezza: l’espressività non è racchiusa esclusivamente nel volto, anzi a volte il nudo non ha bisogno d’altro. Il corpo contribuisce a definire la personalità e la fotografia di esso dice tanto quanto un qualsiasi ritratto. Come la scelta di un taglio molto ravvicinato e l’esclusione del viso del soggetto riducono l’immagine a una serie di linee e forme e, di conseguenza, la fotografia diventa più uno studio sulla forma che un ritratto di nudo. In certi casi le curve del corpo, confluendo verso il centro dell’immagine, definiscono la struttura complessiva dell’immagine. Spesso nel nudo la composizione più semplice è anche la più efficace. La composizione è una delle più classiche tra le arti della fotografia. Si possono seguire scolasticamente molte linee guida, ma come la fotografia insegna, la maggior parte di esse è fatta per essere infranta o più semplicemente reinterpretata. I migliori fotografi sviluppano l’arte della composizione attraverso istinto e sensibilità soggettivi, sia che che lo studio e la preparazione durino giorni, mesi, anni o soltanto pochi secondi: ciò che conta è che il risultato finale sia buono.Inerente alla scelta dell’ analogico, oltre ai rimandi alle grandi scuole fotografiche del passato, urge riformulare alcuni processi creativi, che il digitale con la sua facilità di scatto ha messo a dura prova: è buona norma pensare prima di scattare, vale a dire scoprire cosa state cercando di ottenere e prefigurarvi il risultato. L’onestà nei confronti del mezzo fotografico comporta la necessità di “puntare verso” la bellezza e il significato piuttosto che registrare passivamente e senza alcuna originalità la realtà. Le fotografie di oggi tendono a sembrare troppo perfette tecnicamente, estranee al reale, vista la loro natura priva di peso simbolico. L’osservatore si ritrova quindi a leggere senza riconoscere o tradurre ciò che ha di fronte, per questo la scelta dell’analogico acquisisce nuova forza e significato, per rieducare l’occhio e la sensibilità dell’osservatore, aumentando la suggestione e l’intimità di ogni scatto.

 


"ESPRESSIONI DAL CONTEMPORANEO"

 Le tre opere che hanno ottenuto i maggiori consensi dai visitatori della mostra e dal Comitato Artistico della Galleria

 

 

 

 

 La vita abbatte e schiaccia l’anima e l’arte ti ricorda che ne hai una.
(Stella Adler)

 

"ESPRESSIONI DAL CONTEMPORANEO"

a cura di Roberto Borra

presentazione di Alberto Bongini

 

Vernissage 13 Dicembre 2017 ore 18,30

 

 l'Attore teatrale Guido Tonini Bossi

introduce con letture tratte dal libro"Picasso" di Gertrude Stein

 

Artista invitata

Mara Moschini(Scultura)

 

 

Artisti in esposizione:

 

Stefania Angelelli - Breuer Anne Cecile - Giorgio Di Gifico - Matteo Dossola - Marino Felice Galizio (Marinofelixg)

Galante Sabino - Luisa Jacobacci - Karla Klaser - Nunzia Luongo(Matilda K.) - Antonella Marzeddu -Mara Moschini

Mayoulou Romain - Mariangela Mazzeo - Giusy Musso - Silvia Rege Cambrin - Luca Ricagni - Luigi Rubino -

Marina Tabacco - Aleop Tur(Hasdai) - Andrea Valmachino - Barbara Vanni Pasi - Patrizia Vaschetto - Elena Verzelloni Confalonieri 

 

  

 

Dopo il successo dell’esposizione internazionale dal titolo “Evocativo”, realizzata in collaborazione con “The Artists’ Pool” di Londra, la galleria Artgallery 37 di Torino, propone “Espressioni dal Contemporaneo” un’esposizione artistica collettiva di sostanzialmente di carattere nazionale a chiusura del 2017 ma già proiettata nel  2018 con tutta l’energia ed il carico di aspettative che il periodo comporta.Energia e vitalità che traspaiono dall’eterogenea presenza di espressioni artistiche proposte dopo un’accurata selezione, da ventidue artisti degni di attenzione ed interesse, le cui opere dialogano con i “Totem scultorei” di Mara Moschini, artista invitata , capace di indagare la profondità dei sentimenti umani con un senso di leggerezza ed ironia che, incanta e commuove.Il frastuono contemporaneo rimane al di fuori degli spazi della galleria. Come non mai i gesti, i colori, le sensazioni impresse sulle tele e sulle carte fotografiche, in connessione con le terracotte policrome della Moschini cercano un dialogo stretto con il visitatore. Il processo di selezione degli artisti in esposizione è stato un elemento importante nella strutturazione della mostra e al contempo la ricerca dell’opera da esporre è stata direi, essenziale. Non solo opera fortemente rappresentativa dell’artista ma opera capace di restituire un senso armonico nell’equilibrio compositivo generale dell’esposizione. I vari linguaggi e le diversificate tecniche che gli artisti propongono, ci offrono l’occasione di compiere una seppur frammentaria indagine non tanto sulle “nuove tendenze artistiche”, quanto sulle impellenti necessità espressive fisiologicamente connesse all’innegabile  crisi sociale ed identitaria del nostro tempo. Osservando le opere in esposizione si ha la sensazione che la ricerca della bellezza quale approdo alle tempeste contemporanee sia più che mai sentita e attuale.

La pittrice Silvia Rege Cambrin, da un volto alla sua ricerca di purezza interiore , attraverso una pittura minuziosa e sapiente che sconfina oltre i limiti di un iperrealismo di maniera. Il lavoro che presenta è una fascinosa opera dal titolo “Inesorabile attesa” , still life raffinato frutto di una disposizione degli elementi curata  personalmente dall’artista ed illuminati con un sapiente intreccio compositivo e con una moderna prospettiva artistica. La pittrice Stefania Angelelli, propone un’opera dal titolo “Natura morta con frutti di bosco”, un altro esempio di quanto la pittura iperrealista conservi un fascino indelebile, quando come nel caso della Angelelli l’essenza di quanto rappresentato sappia andare oltre la scorza della forma e dell’estetica. Qui, la luce di una finestra, fissa l’istante , illumina una  scena di semplice quotidianità, ci riporta a momenti  che sembrano appartenere alla nostra stessa storia, al nostro vissuto che per un istante riemerge,per  tradursi in emozione. Anne Cecile Breuer  dopo la maturità artistica all’Istituto d’Arte Aldo Passoni, si diploma in pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. L’artista torinese di origine belga, propone “Vestito bianco” un’opera premiata a Genova al 22° concorso nazionale  di arte contemporanea a Palazzo Stella, un lavoro dove esprime la sua capacità di integrare i caratteri fondamentali della sapiente tecnica pittorica classica con un gesto liberatorio ma misurato, espressione moderna di una  ricerca di mediazione tra i declivi tempestosi della “ liberta’ espressiva assoluta”  e la consapevolezza della sua matura gestione. Giorgio Di Gifico nasce in Brasile ma vive e lavora a Torino città , spesso protagonista delle sue opere. La sua pittura si compone di sapienti segni, ed è pervasa da luci e  cromatismi interiori, atmosfere antiche che si dipanano sul filo di  una metodica espressiva moderna e coinvolgente. Le sue opere partono da una base astratto- informale. Nel loro progressivo avvicendarsi, in una sorta di processo geo-pittorico, gli angoli e le architetture della città sabauda affiorano pervase dal passaggio effimero di “entità indefinite senza volto”. Forse la rappresentazione simbolica di un’umanità fluida e in disfacimento di fronte alle solide architravi della storia… o forse solo un periodo di dolorosa e fisilogica transizione epocale..Matteo Dossola nasce a Casale Monferrato nel 1997. E’ l’artista piu’ giovane in esposizione. Frequenta la Facoltà di Architettura di Milano dove risiede. Dipinge dal 2013  ma solo dal  2017 è presente in alcune esposizioni artistiche: Galleria Poleschi (Milano),collettiva presso la Reggia di Monza (Fundacion Museo del Parque “La Iglesia de Los Angeles”. Importante per l’artista è il tema della firma. Sul retro dei suoi quadri compare la planimetria di una casa, espressione, come lui stesso afferma, dei suoi ideali. Presenta un lavoro materico scandito da una “architettura astratta” cromaticamente coinvolgente e strutturalmente solida. Marino Felice Galizio, in arte Marino Felixg, reduce da un’importante esposizione personale alla Casa del Conte Verde di Rivoli dal titolo “Animae”, si presenta all’esposizione torinese con “Rever” un nudo dipinto con nitida visionarietà che, alla matrice poetica delle fumie tonali dello sfondo sabbioso, contrappone la concretezza figurativa del corpo femminile, abbandonato all’estasi del sonno. Un’opera a tecnica mista che conferma la consuetudine dell’artista piemontese di riaffermare i valori della classicità ma al contempo di innestare costantemente nel suo lavoro,un processo di moderna sperimentazione per dare voce alla realtà del suo vissuto di artista contemporaneo. Sabino Galante, si forma artisticamente nello studio della pittrice Lella Burzio dove apprende  i segreti e le tecniche della pittura ottocentesca in particolare quella di Lorenzo Delleani.E’ stato protagonista di importanti esposizioni tra le quali meritano citazione, la mostra personale nel 2015 “La porta dei sogni” alla Galleria Davico di Torino e nel 2016 alla galleria Sartori di Mantova con la personale dal titolo “Vietato calpestare l’innocenza”a cura di Lodovico Gierut. In mostra presenta  “Un sogno ad occhi aperti”, opera che simbolicamente riafferma con delicato surrealismo e raffinata pittura, il valore del gioco e della curiosità come elementi fondanti della  personalità individuale. Luisa Jacobacci, artista reduce da alcune esposizioni in estremo  Oriente e più di recente negli Stati Uniti, propone un dipinto ad acrilico dal titolo “Informale n°1”, un’opera che dà voce con leggerezza, alla ricerca del significato universale delle sensazioni, attraverso una aggregazione  di sonorità segniche e coloristiche in cui i delicati accostamenti  tonali creano una crescente “onda emozionale” misurata e suggestiva al contempo. Karla Klaser, nata a Zagabria attualmente vive a Trento. Le ampie campiture pittoriche realizzate a spatola sono gli elementi caratterizzanti l’arte di questa pittrice che opera tessendo le sue figurazioni con una modalità al limite dell’astrattismo. La Klaser è già stata protagonista in una precedente esposizione alla Artgallery37, dal titolo “Astrazioni e figurazioni nell’arte contemporanea” e nello specifico di questa nuova esposizione torinese, l’artista croata presenta un’elegante opera realizzata appositamente, dal titolo “Nudo. Si tratta di un olio spatolato su tela di raffinata fattura, che fa parte di un ampio ciclo pittorico sulla figura femminile  al quale l’artista stà attualmente lavorando. Antonella Marzeddu nasce ad Ozieri in Sardegna, regione nella quale attualmente vive. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Sassari conseguendo nel 2013 il diploma di laurea in Pittura e successivamente il titolo di collaboratrice di restauro. Attratta dall’arte informale in particolare di Lucio Fontana e di Alberto Burri, l’artista sarda propone “flussi di coscienza” un’opera che si fa’ materia per dare concreta rappresentazione ai pensieri effimeri ed ambivalenti (il bianco e il nero) che si affollano nella mente umana connessi da simbolici fili di rame, metallo conduttore per eccellenza di calore ed elettricità. Un’espressione concettuale degna di interesse dunque della Marzeddu che per la prima volta espone in una galleria d’arte torinese. Nunzia Luongo in arte Matilda K. In passato  si è occupata di narrativa, suo il titolo Unico interlocutore il vento-Book editore , 1989 e di giornalismo ma ormai da molti anni è entrata a pieno titolo nel mondo dell’arte con una costante ricerca di nuove forme espressive.Il lavoro in mostra  “Passeggiata nella città blu di Jodhpur” è un suggestivo dipinto a tecnica mista di matrice figurativa dove il vissuto di molteplici individualità si tramuta in tessuto univoco di un’umanità riflessa nell’ordinario della quotidianità. La matericità dei suoi lavori rafforza l’impatto della sua pittura tesa nello specifico di quest’opera, non tanto alla narrazione del luogo quanto alla sua evocazione poetica. Romain Mayoulou è un artista che vive a Torino da alcuni anni ma proviene, da Brazzaville, capitale del Congo,terra nella quale è nato nel 1973 e dove  ha compiuto i suoi studi artistici. Dopo l’accademia d’arte ha affinato la sua pittura all’Ecole de peinture Poto-poto, mitico istituto d’arte sorto a Brazzaville grazie al pittore francese Pierre Lods nel 1951. Per l’esposizione alla Artgallery37 propone un lavoro dal titolo “Le Sapeur”.Si tratta di un’opera dai forti cromatismi definiti da ampie campiture che al pari di un  mosaico, si intrecciano a tracciare  con indubbia originalità e raffinatezza le eleganti figure dei sapeur, rappresentanti dell’eleganza africana vestiti con abiti occidentali. Mariangela Mazzeo ha conseguito la laurea in scenografia teatrale e cinematografica  all’Accademia di Brera. Dopo importanti esperienze nel mondo della pubblicità e della comunicazione, attualmente collabora in progetti legati all’opera lirica e ai grandi show in Italia e all’estero. La pittura anima la sua esistenza e  la pervade, direi, fortunatamente. All’esposizione torinese presenta “Tu” un raffinato ritratto di donna seduta, di fattura tecnicamente  iperrealista ma  emozionalmente, surreale. L’opera si disvela in noi e per contagio, tra sguardi e sguardi, ci proietta nella metafora della comunicazione intima quale valore essenziale dell’umanità. Un valore in via di estinzione a causa di forme comunicative spersonalizzanti?  Giusy Musso insegna arte terapia e nell’occasione, propone un disegno a matita su carta del 2015 e la conseguente opera pittorica ad olio realizzata nel 2017. Non si tratta in realtà di un bozzetto preparatorio e dell’opera relativa ma di un disegno che due anni fa pareva aver esaurito la sua funzione definitiva rimanendo nel buio di un cassetto. Ma poiché l’arte percorre  sentieri improbabili o forse solo, necessari, la funzione reale del piccolo lavoro a matita, si è tradotto nella volontà dell’artista di completarne il ciclo vitale, generando, appunto, un dipinto ad olio più grande, frutto di una reinterpretazione in chiave pittorica del disegno originario.Il risultato è degno di interesse. Dare dignità e forma ad un momento di espressione artistica intima e minimale riconsiderandone le potenzialità alla luce di due anni di esperienze nuove è un’operazione concettualmente interessante e umanamente formativa.

Luca Ricagni è uno street dancer appassionato di danza e di arte urbana e dedito alla fotografia con una dedizione che travalica il semplice passa-tempo . A coronamento di queste sue indomabili passioni,  espone una fotografia in biancoenero dal titolo “Carola street ballet”, un lavoro selezionato da Nikon Europe nel 2015. Si tratta di una fotografia realizzata secondo i canoni di un perfetto equilibrio formale, ma permeata di una certa suggestione. Un‘immagine di semplice lettura dove la posa della ballerina fa da eco all’elemento urbano in uno stretto dialogo del silenzio, compiuto al cospetto di una città “desertificata”. Pur di semplice lettura, come dicevamo, il  lavoro di Ricagni è però tecnicamente ben realizzato e  ricco di percettibili emozioni addensate in una fotografia che ci parla di una delicatezza d’animo nobilitante ed apprezzabile. Luigi Rubino, dopo la  frequentazione della Scuola d’arte impressionista di Settimo Torinese, per un po’ di tempo si dedica alla pittura figurativa poi l’informale-astratto irrompe nella sua esistenza e ne determina le scelte espressive. Il suo percorso artistico è ricco di esposizioni collettive nazionali e alcune internazionali: Tokyo, Menton, Parigi. Alla Artgallery 37 si presenta con l’opera dal titolo “Leggeri attimi”, un lavoro dai toni freddi nel quale è il  “movimento molecolare del gesto” che si occupa di portarci dentro l’opera e di farci apprezzare l’essenza espressiva dell’artista. Il lavoro ad olio spatolato appare costituito da raffinati gesti  rotatori intrecciati a definire l’insieme dell’opera nella quale forse per l’effetto della pareidolia o forse per volontà dell’artista(?) è vagamente identificabile un volto dalle fattezze umane. Marina Tabacco è una pittrice la cui formazione artistica spazia da atelier di artisti torinesi a corsi di approfondimento in Italia e all'estero (es. Alanus Akademie - Germania) e culmina con la frequenza del corso di laurea in Decorazione all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Dalle sue opere traspare tutto l’amore sconfinato per il continente africano. I suoi colori, gli universi segnici ,arcaici ma moderni al tempo stesso, le atmosfere paesaggistiche  che si fondono e  tramutano nell’ umanità dei semplici ma vitali gesti quotidiani di un intero continente , sembrano con-fluire nell’opera in mostra dal titolo “Alla fonte” , emblematica rappresentazione di un istante di quotidiana sopravvivenza. Nelle opere della pittrice torinese l’espressione informale e i tratti figurativi sono connessi senza distinzioni, a rappresentare non quanto osservato ma, quanto vissuto nel profondo della propria interiorità. Aleop Tur ,in arte Hasdai  è un artista cubano che ha già esposto alla  Artgallery37 in un interessante progetto collettivo di fotografia curato da Alessandro Santi. La frequentazione con il mondo dell’arte in particolare quello della pittura è stato stimolo per imboccare una nuova strada. Dopo averne osservato i primi lavori a Paratissima, abbiamo deciso di offrirgli un’opportunità espositiva. L’artista in gran segreto ha realizzato l’opera “Sogno blu e danzatrice” un lavoro dedicato alle donne, realizzato con i colori delle crete senesi che potenziano l’atmosfera di sensuale  carnalità  di cui l’opera è avvolta.E se l’impianto figurativo avrà nel tempo modo di affinarsi, l’entusiasmo e l’energia che l’opera emana è già motivo di soddisfazione per l’artista e per noi che abbiamo creduto nella sua capacità di mettersi in gioco e di rischiare. Andrea Valmachino dipinge solo per amore dell’arte, esclusivamente per sentirne il flusso vitale scorrere nelle membra. Si definisce artista astratto ma già si coglie (in fase embrionale) una volontà di sperimentazione della materia che potrebbe a breve sconfinare in un’arte di carattere installativo e concettuale. Con “Abstract” egli ci parla della presenza del colore come elemento emozionale in grado di tracciare nuovi scenari esistenziali oltre le rotte dell’ordinario quotidiano. Il colore rosso si stacca dal fondo monocromo, ci viene incontro, accoglie le nostre emozioni crea un dialogo muto. Lo spirito dell’artista aleggia in quel colore dialogante e silente al tempo stesso, ci offre l’occasione di rinnovare l’amore per l’arte informale, che qualcuno da decenni dà per “finita”, come se potessero esser finite le emozioni di una forma d’arte che è sentita e diffusamente amata . Barbara Vanni Pasi è un’artista figurativa della quale non posso non sottolineare una recente pregevole mostra personale dal titolo “Variazioni naturali” curata da Alberto Bongini  e presentata Torino  allo Spazio Eventa. Realizza le sue opere utilizzando il pastello, un medium che impone una tecnica di non facile gestione. Per dovere di cronaca, tra gli artisti conosciuti che fecero largo uso  del pastello, ricordiamo Edgar Degas ma non dimentichiamone l’utilizzo seppur parziale da parte di Leonardo nel “Ritratto di Isabella d’Este”. La Vanni Pasi presenta all’esposizione “il Giaguaro” un lavoro rappresentativo della sua innata capacità di andare oltre la semplice riproduzione naturalistica cogliendo con vigore,l’essenza selvatica dello sguardo di uno degli animali più affascinanti del mondo felino. Patrizia Vaschetto nasce e vive a Torino dove svolge l’attività di avvocato. La sua infinita passione per il viaggio e per la fotografia sono gli elementi conduttori del suo percorso artistico-documentativo che nel tempo si è andato progressivamente affinando. “New York-grattacieli” , è un bell’esempio di come la fotografia se gestita e vissuta come una mission artistica e filosofica, abbia tutte le potenzialità (troppo spesso inespresse) di andare oltre il suo semplice ruolo di accurata riproduzione del reale o di riorganizzazione grafica degli spazi. Questo lavoro della Vaschetto è un  “astratto perfetto” un istante nel quale il suo sguardo è entrato non tanto nel riflesso del grattacielo, quanto nella volontà di rappresentare le necessità latenti dell’artista stessa. Fotografia  non più dunque come semplice rappresentazione dell’istante fuggevole, quanto volontà di trovare nella concretezza del mondo reale tracce improbabili del proprio universo interiore… Elena Verzelloni Confalonieri  è artista e donna eclettica e piena di risorse creative. Direi imprevedibile. Il suo percorso artistico consta  di luoghi storici  e di alcune importanti  gallerie nazionali. “Chiare,fresche,dolci acque” è opera e al contempo frutto, di una esternazione interiore, matura e “polifonica”, dove il gesto che traspare sembra alimentare incondizionatamente acque   precipitate  in  una caverna materica di sapore arcaico ma al tempo stesso intrisa  di modernità. L’utopia del mondo immaginario di questa artista  travalica la forma troppo definita e si manifesta in un piacevole connubio tra un vigoroso astrattismo e una tenue figurazione dove i cromatismi paiono, sostanza stessa di possibili "mondi paralleli". 

 

testi critici di Roberto Borra

 

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La mia arte,la mia scultura-genesi.-

Testo di Mara Moschini

 

Fare scultura è espressione di vita.Nel tempo il pensiero di cercare una forma e, nell’esprimerla attraverso la tridimensione, è diventata un’abitudine, un bisogno fisico-mentale.La mia scultura tenta di esprimere quella che per me è l’essere contradditorio tipico dell’essere umano (che io stessa posseggo), la ricerca delle idee che sono tante e soprattutto in continua evoluzione.Le mie “torri precarie” rappresentano gli stati umorali variabili, che fan parte dell’”essere umano”.Gli omini, ragazzi giovani poco più che adolescenti, possiedono piedi e mani grosse sproporzionate rispetto al corpo: i piedi segnano il cammino, le mani il fare....L’essere umano si trova in cima alla  torre, impegnato-costretto nella sua attività: “la sopravvivenza”.E’ un essere che si sente libero?Solo in parte, perchè il corpo è prigioniero in una forma “geometrica”, che non gli permette di essere totalmente libero.Quando mi dedico alla scultura, la prima idea nasce con un disegno schizzato, per mettere a fuoco la nuova scultura, poi segue la scelta del  materiale, dei colori, infine modello la creta e poi ritocco e definisco i particolari della scultura a secco con carte abrasive, ferri.... e patino con colori...Scolpisco il marmo seguendo a volte un modello, a volte un disegno nella sua massima libertà di espressione.Mi piace dedicare tempo nel trovare una soluzione nelle superfici dei materiali che lavoro, siano essi il marmo, il bronzo, la creta, il legno, la carta 

E ......l’unica certezza che ho, è la consapevolezza che la fase di elaborazione conclusiva mi proietta già nel sogno di una successiva scultura

 

 

 

 

 

 


                VERNISSAGE VIDEO MOSTRA  "ESPRESSIONI DAL CONTEMPORANEO"


Con  "Evocativo" , l'Associazione Collettivo 37 e la Galleria  di Arte Moderna e Contemporanea Artgallery 37 di Torino, nell'ambito della programmazione dei progetti internazionali, propone al pubblico torinese un'  esposizione di Arte  Contemporanea  organizzata in sinergia con il Gruppo londinese "The Artist's Pool". La mostra propone le opere di 15 artisti provenienti dall'Inghilterra, dalla Spagna, dalla Scozia dagli Stati Uniti e dal Sud America in rappresentanza di svariate espressioni artistiche che vanno dalla pittura  all'incisione, dalla fotografia alla scultura. Un'imperdibile occasione per confrontarsi

con le "spiazzanti opere" di artisti internazionali che hanno a Londra il loro fulcro artistico e culturale e che approdano a Torino, nel Borgo Vanchiglia, uno dei poli più attivi e propulsivi della creatività torinese a due passi dalla Mole Antonelliana,dell'Accademia Albertina e dei più importanti Musei della città sabauda.


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Evocativo”

The Artists’ Pool - London

  

Laura Bello,Helen Campbell,Carolan,

Andrea Coltman,Laurence Cammas,

Esperanza Gómez-Carrera,Marianne Frank,

Sally Grumbridge,Nick Hazzard,Patsy Hickman,

Miranda Pissarides,Szilvia Ponyiczki,

Audrey Kirk,Rilexie,Nicola Weir.

 

 

 Dal 4 novembre al 25 novembre 2017

Artgallery37 – Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

Inaugurazione sabato 4 novembre ore 18.30

 

A cura dell’Associazione Culturale Collettivo37

Progetto Artistico "Evocativo" : The Artist's Pool

Testo introduttivo di Roberto Borra

Presentazione di Alessandro Merlo

Comunicato stampa di Valeria Macci

 

 

La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37  ospita in anteprima assoluta a Torino, 15 artisti membri del The Artists’ Pool di Londra. Il gruppo artistico londinese e l’Associazione Culturale Collettivo37 di Torino mossi da una serie di affinità artistiche nonchè da una stretta comunanza filosofica, hanno recentemente instaurato un rapporto di interscambio artistico e progettuale, sancito nell’occasione di questa importante esposizione di arte contemporanea. Il progetto del gruppo ”The Artist’s Pool si misura con la volontà degli artisti di creare una relazione con un pubblico universale, traendo per la creazione delle loro opere, linfa dall’energia vitale delle relazioni interpersonali, dalle profondità dell’inconscio e dalla natura. La scelta degli artisti londinesi di presentare il loro progetto nel contesto della galleria torinese e di essere in gran parte fisicamente presenti durante l’inaugurazione , è un segnale significativo dell’importanza dell’arte quale “elemento aggregante”, capace di restituire al confronto umano aperto e alla comunicazione sociale e culturale diretta, un ruolo primario al di là del semplice approccio virtuale. Gli elementi di stimolazione visiva e di ricerca dell’innovazione  sono presenti nelle più svariate forme artistiche rappresentate in questo particolarissimo progetto d’arte collettiva dove pittura, scultura fotografia e incisione si intrecciano come componenti emozionali differenziati di un’unica entità fisica. Lo scopo è dunque quello di “evocare”, più che semplicemente, di “raccontare” per cui al pari dell’approccio con il quale gli artisti hanno realizzato le loro opere,   l’atteggiamento dell’osservatore ha un peso importante nel successo del progetto. Concedersi il giusto tempo di osservazione per entrare in sintonia con i flussi gestuali e con le stimolazioni percettive indotte dalle opere, è un esercizio indispensabile per poter godere appieno della bellezza dell’arte e al contempo per regalare a noi stessi, meritate emozioni. A prescindere dalla forma della quale essa sia rivestita, l’opera d’arte è materia pura dell’inconscio e/o del pensiero e la stimolante poliedricità nella quale si manifesta in “Evocativo”, offre una tangibile occasione al pubblico torinese e ai visitatori tutti, di confrontarsi con un universo di evocazioni spiazzanti e perciò “rigeneranti”. Opere che possono sfiorare o abitare i nostri spazi interiori.“L’arte non rappresenta il visibile ma l’invisibile che si annida nell’essere e nell’esistere”. Le parole di Paul Klee vibrano nel cuore pulsante del progetto “Evocativo” e ci interrogano sul valore della nostra identità e sulle relazioni che essa intrattiene con l’invisibilità dell’inconscio dei quali segreti, talvolta  solo l’arte è in grado di svelarne alcuni fuggevoli aspetti..

 

Testo di Roberto Borra

 

 

Evocativo”

The Artists’ Pool - London

  

Laura Bello,Helen Campbell,Carolan,

Andrea Coltman,Laurence Cammas,

Esperanza Gómez-Carrera,Marianne Frank,

Sally Grumbridge,Nick Hazzard,Patsy Hickman,

Miranda Pissarides,Szilvia Ponyiczki,

Audrey Kirk,Rilexie,Nicola Weir.

 

 4 – 25 November 2017

Artgallery37 – Modern and Contemporary Art Gallery

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Turin

 Opening Saturday 4 November 6.30pm

 

Organised by Associazione Culturale Collettivo37

Artistic Project: The Artist's Pool

Introductive text by Roberto Borra

Presentation of Alessandro Merlo

Press release by Valeria Macci

 

 The modern and contemporary art gallery Artgallery37 hosts for the very first time in Turin 15 artists of The Artists’ Pool, London. The artistic group from London and the cultural association Collettivo37 of Turin, similar for several artistic affinities and a common philosophy, have recently started a relationship of artistic and project exchange, sanctioned by this important exhibition of contemporary art. The project of The Artists’ Pool is inspired by the will of the artists to create a connection with the universal public, taking nourishment for the creation of their works from the vital energy of interpersonal relationships, the depth of the subconscious and Nature.The choice of the artists from London to exhibit in this gallery in Turin and, for the majority of them, to be present at the opening, is a significant signal of the importance of Art as a “joining element”, capable of reestablishing as pivotal the open human debate and the social and cultural communication, beyond the simple virtual approach.Elements of visual stimulation and innovative research are present in different artistic ways in a  collective exhibition where painting, sculpture, photography and printmaking interweave like different emotional elements belonging to an unique physical entity. Therefore the purpose is to “evoke”, rather than simply “telling”. Apart from the common approach of the artists in creating their artworks, the spectator’s view has a huge role on the success of this project. Taking one’s time to observe and empathise with the gestural flows and the perceptive stimulations induced by the artworks is an essential exercise to fully enjoy the beauty of Art, and in the meantime to gift us with deserved emotions.Regardless of the technique, the work of Art is pure matter of the subconscious and/or of the thought, and the stimulating versatility in which it shows itself in “Evocativo”, offers a tangible occasion to the public to confront with a universe of puzzling, “restored” evocations.Artworks that can touch lightly or dwell in our interior spaces.“Art does not reproduce the visible, rather it makes visible the invisible that settles in the Being”. The words of Paul Klee vibrate in the pulsating heart of “Evocativo”, they question us on the value of our identity and the relationships that the identity has with the subconscious’ invisibility, whose secrets and fleeting aspects sometimes only Art is capable of unveiling…

 

written by Roberto Borra

 

 

 

https://www.theartistspool.co.uk/

 

 


 

Irene Puglisi

offre al suo lettore tutta la percezione dinamica che solo la stampa sa offrire durante il suo lento processo creativo di imprimitura.

Quei passaggi che lasciamo alla profondità del segno tutta la suadimensione architettonica. L'incisione è l'attrice, con la quale Irene si confronta per mettere in scena la dimensione scultorea che lo spazio definisce attraverso le nostre azioni, i medium con cui corrodere il limite superficiale delle cose, per lasciare alla sua strutura molecolare tutto quella dimensione fsica dove si defniscono sempre nuovi linguaggi. Segnali rassicuranti che nella dimensione del colore offrono allo spettatore oasi dove confrontarsi con i propri pensieri. Interessante il contrasto linguistco che l’artista crea inoltre tra la lingua italiana e quella spagnola. Piattaforme dove Irene si forma, muove i suoi passi e contraddistngue la sua identità interpretativa. Abrazo, Los pies no sirven para hacer raices diventano la risposta critica verso tutta la letteratura iconografca con cui gli artsti informali hanno, nel corso degli anni’50—’70, sostenuto la propria critica al mondo contemporaneo. Le impressioni, scandite dalla risolutezza del colore tipografco, dal suo divenire opera nel processo di sovrapposizione delle idee editoriali, diventano l’ambiente naturale dove l’artista siciliana trattiene il suo osservatore, offrendogli quella rifessione critica dove le parole abbandonano la loro presenza grafica per dare libero sfogo alla loro complessa struttura fonetica.

La sua espressione artstica s’ispira alla metamorfosi materica che la natura compie nel suo divenire, in quella commedia linguistica dove l’artista ne carpisce i colori, ne interpreta le dimensioni materiche per lasciare ai suoi spettatori il compito di esserne complice o indignato testimone di proteste contro crimini scellerati. Terre, spezie, minerali entrano a far parte del suo medium linguistico, con il quale realizza acquarelli da cui trae ispirazione per la realizzazione delle sue opere calcografche.

Elisa Favilli

 

 

MAVIE CARTIA

Testo di Gianni Longo

Non più all'alba della sua avventura

 In questa nostra epoca povera di consapevolezza sociale,abita una mediocrità intellettuale che la rende incapace di far comprendere ad un italiano qualcosa del suo Paese. Il mondo è stanco di noi e presto si sceglierà nuovi padroni. Persino il tempo con la sua incostanza e mutabilità perenne,cancella,annulla        e fa risorgere il nostro vissuto quotidiano ambiguo e inafferrabile,non a misura d'uomo.

 Ogni frangente della vita che passa trasuda dai lavori di Mavie Cartia e,senza alcun dubbio, dominato e durevole sempre. La nostra protagonista vive nel presente,nella pura abitudine dell'attimo e la sua meraviglia si rinnova di continuo davanti al mistero degli intimi particolari della vita.

La solitudine è della Mavie,frappone fra sé e il mondo il suo studio,i suoi libri. Le necessita un luogo appartato dove non poter essere infastidita,un luogo ben trincerato in cui pensare,progetttare,essere...e incontrare il suo mondo. Nel suo registro cromatico s'affaccia tutto e il contrario di tutto e si rifugia nei frammenti di un integerrimo mondo scomparso,una realtà anche infinitamente sfaccettata,struggentemente antica e tragicamente attuale.Anche la morte feconda e riproduce incessantemente la vita nell'arte della nostra protagonista,nel suo lavoro infatti scava fino a capovolgere la natura in un futuro eternamente presente. Comprendere la ricerca di Mavie Cartia è difficile. Penetrare la sua personalità d'artista è un compito particolarmente enigmatico,ma non quello di essere stata sempre contemporanea del suo tempo e uno degli esponenti più significativi dell'arte contemporanea italiana.Per la loro bellezza e magia la Mavie ritrae quei luoghi che hanno esportato nel mondo tutto ciò che sembra celebrare la violenza e la solitudine degli uomini,di contro,prova a trasformare e ricostruire la sua vita esteriore,il suo atteggiamento nei riguardi degli altri e delle circostanze,con lo scopo di preservare ed edificare con sempre maggior sensibilità e coscienza quel percorso essenziale,puro e sublime,al quale rapporta ogni valore, che è l'arte.

 

 


Mostra d'Arte Fotografica &

Presentazione del libro

'50/70 FOTOGRAFIA e ARCHITETTURA - EDIZIONI LABO'

a cura di

Artgallery 37

Coordinamento artistico di

Luca Capuano e Alessandro Santi

‘50/’70 Fotografia e Architettura

A cura dell’Artgallery37
Coordinamento Artistico: Luca Capuano e Alessandro Santi

Dal 30 Settembre al 14 Ottobre
Artgallery37 – Galleria di arte moderna e contemporanea Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino
Inaugurazione Sabato 30 Settembre ore 19:00

“La fotografia come esperienza artistica, anche e soprattutto nella sua funzione e missione documentaria, ha a che fare inevitabilmente con la bellezza, con un’esigenza visiva di interpretazione formale, di una traduzione estetica del mondo.”
Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore città, Bompiani, Milano 1944.

Testi di Alessandro Santi

La mostra fotografica si propone come coronamento alla presentazione del libro ‘50/’70 Fotografia e Architettura redatto da edizioni Labò, da cui prende nome. Figlia della collaborazione tra Artgallery37 e Luca Capuano, fotografo professionista, specializzato nella fotografia di architettura ed operatore nel campo dell’arte.
L’amore senza filtri per la città, oltre la rappresentazione del suo valore estetico o dei suoi problemi sociali. Lo stesso amore che prova chi esplora i territori caotici delle nostre periferie e ci invita ad andare oltre, nonostante quel senso di scoraggiamento e decadentismo, a ricercare una strana bellezza non più limitata alla memoria storica del centro cittadino bensì anche alla disgregazione spontanea e non delle periferie. Malgrado il rifiuto generale a riconoscere il valore innegabile di una nuova memoria storica, l’osservatore attento percepisce nello spazio urbano il protagonista e nella realtà la scenografia.
Nell’occhio del fotografo avviene il ridisegno e il riprogetto dello spazio, creazione spontanea di una città immaginaria che però è reale solo davanti all’obiettivo. Stando assolutamente immobili si possono percepire le metamorfosi visive presenti in una città che pulsa di vita senza che nessun essere vivente vi rientri: solamente nel vuoto e nel silenzio si può arrivare ad intuire ciò che normalmente non si vede e non si sente. La semplice presenza di un passante può caricare di significati ambigui la struttura dell’immagine, facendo dell’assenza un tratto negativo, ridando all’architettura il valore di quinta o semplice sfondo. Qui il fotografo si riappropria dello spazio urbano rendendo il vuoto protagonista di se stesso: un vuoto che riempie, perchè l’assenza nell’architettura è parte strutturale e integrante del suo essere. Prende forma, in questo dialogo sottile tra architettura e fotografia, l’idea di un luogo globale come somma di luoghi diversi, senza la sparizione delle singole identità ma che attraverso codici visivi ci spinge verso una autocoscenza più radicata e un miglioramento della percezione. Questa condizione di osservatore privilegiato consente di esaminare con maggior distacco e più comprensione le contraddizioni a volte disarmanti, quanto affascinanti, della città che respira e si espande sopra e sotto i nostri piedi. La visione diventa allora una sorta di riprogettazione non visibile, il cui scopo è anche quello di percepire e intendere la relazione fra noi e il reale.
Fotografare l’architettura significa fare scelte tipologiche, storiche, oppure affettive, ma nella maggioranza dei casi vuol dire ricerca: una ricerca che cade nella folle etica lavorativa, di luoghi e relazioni anche lontani. Presuntuoso e illusorio è sperare che la fotografia possa rieducare alla visione degli spazi urbani ma probabilmente uno sguardo sensibile, centrato e riflessivo, può aiutare a rilevare ciò che si trova davanti ai nostri occhi ma spesso è irriconoscibile. La mostra in considerazione si prefissa l’obiettivo di guidare, anche solo in parte, l’occhio dell’osservatore allo spazio urbano collocando il punto di osservazione per infne proiettare lo sguardo. Proponiamo quindi questa lettura di in un periodo storico estremamente significativo per la formazione della visione collettiva di un futuro, ora passato, chiamato architettura italiana e globale, che unisce l’architettura cosiddetta colta con quella ordinaria, nel tentativo di costruire un dialogo della convivenza, tra centro e periferia, che con un pò di retorica possiamo chiamare egualitario.

LUCA CAPUANO: Studio di Achille Castiglioni, Milano.

GIULIO VALERIO MANCINI: Palazzina “Il Girasole”, Roma, 1950. Progetto: Luigi Moretti

ELODIE CAVALLARO: Cimitero Monumentale di San Cataldo, Modena, 1984. Progetto: Aldo Rossi e Gianni Braghieri

FRANCESCO SPENDIO: Appartamenti “Le Terrazze”, Faenza, 1977. Progetto: Filippo Monti

FRANCESCA FARINI e MARIANNA GRANDI: Biblioteca Walter Bigiavi, Bologna, 1973. Progetto: Enzo Zacchiroli

SAVERIO COVEZZI e MICHAEL LO MONACO: Chiesa di Santa Maria Assunta, Riola di Vergato (BO), 1980.Progetto: Alvar Aalto

ALESSANDRO SANTI: Villaggio Eni, Bologna, 1960. Progetto: L.Benevolo, V. Calzolari, M.Carini, S. Danielli, F. Gorio, M. Vittorini

 


Amantes de ida y vuelta

(Mostra itinerante)

 

Opere dell’artista Noemí Barberá Babiloni e poesie di Antonio Arbeloa

 

A cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci
Organizzato dall'Associazione Culturale Collettivo37

 

Con il Patrocinio del Comune di Torino

ARTGALLERY37

Dal 16 al 28 settembre 2017

inaugurazione 16 settembre ore 19

 

Tra arte e poesia
L’artista e lo scrittore trascorrono un anno in viaggio con il loro progetto Amantes de ida y vuelta, dove la sensualità fa da sfondo a un perfetto connubio tra pittura e poesia. La passione erotica è dipinta in più di 20 tele accompagnate da altrettante poesie che danno vita a un collage di sentimenti, tra i più reconditi delle relazioni sentimentali. Il sesso, gli intrighi, il dolore per l’assenza, l’allegria degli incontri, ciò che è impossibile da dimenticare, fino ad arrivare ai ricordi più accattivanti e nostalgici di quando tutto finisce; questo è l’ingranaggio tematico di questa esposizione poetica itinerante.
Utilizzando le parole del poeta, i suoi versi non sono una didascalia delle opere, bensì corrispondono alla capacità di mettere nero su bianco le sensazioni che l’opera evoca. Ma, come spiega l’artista, è vero anche l’esatto contrario: è stata Noemi a dar vita ai versi di Antonio, sommergersi in un mondo di sensazioni così travolgenti l’ha portata a tradurre le parole scritte in “autentiche” pennellate.
In questa fusione, lo spettatore potrà osservare e leggere senza dover seguire un ordine prestabilito: le poesie non sono una descrizione dei quadri, così come i quadri non sono un ritratto dei versi. Potrebbero addirittura esistere in modo indipendente, ma è la combinazione che dona loro grande forza.

Noemí Barberà, vincitrice della Prima Edizione dei premi “Qubo” nel settore Arte, e Antonio Albeloa vincitore del premio Alcap di poesia e il Premio Arte Blanco Pilares de la Cultura, hanno inaugurato il progetto di Amantes de ida y vuelta a dicembre, nella centralissima Galleria d’arte Colosseo, un viaggio che a febbraio li ha portati a Talavera de la Reina (Madrid) per poi approdare all’Hotel Ladron de Agua di Granada. A settembre, dopo l’esperienza presso la Sala Melchor Zapata di Benicassim, saranno finalmente ospiti della Galleria Artgallery37 a Torino, per poi raggiungere l’ultima tappa dell’esposizione alla Bohemia di Castellon.

Questo progetto tratta il tema della passione amorosa, quella onirica e proibita, ma con elementi comuni e sia gli oli su tela di Noemí che i versi del poeta trasudano di questo erotismo che risiede nella passione di quegli amanti che superano i limiti consentiti dalla società.
Amante è colui che ama ora e qui, contro le regole, colui che ama di nascosto, chi gode dei momenti inaspettati e soffre le assenze tempestose, chi ha sempre in bocca il nome del suo amante e che desidera penetrarlo credendo di morire altrimenti. 
Insomma un progetto artistico e tecnico ma pieno di sentimento, vissuti e di un’immensa bellezza nella mole delle parole e delle pennellate.

 

 

 

 

“Sono per te l’amante come il sole alla parete,

trafitto dall’ombra delle nuvole, attraversato dal gesso del nostro “storico” amoroso […]

L’amante è colui che non ha bisogno di tornare. Solo chi resta per sempre è l’amante.”

 

Antonio Arbeloa


Esposizioni ORGANIZZATE DAL COLLETTIVO37

nell'ambito di Lov Vanchiglia Open Lab

domenica 17 settembre 2017

dalle 11 alle 22

 

“Collettivo 37 Scouting Art”- Spazio 19 Coworking

a cura di Roberto Borra e Alessandro Merlo

Artisti:

Francesco Chiatello-Yulia Filatova-Frida Ghiozzi-

Karla Klaser-Shayan Gharehsavari-Aleop Tur

 

“Amantes de ida y vuelta” - Artgallery37

a cura di Alessandro Merlo e Valeria Macci

artista Noemi Barberà

poesie di Antonio Arbeloa

 

L’esposizione artistica “Collettivo 37 Scouting Art” è un progetto realizzato dall’Associazione Collettivo 37 di Torino e dallo staff della Galleria di arte moderna e contemporanea Artgallery37 in collaborazione con lo Spazio 19 Coworking di via Cesare Balbo 19 luogo dove verranno esposte le opere degli artisti selezionati dal Comitato Artistico della Galleria. Il progetto è funzionale all’incontro tra le realtà artistiche e culturali del quartiere Vanchiglia che con l’occasione si aprono al confronto con artisti di svariata provenienza e nazionalità orbitanti nel circuito del Collettivo 37. La mostra collettiva realizzata nell’ambito di Lov Vanchiglia Open Lab presso lo Spazio 19 Coworking si connette idealmente e fisicamente al progetto artistico- letterario dal titolo “Amantes de ida y vuelta” della pittrice spagnola Noemi Barberà e del poeta Antonio Arbeloa approdato nel Palazzo Antonelliano dell’Artgallery37 di Torino con inaugurazione sabato 16 settembre (ore 19), precedentemente presentato a Roma, Madrid, Granada, Castellon de La Plana (Valencia).
Un’occasione unica dunque per apprezzare due interessanti esposizioni d’arte contemporanea con un minimo dispendio di energie. Lo Spazio 19 e la Artgallery37 sono infatti a due passi. Due passi ben spesi per ammirare arte nel cuore del Borgo Vanchiglia, uno dei poli più attivi e propulsivi della creatività torinese.
La mostra “Collettivo 37 Scouting Art” presenta una selezione di 6 giovani artisti emergenti in rappresentanza di diverse forme d’arte visiva.


Espongono gli artisti:

 

Francesco Chiatello
Nato a Torino nel 1992, Francesco si laurea allo IED in Transportation Design e attualmente lavora come assistente marketing, illustratore e grafico. Appassionato di disegno fin da piccolo, predilige l’uso della penna a sfera e della matita, ma non disdegna la sperimentazione di altre tecniche. La parola chiave nella sua vita e nel suo lavoro è “comunicazione”, e in questa occasione propone una interessante serie di disegni, frutto delle sue più recenti ricerche espressive.

Yulia Filatova
Artista russa nata nel 1992 sui monti Urali, ha studiato presso la scuola d’arte di Valentin Serov e alla facoltà di Architettura di Mosca. Nel 2014 si è trasferita a Milano dove si è laureata, presso il Politecnico, con una tesi di architettura intitolata “Utopia sotterranea”. La sua ricerca si è concentrata principalmente sui punti di connessione tra arte e architettura. Si esprime principalmente dipingendo con maestria, su cartone che trova per strada. Dal 2010 Yulia è impegnata in numerose mostre sia in Russia che in Italia con disegni, dipinti e installazioni. Nel 2017 si è svolta a Milano la sua seconda mostra personale “Silenzio su cartone”. Attualmente vive e lavora a Milano come architetto e artista.

Frida Ghiozzi
Nata a Torino nel 1986 dove attualmente vive e lavora. Lavora nel mondo dei tatuaggi insieme al compagno ma la sua più grande passione è la pittura ad acrilico, che la ossessiona da sempre e le permette di dare vita a sogni, inferni e fantasie. La sua è una realtà d’ispirazione esoterica e surrealista, dove dal buio emergono entità che appartengono ad un altrove lontano ma allo stesso tempo insito nel profondo della mente umana. Per questa edizione del Lov Vanchiglia Open Lab propone originali dipinti e disegni dal sapore gothic-dark.

Karla Klaser
Pittrice di Zagabria, attualmente vive a Trento. Propone una serie di acrilici su tela nei quali, volti e figure si “materializzano” attraverso una tecnica definita dai critici “macropuntinismo”. Nel 2017 è stata protagonista di una rilevante mostra collettiva alla Art Gallery37 di Torino dal titolo “Astrazioni e figurazioni nell’Arte Contemporanea” curata da Roberto Borra.

Shayan Gharehsavari
Artista iraniano, nato il 22 agosto 1993 a Boroojerd, vive a Torino dal 2013. La passione per il disegno e l’architettura l’ha portato ad abbandonare l’Iran, dove non è più tornato, per proseguire gli studi in Italia, al Politecnico di Torino.
L’amore per il disegno che coltiva sin dall’adolescenza ha trasformato la sua permanenza in Italia in un viaggio architettonico che gli ha permesso di ricordare i luoghi e i momenti più evocativi del suo passato. Per l‘occasione presenta alcune opere figurative su carta, frutto delle sue ultime interessanti sperimentazioni artistiche nell’ambito del disegno e della pittura.

Aleop Tur
Aleop Tur è nato a L’Avana, Cuba, il 7 ottobre del 1990, attualmente vive e lavora a Torino. Ha sviluppato una fotografia incentrata sul tema del viaggio, essendo da 10 anni lontano dalla sua terra madre e per l’occasione presenta alcune suggestive opere fotografiche in bianco e nero frutto di una sua personale ricerca sul sociale. Ha partecipato recentemente ad una importante mostra fotografica alla Artgallery37 di Torino dal titolo “Analogico uno scatto sensibile” curata da Alessandro Santi e Valeria Macci.

 

SPAZIO 19 COWORKING – Via Balbo, 19
ARTGALLERY37 – Via Buniva, 9/ter/f

 

http://www.vanchigliaopenlab.it/LOV/artgallery-37-in-collaborazione-con-spazio-19-coworking/

 

ARTGALLERY37

Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Via Buniva 9 ter/f, 10124, Torino

 

 

 

"TRACCE".

Collage digitali di Sandra Assandri

 

a cura di Marilena De Biase

 

Presentazione di Anna Raffaella Belpiede

 

Dal 5 al 13 settembre 2017

 

 

Inaugurazione

martedì 5 settembre ore 19.00

 

 

La galleria Artgallery37 riapre dopo la pausa estiva per una nuova stagione artistica ricca di eventi culturali non convenzionali. Il primo appuntamento vede come protagonista l’antropologa visiva Sandra Assandri con un progetto sulla Cavallerizza Reale di Torino. Poche città possono vantare un luogo come la Cavallerizza, patrimonio UNESCO dal 1997. Dal 2014 viene occupata da un gruppo di cittadini con l’obiettivo di opporsi alla vendita di quello che viene dai cittadini considerato un “bene comune” e contribuire attivamente alla sua riqualificazione e al suo riutilizzo, secondo il modello e gli strumenti della progettazione partecipata e della cittadinanza attiva: vi si organizzano assemblee cittadine, dibattiti, iniziative teatrali, musicali e artistiche aperte alla cittadinanza.

Sandra Assandri si è concentrata sugli spazi degradati e sugli oggetti abbandonati trovati nei primi mesi dell’occupazione, rielaborando il materiale con fotografie e scansioni per raccontare la storia meno nota della Cavallerizza. Il progetto si intitola, appunto, “Tracce” ed è una testimonianza, un tentativo di preservare la memoria sfocata della Cavallerizza fissandola con la precisione del digitale.

Dopo un primo anno intenso con mostre di artisti internazionali e provenienti da ogni parte d’Italia, ci è sembrato giusto ripartire da Torino, per presentare un luogo e una storia di cui si parla molto ma che probabilmente non è stata mai mostrata con questi occhi.

 

 

Genesi del progetto

Sandra Assandri

 

Il progetto nasce, nel 2014, alla Cavallerizza Reale di Torino, occupata, allora, da pochi giorni. Osservare quegli ambienti, forzatamente abbandonati dai residenti, mi ha portata a voler fissare in qualche modo l'aspetto dei luoghi e la condizione degli oggetti che ancora vi si trovavano.

Si sarebbero potute semplicemente fotografare le situazioni osservabili. Ho preferito lavorare in un altro modo selezionando oggetti disparati tra i moltissimi che ancora rimanevano e che raccontavano la vita quotidiana degli antichi residenti. Erano orfani di un passato non troppo lontano ma comunque non ricostruibile fedelmente nei particolari. Con questi e con alcune immagini di scorci e di particolari architettonici, ho realizzato composizioni ibride unendo vecchie fotografie trovate e cose dimenticate per creare testimonianze ipotetiche di momenti passati, di verosimili accadimenti e di vite vissute.

Organizzare le tracce rimaste in una sorta di racconto non era semplice, ma questi oggetti, ormai privi di cure e di affetti, appartenevano comunque a questi luoghi. Mi piaceva pensare si potesse tessere una narrazione verosimile di questo recente passato. La prima operazione e' stata fotocopiare gli oggetti. In un momento successivo, con Marilena De Biase, abbiamo utilizzato lo scanner elaborando le varie tavole e cercando di mantenere un'ipotetica continuità stilistica. Preparando queste immagini è stato inevitabile interrogarsi sul senso della memoria e sugli strumenti che possono aiutare a preservarla: la lotta contro l'oblio richiede strumenti efficaci. Abbiamo cercato di restituire una parvenza di vita a cose e spazi che, nel momento dell’abbandono, non si erano affidati alle tecnologie. Usare lo scanner permetteva di ottenere una registrazione più immediata e più materica dell'esistenza di questi oggetti, quasi-personaggi che si stavano lentamente dissolvendo. 

I criteri di raccolta sono stati, all'inizio, abbastanza casuali, legati ad una personale percezione e lettura simbolica delle cose ancora presenti nei luoghi. La scelta non pretende di essere rappresentativa e la combinazione degli oggetti resta (e vuole essere) un'interpretazione assolutamente arbitraria di un mondo non più reale e ormai ignoto. Il vecchio oggetto, si presta a raccontare la vita interiore di chi lo ha usato. E' testimonianza residua di relazioni familiari o sociali e conserva memorie implicite di conoscenze, pensieri, eventi ed emozioni. Ce le ripropone in modo metaforico ribadendone la fisicità.

L'intenzione non era un ricostruire verosimilmente momenti passati o un mettere ordine in un mondo caotico, ma disporre liberamente dei vari elementi creando tra loro relazioni per affinità o per contrasto, un tentativo di salvataggio, almeno virtuale ed immaginifico, prima che inevitabili entropie completassero la loro opera demolitrice.

Le immagini raccolte rappresentano, a mio avviso, quello che in un'ottica buddhista potrebbe essere ricondotto al concetto di “impermanenza”. La caducità del risultato non è in contraddizione con l’accuratezza del segno, la cui specificità permane nel mezzo digitalizzato. Nonostante la precisione tecnica dell'acquisizione digitale restano aperti interrogativi su come la realtà possa essere rappresentata e manipolata attraverso una visione solo apparentemente oggettiva che è quella fotografica.  E resta aperta la domanda: cos'e' davvero reale?

 

 

Creare immagini, raccontare storie – riflessioni sul mezzo tecnico

Marilena De Biase

 

A ben pensarci la creazione di immagini è la vera peculiarità dell'essere umano, la ragione che davvero ci distingue dal resto del mondo animale. Fin dalle caverne le immagini sono state il tratto distintivo dell'uomo che, attraverso la volontà del racconto, il desiderio di documentazione (quindi non un mero bisogno estetico-decorativo) ha lasciato il primo incredibile segno di sé, della propria storia. Le immagini hanno sempre raccontato storie; pensiamo ai grandi cicli di affreschi che raccontavano al popolo analfabeta le sacre scritture o celebravano le storie dei potenti.

La pittura è stata quindi per secoli la forma più potente di comunicazione, almeno fino all'avvento della fotografia, fino a quando si crearono le condizioni affinché all'arte si evolvesse passando dal documentare la realtà verosimile, al documentare le emozioni, realizzando un grande valore aggiunto al racconto delle storie.

Ora siamo nell'epoca del digitale, in cui personalmente mi sono integrata da subito (con entusiasmo fin dalla fine degli anni '80) esplorando l'aspetto della progettualità tridimensionale fino alla realtà virtuale. Questa precisazione per dire che ho subito profondamente il fascino dell'elaborazione elettronica dell'immagine scattata dal reale o “creata” con il ricorso a frammenti del reale che si possono mescolare tra loro, re-inventati di sana pianta, prodotto esclusivo della fantasia creativa. Intendiamoci, nulla che non si potesse fare anche con la pittura con il collage anche multimaterico  (le avanguardie del '900 hanno prodotto meraviglie in tal senso). Lo straordinario e che oggi gli oggetti possono essere iperrealistici (la scansione specialmente a volte ha questo effetto) pur essendo  manipolati, cambiati di scala, mettendoli in dialogo tra loro e con il contesto “virtuale” di cui li si circonda. Si può creare un linguaggio illusorio, suggerendo emozioni attraverso una verità/messaggio (poiché risulta straordinariamente verosimile) che può essere invece inganno. Certo tutto questo può essere usato intenzionalmente per indurre a pensare; mi chiedo però,se oggi l'era digitale non induca invece a rincorrere il fantastico a raccontare storie ed emozioni che si possono sostituire allo scomodo reale, specialmente  là dove i soggetti rappresentati realmente possono essere composti tra loro in modo verosimile, inseriti in paesaggi irreali, mondi “virtuali” imperscrutabili, diciamo pure “finti” cioè inesistenti, ma assolutamente (falsamente) realistici, difficili da decodificare per chi non possiede le chiavi tecniche. (fake non solo le news)

Pertanto questa possibilità di sublimazione, storicamente propria  dell'Arte, che oggi non è solo legata alla riproducibilità tecnica, che di fatto ne consente la diffusione, la massificazione, mi sembra che (al di là del fascino innegabile che esercita su chi ci lavora)  contenga in se un rischio, forse un pericolo... di indurre ad una confusione/sostituzione del reale con un più comodo o confortante virtuale, perdendo progressivamente di vista la realtà talvolta drammatica e ingombrante dei nostri tempi; storie irreali ma verosimili, magari compiacenti, in sostituzione della storia vera, scomoda e difficile.

La domanda quindi è: quali storie vogliamo raccontare? 

Certamente sta a chi manipola, pensa, progetta le immagini, (l'artista?) sviluppare ed assumere un'etica nel racconto che, cosciente della potenza del mezzo espressivo, sia anche di servizio all'approfondimento. Solo così si realizza, a mio parere, in questa società così complessa, il ruolo specifico ed insostituibile  dell'arte.

 

 

Orari Artgallery37 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

 

Martedì – sabato, 16-19.30

Domenica e lunedì chiuso

 

Ingresso libero

Tel. 3388300244

www.artgallery37.com

 

Informazioni

Ufficio Stampa Collettivo 37 e Artgallery37

Valeria Macci 

cell. 340 2923295

 

Alessandro Santi

cell. 333 6851208

 

press.artgallery37@gmail.com

artgallery37@virgilio.it


 

 

CARLO IORIETTI

 

Gestualismi esistenziali

 

nell’arte contemporanea

 

 

 

Dopo il successo della mostra degli artisti Gianpaolo Basso,Giorgio Billia,,Maurizio Filippi,Ciro Guerra,Karla Klaser e Realto dal titolo"Astrazioni e figurazioni nell'arte contemporanea" a cura di Roberto Borra, la Galleria Artgallery 37 prima della chiusura estiva presenta un'importante esposizione personale del maestro Carlo Iorietti.

Il pittore piemontese è reduce da rilevanti  mostre in Sicilia, presso il  Centro Vitaliano Brancati di Scicli , in Liguria, nelle sale medioevali del Museo Commenda di Pre a Genova e con il Collettivo 37, a L’Avana,Cuba presso Il Centro Fucina des Artistas.

 A Torino presenta una serie di oli su tela , in gran parte rappresentativi della sua “anima informale”, concepite e realizzate negli ultimi due anni.Tre sole ma significative sono le opere di espressione figurativa che si potranno ammirare nell’esposizione torinese.La mostra curata dalla critica e storica dell’arte Cinzia Tesio, rappresenta un’opportunità unica per entrare nel mondo di questo artista molto apprezzato non solo da un pubblico sempre piu’ vasto di appassionati d’arte e di collezionisti ma anche da molti importanti e qualificati operatori del mondo accademico e del settore artistico.

Cinzia Tesio a proposito dell’arte di Iorietti afferma: c’è un qualcosa di spirituale nella sua pittura che si stempera e diventa mistero.

Ed è infatti nel suo mondo misterioso che egli ci conduce senza mediazioni, immergendoci in  originali e possenti  “prospettive architettoniche dell’inconscio” dove il colore traccia netti  confini tra l’energia positiva sprigionata da vigorosi cromatismi che si alternano  e convivono con i neri profondi a rappresentare i lati oscuri propri dell’esistenza umana . I suoi mondi immaginifici interiori pare vengano forgiati nel grembo di quei  “gestualismi esistenziali” frutti maturi di una creatività intensa, avvalorata dal rigore di solide basi accademiche e mediata da una sensibilità umana e artistica davvero unica.

L’arte del pittore Carlo Iorietti è nutrimento spirituale per le nostre esistenze ma è al contempo foriera di  una dimensione che conduce l’artista in “quell’altrove”, che tutti vorrebbero raggiungere.

Arte vera dunque quella di Iorietti, da apprezzare e gustare lentamente, poiché intingere la tela con gesti che rendano durevole l’emozione è esclusivo patrimonio degli artisti di razza,categoria alla quale il pittore piemontese appartiene a pieno titolo.

 

Roberto Borra

 

 

 

CARLO IORIETTI /Biografia

 

 Si diploma alla scuola di pittura del Prof.G.Rizzi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.Inizia la sua attività espositiva nel 1987 con una mostra personale ad Aosta presso la Sala d’Arte Comunale, nel 1989 espone i suoi lavori alla Fiera di Arte Contemporanea di  Bari, nel 2011 allo Spazio Artefilia di Torino,nel 2012 alla Galleria Daimon Art di Torino e nel 2013 in “Volti del Tibet” alle Scuderie della Tesoriera di Torino.Partecipa a varie collettive a Torino nel Palazzo degli Antichi Chiostri, a Verbania presso la Sala della Resistenza,alla Società delle Arti di Torino.Tra le esposizioni più recenti annovera “Percorsi Difformi” alla Galleria La Conchiglia di Torino ed alla Galleria 20, ”Percorsi di estetica contemporanea”. Nel 2015 ha esposto nella collettiva alla “Art Gallery-The Tabernacle” di Londra. E’ uno degli artisti  fondatori del “Collettivo37” di Torino. All’attività pittorica ha affiancato il restauro di affreschi,decorazioni e dipinti su tela eseguendo lavori sotto la tutela dei Beni Artistici e Architettonici del Piemonte. Ha  partecipato al  Progetto itinerante "Via Crucis37" partito dalla Chiesa di San Vittore nel Complesso Carlo Albertino di Pollenzo sede dell’Unesco e poi approdata nella Chiesa romanica di San Rocco a Condove e successivamente all’Abbazia di Novalesa . Rilevante la sua partecipazione alla mostra "Il paesaggio montano dall'800 al contemporaneo" a cura della Dssa Cinzia Tesio che lo ha inserito nel  novero dei cinque artisti contemporanei al fianco dei grandi artisti dell'800 e del 900,Carrà,Sironi, De Pisis per citarne alcuni. Nel marzo 2016 ha partecipato alla mostra “Il volto e l’anima” presso la medioevale“Casa degli affreschi” di Novalesa e all’esposizione “L’espiritual en l’art” in Spagna. Importante la sua partecipazione alla mostra “Frammenti di arte moderna e contemporanea” presso la Artgallery37 di Torino che lo ha visto protagonista accanto a nomi quali: Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Marc Chagall,Giorgio De Chirico.  Nel 2017 ha partecipato con la personale “Auschwitz.Il viaggio non voluto” al Progetto itinerante “Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei” presso il Museo Commenda di Prè a  Genova, poi ospitato al Centro Vitaliano Brancati di Scicli e all’Artgallery37 di Torino. Sempre nel 2017 Cuba lo ha visto protagonista della mostra “Torino-L’Avana,anima unica” con il Collettivo 37 al Centro d’arte “Fucina des Artistas”. Attualmente è Presidente dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino e Direttore Artistico  della Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino. Le sue opere sono presenti in varie collezioni private e presso sedi di enti istituzionali e museali italiani.

 



“ASTRAZIONI E FIGURAZIONI NELL’ARTE CONTEMPORANEA”

GIANPAOLO BASSO, GIORGIO BILLIA , FILIPPI. CIRO GUERRA, KARLA KLASER, REALTO.

 

a cura di ROBERTO BORRA

 

 presenta  MARINA ROTA

(Giornalista e scrittrice)

 

GIOVANNI CORDERO

(Responsabile Arte Contemporanea 

Soprintendenza beni storici e artistici del Piemonte)

 

 intervento critico di

JAQUELINE CERESOLI

(Storico e Critico d'arte Exibart)

Video Artisti e mostra You Tube

Cenni critici sull'Evento di Jaqueline Ceresoli(Storico e Critico d'Arte) 


 

ARTGALLERY37
GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

dal 16 giugno al 8 luglio 2017

 

Vernissage  venerdì 16 giugno ore 19

 

 

Orario Mostra: dal martedì al sabato dalle ore 16 alle ore 19,30

 

 

 


 

La mostra “Astrazioni e figurazioni nell’Arte Contemporanea” a cura di Roberto Borra presenta un variegato scenario di 6 artisti emergenti che nelle sale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Artgallery37 di Torino si confrontano proponendo al pubblico torinese opere d’arte pittorica e di tecnica mista, derivanti da espressioni artistiche alquanto eterogenee.

 Il confronto diretto tra l’arte informale, emblematica della libertà espressiva più estrema e dominata da moti interiori, quasi  trascendentali e l’arte figurativa, espressione di mondi più prosaici, legati all’elemento razionale ed alla rappresentazione del mondo esterno, appare stimolante e ricco di spunti di valutazione.  L’esposizione si ripropone di porre all’attenzione e di far conoscere attraverso i loro progetti , artisti di indubbio valore che a prescindere dal loro precedente percorso espositivo, meritano una particolare attenzione. La Artgallery37 che ha ospitato opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Giorgio de Chirico, offre l’occasione ad un vasto e qualificato pubblico di osservare in un contesto espositivo ideale, le opere di pittori emergenti rigorosamente selezionati dal Comitato Artistico della galleria. Dei sei artisti presenti, Guerra e Realto propongono progetti nel segno  dell’arte informale. mentre Basso, Billia, Filippi e Klaser ci conducono nelle loro espressioni di  taglio figurativo. In realtà non si tratta di una mostra collettiva convenzionale ma di un evento che dedica un focus alle capacità progettuali di alcuni artisti, essi stessi parte attiva nel sistema dell’arte contemporanea a prescindere da questioni prettamente generazionali. Anche da questo punto di vista la mostra propone quella trasversalità  espressiva e generazionale in grado a nostro parere di garantire un virtuoso interscambio di esperienze e di conoscenze non solo di carattere artistico ma anche sociale e culturale.In relazione ai riscontri di critica e di pubblico ottenuti durante questa importante esposizione, gli artisti, avranno in seguito  l’opportunità di essere inseriti in eventi di carattere regionale, nazionale ed internazionale proponendosi come parte attiva in stimolanti progetti artistici e culturali.

I pittori selezionati per la mostra “Astrazioni e figurazioni nell’arte contemporanea” provengono dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Trentino e, pur parlando linguaggi profondamente diversi, sono accomunati da una profonda esigenza  di sperimentazione artistica e di libertà espressiva che esplicano sia attraverso l’utilizzo di personalissime tecniche pittoriche, sia con un approccio all’arte diretto e viscerale. La mostra curata da Roberto Borra, sarà presentata dalla giornalista e scrittrice torinese Marina Rota.

 

 Artisti in esposizione.

 Karla Klaser, artista di Zagabria che attualmente vive a Trento, propone una serie di acrilici su tela nei quali, volti e figure sembrano “materializzarsi” dal ventre di  universi astratti. Attraverso la sua tecnica denominata macropuntinismo, la Klaser realizza ritratti e figure umane utilizzando ampie campiture pittoriche, virtuose spatolature che tessono volumetrie pervase da cromatismi intensi e piacevolmente inusuali. Il suo lavoro talvolta appare sospeso in un’area di confine tra il razionalismo figurativo e la libertà espressiva e viscerale propria dell’universo informale. Degna dunque la sua presenza in un’esposizione che contiene entrambe le modalità di espressione artistica che la Klaser è in grado di proporre con autorevolezza, al pubblico torinese.

 Giorgio Billia, dopo la frequentazione a Torino del Liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti, passa all’insegnamento di materie artistiche presso il  Liceo Artistico A. Passoni di Torino. All’esposizione torinese presenta alcune interessanti lavori figurativi a tema il ritratto, in grado di ricondurci all’essenza della sua personalità artistica. Le sue opere pur pervase da una voluta venatura  di sottile incompletezza, vivono di una forte intensità espressiva, in parte  generata dalla scelta dei soggetti, colti e ritratti in vigorose visioni frontali in grado di accentuare l’impatto emotivo nell’osservatore, come si evince da recenti studi sulla psicologia legata alla fruizione artistica museale. Nell’artista Maurizio Filippi, l’espressione artistica è diretta ed immediata. In lui pare che  Il vissuto ed il pensato si traducano istantaneamente in segni espletati con una tecnica mista molto materica senza nessuna mediazione esterna. Sulle sue tele  l’opulenza e le contraddizioni delle società dei consumi vengono vivisezionate e rigenerate con originale compostezza ed ironia e, al contempo, con spietata lucidità. Oltre alle sue graffianti icone concettuali, Filippi offre alla platea torinese l’occasione di osservare alcuni dei suoi ritratti più intensi e significativi di grandi personaggi che hanno fatto la storia della musica e della cultura, realizzati con ensemble di materiali compositi tra i quali spicca il silicone. Nella dinamica del confronto-incontro con l’arte figurativa, Ciro Guerra è nell’attualità del suo fare artistico un degno rappresentante dell’arte informale pur essendosi formato artisticamente,come consuetudine di molti pittori, nel grembo del linguaggio figurativo. L’artista nasce a Napoli nel 1957 e risiede a Torino dal 1981 dove vive e lavora. Dopo aver frequentato la scuola "International School Corporation" di disegno, pittura, grafica pubblicitaria prosegue il suo percorso artistico nella più totale libertà artistico espressiva come ben evidenziato dall’utilizzo di svariate tecniche con il supporto di acrilici,di colle, gesso  e sabbia che incide con una gestualità quasi arcaica in grado di produrre segni e graffitismi  pittorici di buon pregio artistico. Ha realizzato grandi istallazioni grafiche/pittoriche tra le quali spicca quella per il passante ferroviario di Torino (piazza Statuto). Nel novero dei partecipanti all’esposizione torinese, spicca per capacità progettuali Realto, artista siciliano trapiantato a  Milano. Come ben evidenziato dalle parole di Jacqueline Ceresoli  dopo la serie di Cromotipi, l'autore intreccia pittura, musica con l’esistenza, dando forma a una poetica dell'immanenza con una selezione di opere presentate per la prima volta in occasione della mostra torinese, tratte dalla nuova serie Dialoghi Muti, su carta Hahnemühle preparata sulla base di tecniche pittoriche del' 400, con impasto di tempera d'uovo”. Questo progetto in itinere è li a dimostrare che le capacità progettuali e le espressioni artistiche concettuali possono essere, se concepite da un vero artista, foriere di arte alta. Altro artista degno di nota presente all’esposizione torinese è  Gian Paolo Basso, un figurativo tecnicamente ineccepibile. Nasce nel 1975 e si laurea in Pittura, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è stato allievo del Maestro Ottavio Mazzonis. Il suo percorso artistico è ricco di importanti esposizioni collettive e personali in Italia: Firenze, Roma, Venezia, Bologna, Pietrasanta, Torino e all’estero: Parigi, Praga e Sofia. All’incontro con il pubblico torinese l’artista di Baldissero d’Alba (Cn) propone una serie di intensi ritratti realizzati pittoricamente su basi innestate di sabbiature che conferiscono un particolare rilievo alle figure già autonomamente ricche di pathos e di profondità.Si tratta di rappresentazioni pittoriche di volti di anziani dai toni quasi monocromatici e dalle rugosità suggestive ed esasperate di grande impatto visivo ed emozionale.  

 

                                                     

Ufficio Stampa Artgallery37

 Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

 Valeria Macci
cell. +39/ 340 2923295

 press.artgallery37@gmail.com

 artgallery37@virgilio.it       www.artgallery37.com

 Roberto Borra - 338/8300244


BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI. CARMELO CANDIANO DA SCICLI A TORINO,L'ANIMA DELL'ARTISTA SICILIANO.

A CURA DELLE BIBLIOTECHE CIVICHE TORINESI E DELL'ASSOCIAZIONE COLLETTIVO 37 DI TORINO


Giovedì 15 giugno ore 18,30 serata letteraria con presentazione del libro di Monica Lanfranco " UOMINI CHE ODIANO AMANO LE DONNE"


Importante Evento in Galleria! Un  felice connubio tra la grande Arte e la grande Poesia.

Da non perdere, giovedi 8 giugno alle ore 18,30 la lettura delle poesie di Rita Pacilio

tratte dalla raccolta "Prima di andare" La Vita Felice editore

ed il dialogo tra l'autrice, AnnaRaffaella Belpiede  e Carlo Molinaro.

 


 

 

LA MOSTRA DI DIPINTI E SCULTURE DI CARMELO CANDIANO SI SPOSTA DALLA GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA ARTGALLERY37 SI SPOSTA ALLA BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI.

 

 

"CARMELO CANDIANO.DA SCICLI A TORINO.L'ANIMA DELL'ARTISTA SICILIANO

dal 13 giugno al 27 giugno 2017

 

BIBLIOTECA CIVICA  VILLA AMORETTI-TORINO

 

allestimento a cura dell'Associazione Collettivo 37

e dello staff Artgallery37

 

 

 

 


LA GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA "ARTGALLERY37" E' UNA DELLE LOCATION SELEZIONATE PER IL "SALONE OFF" DEL

"SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO 2017".

 

 

Le foto del vernissage della mostra di Carmelo Candiano alla Artgallery37


programma ARTGALLERY37 "SALONE OFF"


                                              

Foto del vernissage della Mostra "l'informale contemporaneo" di Marco Vigo

14 gennaio - 4 febbraio 2017

"l'Informale Contemporaneo"

mostra personale di Marco Vigo

a cura di Roberto Borra

 

inaugurazione con buffet

sabato 14 gennaio ore 18,00

 

 

ARTGALLERY37

 GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

VIA BUNIVA 9/TER/F TORINO

 

 “TORINO - L’AVANA, ANIMA UNICA”

 

Fucina Des Artistas in esposizione all'Artgallery37 di Torino

 

 a cura di Cinzia Tesio

 

dal 10 dicembre 2016 al 7 gennaio 2017

Inaugurazione:

sabato 10 dicembre 2016 ore 18,00

 

 Artisti in esposizione: Alejandro Gomez, Daniel Collazo, Eric Alfaro, Nelson Jalil.

 

Orario Esposizioni in Galleria: da martedì a sabato ore 16,00-19,30

Giorni di chiusura domenica e lunedì

Per visite fuori orario: +39 338/8300244

Contatti:

artgallery37@virgilio.it

+39 338/8300244

Websites:

www.artgallery37.com

www.collettivo37.com

www.fucinadesartistas.com

Foto inaugurazione Mostra "Torino - L'Avana Anima Unica"


introduzione di Roberto Borra

Preservare la memoria, vivere il presente, aprirsi ai confini di un orizzonte futuro. Lavorare ogni giorno come se fosse l’ultimo con amore, con abnegazione contro tutti i venti che spirano a tempesta e paritariamente contro le correnti usuali che portano al silenzio dell’anima.Siamo esseri umani e nel cercare il prima e il dopo di questo strano viaggio che è la vita dimentichiamo di vivere il presente o percorriamo sentieri di un’esistenza che non ci appartiene.L’arte, la musica, la scrittura possono far rifiorire quel senso di libertà e di appartenenza al genere umano di cui abbiamo in gran parte perso coscienza. Essere artisti è un privilegio per l’anima, talvolta una privazione per il corpo

poiché come ben ci insegna la storia dell’arte, spesso la pecunia è un vento che spira lontano dalle tasche dell’artista. Ma è indomabile la forza, la potenza estrema che l’arte esercita su chi ne è pervaso e praticarla è espressione della propria volontà di esistere, di poter coniugare in un unico gesto, la memoria, il vissuto presente e il futuro immaginato. Quale privilegio dunque per noi artisti del Collettivo37 che amiamo l’arte come la vita, poter ricomporre in un solo istante “Frammenti di arte moderna e contemporanea” in un’esposizione che spazia dalla pittura alla fotografia, alla scultura in un unico evento da vivere e condividere con i visitatori della mostra. Il concetto è quello di coniugare il recente passato (le radici) al presente (i rami) attraverso un variegato excursus espressivo. L’esposizione curata dalla storica dell’arte Cinzia Tesio, vanta artisti straordinari che hanno lasciato segni indelebili nell’arte moderna quali Marc Chagall, Emilio Vedova, Giorgio De Chirico, Ennio Morlotti . Al contempo propone opere di artisti contemporanei ormai storicizzati quali Marco Lodola, Mario Ceroli, Michelangelo Tallone. All’esposizione partecipano Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo, gli artisti del Collettivo 37, ideatori e fautori con Cinzia Tesio di quest’avventura nel mondo dell’arte che trova un fulcro ideale negli spazi di Artgallery37  una galleria-micromuseo  che nel più ampio contesto dei progetti del Collettivo aspira a diventare  un luogo d’arte ed un centro di cultura attiva. Un orizzonte aperto ad ogni forma di espressione artistica dove imparare a vivere l’arte (e la vita) nel segno della libertà e nel rispetto delle altrui coscienze, degli altrui pensieri.

 

 

       Inaugurazione della Art Gallery37 e della Mostra "Frammenti di arte moderna e contemporanea"

L'inaugurazione della galleria d'arte ARTGALLERY37 e della mostra Frammenti di arte moderna e contemporanea  curata dalla D.ssa Cinzia Tesio

è stato un evento anomalo e per molti versi straordinario nel contesto artistico odierno.Il successo in termini di pubblico dell'esposizione ha avuto un esito  superiore  alle più rosee aspettative ma è il positivo impatto critico di molti qualificati operatori del settore artistico e culturale a rendere appieno il  reale valore dell'evento. L'afflusso in galleria all'inaugurazione è stato di oltre 200 persone a conferma che anche il sistema delle piccole gallerie può attrarre l'attenzione di un pubblico consistente e fortemente qualificato,a patto di proporsi con eventi di alto valore artistico e culturale in luoghi accuratamente progettati per l'accoglienza dei visitatori e per l'esposizione ottimale delle opere d'arte in esposizione. Lo staff tecnico -artistico della galleria ha ottenuto già in occasione dell'evento inaugurale consensi unanimi e appassionati al pari della rigorosa curatela della D.ssa Cinzia Tesio che   con gli artisti del Collettivo 37 di Torino ha ideato e pianificato questo importante evento.


Video di inaugurazione e presentazione mostra "Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea

 


….E cercarla quest’anima, che è il misterioso declivio del quale abbiamo timore. Sognare il nostro sogno, è possibile! Qui c’è il vivere la nostra vita. Nelle trame della tela, del legno, del bucchero alberga l’essenza tessuta di noi esseri umani, finalmente attraverso l'arte…..liberi di essere.

Roberto Borra

 

 

 

PROJECT

Con Art Gallery 37 nasce a Torino un nuovo luogo di aggregazione artistica e di confronto culturale. Al contempo lo spazio si pone quale centro  d'eccellenza per grandi eventi artistici . I criteri di allestimento e i meccanismi organizzativi sono definiti da uno staff tecnico artistico specializzato che segue tutte le fasi dei progetti in essere. Riteniamo che la costante attivazione e aggregazione  di  professionalità e competenze diversificate di alto profilo, sia  un fattore importante ma al contempo percepiamo come fondamentale al di la delle qualità professionali dei  singoli  far emergere una filosofia di gruppo fortemente sentita, vissuta e condivisa.

Dunque le qualità di coesione dello staff tecnico - artistico basate su una comune percezione del valore dell'arte e dell'umanità sono elementi essenziali per un sano sviluppo dei progetti in divenire. Art Gallery 37  dunque, non è una semplice  galleria  d'arte ma, il fulcro attivo di un concreto e strutturato  progetto d'arte in costante evoluzione. La mission è fondamentalmente quella di valorizzare l'arte attraverso il confronto  abbattendo le le frontiere fisiche, sociali e culturali che frammentano e disgregano il "sistema delle opportunità".  Al contempo riteniamo essenziale dare supporto e visibilità  all'arte ed agli artisti di spessore che  non sempre trovano gli ideali interlocutori in grado di "storicizzare" e far emergere le qualità  del loro lavoro. Art Gallery37 nasce come concreta espressione di un ideale connubio tra gli artisti Alberto Bongini, Roberto Borra, Carlo Iorietti e Alessandro Merlo che con la creazione nel 2015 dell’Associazione Collettivo37 di Torino hanno posto le basi per l'apertura di questo ulteriore spazio dedicato all'arte moderna e contemporanea e allo sviluppo dei loro progetti nel mondo dell'arte. L'Associazione Collettivo 37  si avvale attualmente di due luoghi d'arte  differenziati: lo storico Atelier 37 laboratorio di idee e di produzione artistica, sito in Via Sant'Ottavio 37 e Art Gallery 37 in Via Buniva 9/ter/f  luogo espositivo per eccellenza ma al contempo oasi di riflessione e spazio di confronto artistico, sociale e culturale.

 

 


ARTGALLERY37 - Via Buniva 9/ter/f - Torino

e-mail: artgallery37@virgilio.it

orario MOSTRE :

da martedì a sabato ore 16,00-19,00(orario invernale)

giorni di chiusura domenica e lunedì

per visite fuori orario  contact +39- 338/8300244